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IO APRO 1501

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Roma, 18 gennaio 2021. – di Tania Andreoli*

L'iniziativa nazionale IO APRO1501, che ha visto protagonisti Titolari di ristoranti, trattorie, bar, pub e wine-bar, esausti per la situazione ingenerata dai provvedimenti del Governo Conte, sta riscontrando la resistenza delle Istituzioni e delle Forze dell'Ordine le quali, piuttosto che ricordare il loro giuramento, che dovrebbe prevedere la lotta alla criminalità, all'evasione fiscale, al traffico internazionale di esseri umani e stupefacenti, trovano più soddisfazione nell'accanirsi su padri e madri di famiglia che, con grande dignità e dedizione, cercano semplicemente di aprire un dialogo con chi, sui tavoli della politica, sembra essere cieco e sordo, colpito da una strana sindrome di onnipotenza.

In provincia di Mantova, l'esercente dei due punti ristoro, Caffè "La Terrazza", sita in Bondeno di Gonzaga, e "La Terrazza 2.0", ubicata in Moglia, consapevole dei rischi, ha aderito a IO APRO1501 e ha subito dovuto fare i conti con il Ministero dell'Interno e le sue rigidissime imposizioni.

"E' assurdo trovarsi il locale letteralmente invaso dai Carabinieri", spiega Marzio Francaviglia, Titolare de "La Terrazza", "mentre i miei clienti, con grande spirito di solidarietà, continuavano a consumare le loro ordinazioni."

Prosegue Francaviglia: "Nonostante il necessario distanziamento e l'utilizzo dei dispositivi sanitari (mascherine), gli uomini dell'Arma hanno proseguito imperterriti, multando anche i miei clienti, compreso un disabile che aveva fatto accesso al locale semplicemente per poter utilizzare i servizi igienici. E, non contenti, l'irruzione ha avuto luogo anche sabato 16 gennaio, oltre che il 15. Semplicemente assurdo". "Se le Istituzioni e le Forze dell'Ordine sono insensibili anche nei confronti dei disabili", afferma Tania Andreoli, Coordinatrice nazionale di F.A.C.I. (Federazione Artigiani Commercianti Italiani), con sede a Roma, "credo non ci sia nulla di cui meravigliarsi, atteso che nell'applicazione delle misure di contenimento del Covid-19 si stanno VIOLANDO diritti fondamentali costituzionalmente garantiti."

E' opportuno ricordare che, non solo l'art. 42 della Costituzione, tuttora vigente, tutela la proprietà pubblica e privata, attribuendo a quest'ultima il carattere dell'inviolabilità, ma che l'art. 14 della stessa dichiara altresì inviolabile il domicilio, nel quale non possono eseguirsi ispezioni, perquisizioni e sequestri, se non nei casi e nei modi stabiliti dalla legge, secondo le garanzie prescritte per la tutela della libertà personale.

"In assenza di iscrizione di notizia di reato e prevedendo i D.P.C.M. e la recente normativa di conversione ai Decreti Legge "contiani", esclusivamente illeciti c.d. amministrativi, non previsti nelle casistiche già note", precisa F.A.C.I., "è evidente che l'accertamento per contenimento 2 Covid-19 non rientra in nessuna delle fattispecie di cui alla Legge 07/01/1929 Nr. 4 e R.D. 18/06/1931 Nr. 733 (Armi e Reati finanziari), all'art. 52, D.P.R. 16/10/1972 Nr. 633 (P.Iva), all'art. 20, D.P.R. 23/01/1973 Nr. 43 (Materia doganale), all'art. 13, Legge 24/11/1981 Nr. 689 (Illeciti amministrativi di altra natura), agli artt. 271, legge 19/03/1990 Nr. 55 e 25bis, D.L. 08/06/1992 Nr. 306 (in materia di criminalità mafiosa), all'art. 5, D.L.26/0471993 (in materia di discriminazione razziale), agli artt. 13 e 99, D.P.R. 09/10/1990 Nr. 309 (in materia di stupefacenti), all'art. 12, co.7, D.Lgs. 25707/1998 Nr. 286 (in materia di immigrazione clandestina), ragion per cui si configurano violazioni gravissime, quali l'abuso di potere di cui all'art. 323, nonché la violazione di domicilio di cui all'art. 614 del Codice penale, per non parlare della privacy, tutelata sulla carta in modo stringente dal recente GDPR/2018."

Lo Stato e le Istituzioni dovrebbero aprire un dialogo con gli imprenditori piuttosto che accanirsi su categorie di lavoratori che costituiscono la matrice del tessuto sociale italiano. Se si lasceranno senza voce i buoni intenti e l'espressione pacifica di intere categorie, l'Italia vedrà l'aumento della povertà e l'impoverimento culturale ed economico. "Vorrei soltanto poter lavorare, in sicurezza, ma lavorare", conclude Marzio Francaviglia, "Non mi sembra di aver agito nell'illegalità ed invito le Forze dell'Ordine ad una riflessione, perché sono essi stessi padri, mariti, cittadini e domani potrebbero trovarsi anche loro nelle stesse nostre condizioni." Non sempre chi è apparentemente più forte vince!

* Coordinatrice della Federazione Artgiani Commercianti Itaiani (F.A.C.I.)

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