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Le ordinanze in materia di Covid-19 non devono far distinzione sulle persone

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Monselice, 6 luglio 2020. - di Adalberto de' Bartolomeis

Il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, oggi, 6 luglio 2020, ha disposto una particolare ordinanza che riguarda le persone che si recano all'estero e vi fanno rientro, ma che per i rischi di venire a contatto con il virus Covid-19 possono, poi, risultare infette.

Il provvedimento emesso specifica apposite misure restrittive e di prevenzione per chi dovesse risultare positivo ai controlli obbligatori, in particolare, per chi va o proviene da Paesi non appartenenti all'area Shengen, per intendersi, non in seno all'UE.

Tale ordinanza dispone nel suo contenuto del provvedimento di due allegati in cui sono stati redatti due elenchi. In uno sono contemplati gli Stati in cui non è prevista alcuna restrizione al rientro in Italia; in un secondo allegato sono elencati, invece, Nazioni dalle quali chi si reca e vi proviene è obbligato all'immediata quarantena e tutti i controlli di cui i soggetti devono essere sottoposti, per evitare il rischio di generare focolai del virus e del suo diffondersi.

Non comprendo la logica di questa distinzione burocratica allorché la realtà non distingue, a mio avviso, nessuno che si rechi ovunque, all'estero e vi faccia ritorno, sia che si tratti di un cittadino dell'Unione Europea e sia di un extracomunitario.

Poiché tali misure sono atte a mirare forme di precauzioni, nonché regole da osservare, queste dovrebbero riguardare chiunque e quindi sia l'italiano che esce dall'Italia e va in una qualsiasi direzione di Nazione e sia chi rientri, che si tratti d'italiano o di qualsiasi straniero.

Qualsiasi! Certe disposizioni non possono fare distinzioni, per cui dovrebbero valere, ripeto, per qualsiasi persona, sia che vada dove voglia in vacanza, sia che si rechi per lavoro e sia per chi appartenga anche ai flussi migratori giornalieri.

Se ciascuna Regione si farà carico di emanare disposizioni in tale senso, con questo tenore, senza gli allegati 1 e 2, il criterio della prevenzione sulla possibilità che insorgano focolai di contaminazioni di questo virus che facilmente potrebbe diffondersi, avrebbe maggior senso, per cui i provvedimenti di cui si faranno carico gli altri governatori di regione, se concordati con il governo, risponderanno ad una logica che non farebbe distinzioni, come, al contrario, invece, pare risultino da questa ordinanza del citato Presidente della regione Veneto.

Le ordinanze in materia di Covid-19 non devono far distinzione sulle persone

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