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Il PNRR proroga al 2023 l'eliminazione della "colpa grave" dalla responsabilità amministrativa

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In pericolo l'accertamento delle responsabilità amministrative della P.A. nella gestione della pandemia

Roma, 26 aprile 2021. - Redazione

Una vera e propria furbata, imboscata nelle pieghe del PNRR (Piano nazionale di ripresa e resilienza), è la "limitazione della responsabilità per danno erariale ai soli casi in cui la produzione del danno è dolosamente voluta dal funzionario pubblico, ad esclusione dei danni cagionati da omissione o inerzia".

L'istituto, inventato dal c.d. "decreto semplificazione" (art. 21, comma 1 D.L. 76/2020), ha eliminato "la colpa grave",  nei contratti pubblici, dalla disciplina della responsabilità, già mitigata, con la Legge 639/96 che  limitava la responsabilità al "dolo o colpa grave".

La norma aveva scadenza temporale al 31 luglio 2020,  prorogata al 31 dicembre 2021. Adesso arriva una ulteriore proroga al 2023 tramite il suddetto PNRR, scritto dal Governo Draghi, prossimamente all' esame del Parlamento.

Norma definita dall'Associazione dei Magistrati della Corte dei Conti come "Misura rozza ed errata", in contrasto con la Costituzione (sentenza n. 371/98 della Corte Cost.) e con il Regolamento europeo in tema di ripresa e resilienza che impone invece il rafforzamento del controllo giurisdizionale dei fondi relativi.

Infatti, se approvata, impedirebbe, qualora l'acquisto di mascherine, respiratori, siringhe, banchi a rotelle ecc. fossero "gravemente colposi", alla Magistratura contabile l'accertamento delle responsabilità amministrative nella gestione dell'emergenza pandemica e il recupero dei conseguenti danni erariali.

Il PNRR proroga al 2023 l'eliminazione della

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