Verona: Son tornati

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Una schiera di medicanti professionisti hanno invaso la città scaiigera. Verona, 2 gennaio 2012. - La mattina presto li vedi camminare belli dritti e di buona lena per raggiungere il posto "di lavoro". Una mendicante Sono maschi e femmine. Dimessi, le donne vestite solitamente di nero dalla testa ai piedi con tanto di velo e gonna fino a terra.

 

Quasi tutti col bastone. Per sostenere il passo quando diventa volutamente malfermo, ma all'occorrenza...non si sa mai. Raggiunto il posto “di lavoro”, generalmente a un semaforo, subito prima di iniziare la loro attività diventano curvi, zoppi, tremanti o sciancati e cominciano a chiedere la carità agli automobilisti in attesa del verde.

Capita anche di trovare davanti all'entrata di un negozio o di un supermercato le loro donne accovacciate per terra, a volte addirittura arrotolate su sé stesse, come se fossero deformi, sempre a tendere la mano con delle lagne volte a stuzzicare la compassione dei più sprovveduti che, credendo di avere a che fare con una bisognosa, allungano qualche spicciolo.

E questo non va bene, perché è diseducativo e incrementa il fenomeno. Al semaforo di ponte Catena, lato Borgo Trento, c'è spesso un mendicante paralitico che si muove su una carrozzina con la destrezza degna di un rallista in mezzo alle macchine in coda, mettendo a repentaglio la sua incolumità e la pace degli automobilisti a rischio di grane inenarrabili in caso di collisione.

Ce n'è uno, al semaforo all'inizio di corso Milano, abilissimo nella recitazione di una sindrome neurologica inesistente: grandi tremori agli arti che, a seconda del momento, prendono la parte destra del corpo oppure la sinistra. Ce ne sono tanti altri in diverse zone della città che fingono di essere malati, malformati, mutilati e con qualunque altra menomazione atta a impietosire chi se li trova davanti. Qualcuno, qualche volta è anche minaccioso, specie con le donne.

Altre volte è volata una bastonata sulla fiancata dell'auto o uno sputo sul vetro oppure anche addosso. Qualche volta. Non bisogna generalizzare. Ciò che invece può essere generalizzato è che sono degli impostori, dei parassiti che fanno dell'accattonaggio il loro mestiere, andando a ledere la libertà dei cittadini di muoversi per Verona senza dover essere importunati con la richiesta dell'elemosina.

Anche essere costretti, quando si è in coda, a dover rispondere alle loro richieste è una limitazione della libertà. Perché i veronesi devono soggiacere a tutto questo? Fino a poco più di una anno fa c'era stata, da parte del Comune un'azione decisa nei confronti degli accattoni, che erano spariti quasi del tutto .

Poi, non si sa come, è stata abbassata la guardia e tutto sta tornando com'era prima della cura Tosi. Viene da chiedersi come mai e se sia venuta meno la volontà politica. Il che darebbe da pensare.

Leonardo Ferrari

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