Per i giornalisti a Roma eravamo tutti al polo nord, privi d'acqua e luce

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430743 2860990042665 1197092081 32402201 994565551 nRoma, 6 febbraio 2012. - In realtà chi ha esagerato sono stati i soliti giornalisti, qui a Roma non ci sono stati casi così gravi da comunicare con enfasi tanto accesa. Ad Alemanno è bastato rispondere male, in piena emergenza, ad un giornalista (troppo invasivo) per avere tutto l'ordine professionale contro. I giornalisti hanno montato un caso mediatico sul nulla, oggi si lamentano ovviamente coloro che sono veramente in difficoltà e di cui i giornalisti non si non interessati minimamente. Tutti presi a parlare dei disservizi della Capitale e di come sia stata presa impreparata.

Roma non certamente abituata a un evento "neve", anche come Trentino ho dovuto rassegnarmi e rimanere a casa, anche volendo non ho le catene da neve, non ho una pala da neve in casa e non ho nemmeno un paio di scarpe adatte. Nessuno a Roma tiene simili attrezzature, a che ci servono? Già oggi il sole ha liberato la strada di casa, e la temperatura qui al Trullo (Portuense) non è andata sotto lo zero . Per i giornalisti invece eravamo tutti al polo nord, e tutti privi d'acqua e luce.

Che si doveva fare a Roma? I pini marittimi non sono abeti delle alpi e sotto il peso della neve si spezzano, i mezzi a disposizione sono pochi e inadeguati, normalmente si può contare sul supporto di altre regioni ben attrezzate. Questa volta invece non è stato possibile perché l'emergenza ha colpito tutto il nord e il centro Italia. E chi veniva in soccorso della capitale, non ha potuto dovendo fronteggiare un'emergenza in casa propria.

L'unica cosa saggia è stata quella di chiudere scuole e uffici e invitare la popolazione a rimanersene a casa se non ci sono emergenze. Quando Alemanno ha chiuso le scuole, è stato subito attaccato in quanto sembrava una misura eccessiva, eppure si è rivelata adeguata, se sul GRA c'erano ancora tante macchine alle 17:00 era perché molti non hanno raccolto l'invito del sindaco, e nemmeno si sono dotati di catene.

La situazione "neve" qui a Roma è diversa da quella che ho più volte vissuto in trentino dove già a novembre si montano pneumatici da neve, dove ogni famiglia ha una pala o due per spalare al neve e molti di noi tengono pure un sacco di sale per le scale esterne di casa. Per fare un paragone è come se in tutto trentino ci fossero due spazzaneve e quattro badili, anche chi con la neve ci convive non potrebbe fare molto.

Eppure non fatevi ingannare, sono stati solo i giornalisti ad esagerare. I romani non sono preparati certo, e un po' viziati come cittadini, ma molti si sono pure divertiti.

Loris Modena

Nella foro cosa facevamo qui a Roma durante l'apocalisse che i gionalisti narravano.

Per i giornalisti a Roma eravamo tutti al polo nord, privi d'acqua e luce