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Iniziato e rinviato il processo ai responsabili del caseificio di Coredo

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Eccezioni procedurali all'origine del rinvio

Trento, 12 aprile 2019.Redazione

Iniziato e subito rinviato all'udienza del prossimo 14 giugno il processo che vede imputati Lorenzo Biasi, presidente del caseificio sociale di Coredo e Gianluca Fornasari, casaro e responsabile del piano di autocontrollo.

I reati contestati dal pubblico ministero dottoressa Maria Colpani sono «produzione e immissione in commercio prodotti caseari con cariche microbiche superiori ai limiti di legge (STEC ed Escherichia coli)».

In particolare all'imputato Fornasari l'omissione di «richiedere adeguati controlli» e «di richiedere a Trentingrana Concast di effettuare delle ispezioni sul campo al fine di verificare le condizioni igieniche delle stalle dei conferitori».

Per entrambi, il p.m. ha individuato anche il reato di cui all'art. 650 del c.p. in «relazione alla omessa ottemperanza alla disposizione impartita dall'U.O Igiene e Sanità Pubblica Veterinaria di Cles».

Legata al processo è la dolorosissima vicenda, di cui ci siamo occupati numerose volte, del piccolo Maestri, il bambino di Coredo (all'epoca di soli quattro anni) che si era sentito male dopo aver mangiato il formaggio "Due Laghi" (con latte crudo) prodotto e commercializzato proprio dal caseificio di Coredo con conseguenze gravissime per la sua salute.

All'udienza di stamane era presente Giovanni Battista Maestri, padre del bimbo, assistito dall'avvocato Paolo Chiariello, per la costituzione di parte civile, mentre assenti erano gli imputati, il cui difensore avvocato Gaetano Forte del foro di Ferrara, ha sollevato eccezioni procedurali, alle quali si sono opposti tanto il p.m. d'udienza quanto l'avvocato di parte civile Paolo Chiariello.

Sull'eccezione, si pronuncerà, quindi, il Tribunale nell'udienza del prossimo 14 giugno.

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