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Associazione ex Parlamentari – Vitalizi, il punto su ricorsi e iniziative

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Roma, 18 novembre 2020. - Redazione*

Roma, 18 novembre 2020 - Nel contenzioso sull'iniquo e illegittimo ricalcolo retroattivo dei vitalizi vi sono stati alcuni sviluppi, al Senato (sospensiva dell'esecuzione della sentenza di primo grado che ci dava ragione) e alla Camera (adozione di criteri di mitigazione da parte della Presidenza, in applicazione della sentenza parziale di primo grado), a fronte dei quali l'Associazione ha assunto alcune iniziative di cui ritiene opportuno rendere conto.

- lettera del presidente Antonello Falomi alla presidente del Senato, Elisabetta Casellati, per chiedere un incontro e sollecitare ancora una volta una soluzione equa e negoziata della vertenza, nel rispetto dei principi costituzionali sul modello del contributo di solidarietà applicato alle pensioni di importo elevato. La richiesta di "soluzione negoziata" fa riferimento a un richiamo della sentenza di primo grado che evidenzia la possibilità della Presidenza del Senato di modificare la delibera oggetto di contenzioso tenendo conto dei rilievi mossi. La lettera ribadisce comunque la richiesta di un giudizio in punta di diritto e non politicizzato da parte degli organi di autodichia e lamenta le irregolarità commesse dal Consiglio di Garanzia nel procedimento che ha condotto ad accogliere la richiesta di sospensiva della sentenza di primo grado avanzata dalla Segretaria Generale del Senato;

- esposto alla CEDU (Corte Europea dei Diritti dell'Uomo) per denunciare le irregolarità compiute dal Consiglio di Garanzia del Senato nella decisione di sospensiva. L'Associazione ha ritenuto appropriato che gli Avvocati facessero un passo formale per denunciare la violazione delle garanzie a tutela della difesa commesse nel procedimento di appello da parte del Consiglio di Garanzia, che, nel concedere la sospensiva richiesta dall'appellante, (i) non ha rispettato i termini di convocazione dell'udienza (accorciandoli), (ii) non ha ammesso le parti, e in particolare la difesa, a illustrare le proprie ragioni e, infine, (iii) non ha fissato la data dell'udienza di merito di appello nel provvedimento di sospensiva, in contrasto con le regole generali del procedimento amministrativo che si applicano in questo caso. L'esposto non entra nel merito del contenzioso, ma si limita a denunciare le irregolarità procedurali, il cui rispetto è parte sostanziale della tutela dei diritti umani di cui la CEDU è presidio;

- diffida ai componenti del Consiglio di Giurisdizione della Camera perché provvedano, entro e non oltre trenta giorni, a pronunciare la sentenza di merito sui ricorsi presentati avverso la delibera di ricalcolo retroattivo dei vitalizi. Come è noto, il Consiglio di Giurisdizione, si è limitato finora ad adottare una "sentenza parziale" che modifica l'articolo che prevede condizioni praticamente impossibili per ottenere una "mitigazione" degli effetti del ricalcolo (v. oltre). La mancata pronuncia sulla questione principale, relativa alla legittimità e all'equità del ricalcolo, si configura, ad avviso dell'Associazione e dei suoi legali, come un'omissione da parte dei "giudici" dell'autodichia e anche come un danno patrimoniale per i ricorrenti. In caso di mancata osservanza della diffida, l'Associazione si riserva di presentare una formale denuncia alla Procura della Repubblica;

- valutazione ed esame dei "criteri di mitigazione" degli effetti del ricalcolo adottati dalla Presidenza della Camera. Come è noto, lo scorso 11 novembre, la Presidenza della Camera, su proposta dei Questori, ha adottato un provvedimento che detta i criteri di applicazione della sentenza 2/2020 del Consiglio di Giurisdizione. Tali "criteri" (definiti in una tabella che è stata pubblicata sul sito) hanno portato a una mitigazione della riduzione del vitalizio in una cinquantina di casi di ex-deputati o titolari di assegno di reversibilità, ritenuti in possesso del requisito di salute o di bisogno economico. L'Associazione sta provvedendo a un esame legale approfondito del provvedimento insieme agli avvocati e si riserva di definire nei prossimi giorni una nota dettagliata sull'argomento. La prima valutazione è molto critica: i "criteri di mitigazione" non sanano l'iniquità strutturale del ricalcolo, semmai la confermano e la enfatizzano; inoltre, appaiono molto restrittivi e punitivi e, infine, paiono ignorare una parte della sentenza che dovrebbero applicare.

Queste sono le iniziative adottate e in corso per portare avanti, in una situazione che, come tutti sanno, non è favorevole, una battaglia in difesa della certezza del diritto, della dignità della funzione parlamentare e del rispetto che è dovuto a ogni cittadino.

* da ilparlamento.eu

 

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