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Andrea De Bertoldi, una vita da ex

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Trento, 18 gennaio 2021. - di Claudio Taverna

"Non conosco la storia politica del senatore De Bertoldi, che sarà sicuramente rispettabilissima", scrive, così sul blog "7Colli", il vicedirettore del "Tempo", Francesco Storace, all'indomani delle dichiarazioni del senatore trentino circa "l'esame del sangue politico" degli iscritti di Fratelli d'Italia.

Sia ben chiaro.... a me di Fratelli d'Italia non importa nulla. Tuttavia, prendo licenza, come missino, di colmare la piccola, confessata lacuna del camerata Storace circa l'ignorata storia politica del senatore De Bertoldi.

Se la memoria non mi tradisce, ecco in poche parole il percorso politico del senatore trentino (ex), che, con i tempi che corrono e la riduzione dei parlamentari, non sarà riletto a Palazzo Madama.

Andiamo in ordine..... da ragazzo si iscrive al Fronte della Gioventù di Bolzano, associazione giovanile del MSI, poi si candidata alle regionali del Trentino Alto Adige (Collegio di Trento) con la DC, poi passa nell'ordine.... al PLI, al Patto Segni ( vero consigliere Tonini), ad AN del Trentino (presentato dall'on. Pietro Mitolo), al PDL, a FLI. Si avvicina, dopo la fulminate scomparsa del partito di Fini, al "Quarto Polo" di Stefano Parisi e Ivo Tarolli.

De Bertoldi - si sa - è stretto collaboratore di Adolfo Urso, oggi commissario della Federaziione trentina di FdI. Anzi è stato suo consulente economico personale, quando Urso ricopriva l'incarico di viceministro dell'economia nel governo Berlusconi. Il buon Andrea ottiene incarichi di sottogoverno o paragovernativi nell'ambito dell'internalizzazione ( vedi il sito), ma politicamente è un fiume carsico scompare e ricompare.

Nel 2018, grazie ai buoni uffici della "federale " Marika Poletti, presidente di FdI del Trentino, è candidato per il centrodestra nel collegio senatoriale di Trento, considerato il più "sfigato" (in quegli anni i consensi di FdI in Trentino non superavano percentuali da prefisso telefonico, cioè intorno all'1%; quindi il partito della Meloni non poteva pretendere di più).

Lo sfondamento elettorale di Salvini lo catapulta, sorprendentemente, al Senato. 

Il racconto, per il momento finisce qui, con la presunzione di aver colmato, almeno parzialmente, la piccola lacuna di Francesco Storace.

Altro ci sarebbe da dire.... mi riservo di farlo prossimamente.

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