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Venerdì 12 aprile parte il processo contro il presidente ed il casaro del caseificio di Coredo

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NAS CCOperazione del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità dei Carabinieri nella notte tra il 28 e 29 marzo presso il caseificio

Trento, 5 aprile 2019.Redazione

Il caso del formaggio, finito sotto sequestro per la presenza dell'escherichia coli, un batterio contenuto nel latte crudo, approda in Tribunale. Venerdì 12 aprile, avrà inizio il processo penale, promosso dalla Procura di Trento nei confronti del presidente del caseificio di Coredo, Lorenzo Biasi, 36 anni di Sfruz, e del responsabile della sicurezza e dei controlli, Gianluca Fornasari, 47 anni residente a Coredo, per aver «immesso nel circuito commerciale prodotti caseari con cariche microbiotiche superiori ai limiti di legge».

Più volte abbiamo scritto della dolorosissima vicenda del bimbo di quattro anni di Coredo che si è sentito male dopo aver mangiato il formaggio "Due Laghi" prodotto e commercializzato proprio dal caseificio della Val di Non.

Il piccolo, a distanza di quasi due anni, si trova ancora in condizioni molto gravi, causate dall'escherichia coli, un batterio proprio contenuto nel latte crudo che produce vari tipi di tossine.

La Procura vuole fare chiarezza e capire che cosa sia successo: c'è un'indagine in corso, coordinata dal Pubblico Ministero Maria Colpani, per lesioni colpose gravissime e per somministrazione di sostanze nocive,.

I carabinieri del Nas hanno acquisito e stanno acquisendo una grande mole di documenti e sono state fatte numerosi analisi.

È notizia della scorsa settimana che nella tarda notte tra giovedì 28 marzo e venerdì 29 marzo sia scattata un'operazione dei Nas di Trento, probabilmente diretta dal p.m. Colpani collegata a quell'indagine, che si è protratta per parecchie ore, durante la quale è stato convocato in azienda anche il presidente del caseificio.

Nel processo, dunque, che si aprirà il prossimo 12 aprile, si stabiliranno le responsabilità degli imputati Lorenzo Biasi e Gianluca Fornasari del caseificio di Coredo per i reati di produzione e commercializzazione di prodotti contaminati e di inosservanza di provvedimenti dell'autorità, potrebbe costituirsi parte civile, con l'assistenza dell'avvocato Paolo Chiariello del Foro di Trento, il papà del bambino, già individuato parte offesa dalla pubblica accusa.

Venerdì 12 aprile parte il processo contro il presidente ed il casaro del caseificio di Coredo
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