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Più ombre che luci nell’affare Deloitte – Trento Rise (4 puntata)

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Pierluigi Brienza, Ad di Deloitte Consulting, sfugge inspiegabilmente all'inchiesta....

Trento, 2 aprile 2020. – di Claudio Taverna

Non possiamo né vogliamo entrare nel merito dell'inchiesta della Procura della Repubblica di Trento più di quanto abbiamo fatto nelle precedenti puntate; rimaniamo in attesa delle motivazioni dell'assoluzione del dott. Ivano Dalmonego visto che la sentenza della Corte d'appello ha pesantemente minato tutto l'impianto accusatorio che vedeva nell'ex dirigente generale della Provincia autonoma, dai più considerato braccio destro e sinistro di Lorenzo Dellai, l'ideatore nonché l'attore principale del famoso (forse meglio famigerato) precommercial Procurement "Modelli" strumento inventato per occultare un appalto di consulenza a favore della Deloitte Consulting.

Siamo sicuramente molto più interessati di capire se in questa inchiesta ci siano state disparità nel coinvolgimento e trattamento dei diversi attori, mentre la nostra inchiesta evidenzia sempre più che ci sono cittadini di serie A e cittadini di serie B: cercheremo di condividere con voi l'amara conclusione.

In particolare, siamo colpiti, indipendentemente dalla validità o meno dell'impianto accusatorio, dalla circostanza che l'inchiesta giudiziaria ha salvaguardato i vertici della Deloitte Consulting.

Eppure, in tutte le indagini che vedono coinvolte delle società, il primo ad essere indagato, come ci dicono le decine di migliaia di cronache raccontate da giornali e tv negli ultimi trent'anni, è sempre il rappresentante legale dell'azienda per l'assioma che "non poteva non sapere".

Anche nei diversi filoni di indagine, avviati dall'inchiesta Trento Rise sono sempre stati indagati anche i rappresentanti legali delle società coinvolte.

Ma non così per la Deloitte Consulting. Anzi, il dott. Pierluigi Brienza (nella foto), amministratore delegato e unico rappresentante legale è stato colui che ha firmato l'accordo con i liquidatori di Trento Rise, con il beneplacito della procura della repubblica di Trento, che ha permesso alla Deloitte Consulting di uscire praticamente indenne dallo scandalo e dall'inchiesta giudiziaria, come abbiamo argomentato nella 3 puntata...

Per quale motivo il dott. Brienza, AD ed unico rappresentante legale della Deloitte Consulting non è stato indagato?

La domanda assume contorni più pressanti e al medesimo tempo più inquietanti, una volta acquisti alcuni documenti relativi all'indagine Trento Rise che testualmente trascriviamo. In particolare:

- Annotazione della Polizia Giudiziaria del 13 gennaio 2016 inviata al dott. Pasquale Profiti ed alla dottoressa Alessia Silvi, titolari dell'inchiesta Trento Rise, dal ten. col. GdF Stefano Lampone, comandante del Nucleo di Polizia Tributaria di Trento, al capitolo 4 – Conclusioni, sintetizza che i potenziali reati sono stati svolti dal personale Deloitte "... che ha condiviso il modus operandi con i vertici della società di consulenza".

- Annotazione della Polizia Giudiziaria del 14 marzo 2016 inviata al dott. Pasquale Profiti ed alla dottoressa Alessia Silvi, p.m. titolari dell'inchiesta Trento Rise, dal medesimo ten. col. GdF Stefano Lampone, comandante del Nucleo di Polizia Tributaria di Trento, al capitolo 3 – Conclusioni e Richieste, punto b) "..L'illecita attività condotta in violazione degli articoli ... risulta ascrivibile, in concorso tra loro, a :.." A seguire viene riportato l'elenco di ben 5 soci della Deloitte Consulting, che evitiamo per ora di elencare, tra i quali spicca proprio " Brienza Pierluigi, nato a .....partner ed Amministratore Delegato di Deloitte Consulting" "Con specifico riguardo ai responsabili della Deloitte Consulting srl, avente i rispettivi ruoli di amministratore delegato, partner e senior manager, le relative condotte trovano conferma nei seguenti elementi:..."

- "Tenuto conto che la Deloitte Consulting srl ha conseguito l'ingiusto profitto di 1.218.846€ ...la suddetta condotta appare altresì idonea a configurare, in capo alla stessa Deloitte Consulting srl, la responsabilità amministrativa dipendente da reato ex art. 24 del d.lgs. 231/2001"

Evitiamo inoltre di riportare un'altra segnalazione della GdF sul Precommercial procurement PUA, dove viene evidenziato una ulteriore ipotesi di reato commessa sempre dall'Amministratore Delegato della Deloitte Consulting srl, Pierluigi Brienza.

Siamo completamente senza parole! Per ben due volte la GdF ha formalmente evidenziato in atti ufficiali le ipotesi di reato relative all'AD della Deloitte Consulting ed in nessuna delle due situazioni, il cittadino di classe A dott. Pierluigi Brienza è stato iscritto nel registro degli indagati, salvo che la considerazione risulti condizionata o peggio ancora indotta dalla nostra ignoranza processuale. Inoltre, la stessa società Deloitte Consulting doveva essere segnalata per i reati di cui al D.Legs. 231/2001 "responsabilità amministrativa da reato", che l'avrebbe esclusa dall'erogazione di servizi alla pubblica amministrazione centrale e periferica in tutta Italia, ma anche questa azione non è stata intrapresa.

Vi immaginate i danni sia economici e sia di immagine che la multinazionale della consulenza avrebbe subito? Lo stesso dott. Brienza ne avrebbe avuti importanti sia professionali (sarebbe stato peraltro costretto alle dimissioni...) che personali.

I danni sarebbero stati decine e decine di volte superiori al semplice accordo siglato con Trento Rise, accordo che anche dalla stampa locale era stato esaltato come un risultato eccezionale: ricordiamo il titolo de "L'Adige" del 2 dicembre 2017 "Trento Rise: Deloitte risarcisce. Accordo da 1,8 milioni di euro".

E il seguito ...."Si è chiuso con un accordo, «segreto» e raggiunto ai «tempi supplementari», il braccio di ferro risarcitorio che vedeva su fronti opposti Deloitte Consulting (responsabile civile) e la liquidazione di Trento Rise. La maxinchiesta sul consorzio, ora in liquidazione, creato tra Fbk e Università, approda dunque ai primi risultati concreti: di fatto rientrano nelle casse pubbliche circa 1,8 milioni di euro (e il pm Pasquale Profiti porta così a 46 milioni di euro il denaro recuperato in carriera)..."

Come ben descritto nella terza puntata, abbiamo ben compreso la segretezza dell'accordo, mentre l'idea del braccio di ferro ha più un aria di mezza farsa visto gli innegabili vantaggi che la Deloitte ha portato a casa, scappando dall'incubo di una scandalo che l' avrebbe travolta a livello nazionale e non solo nel Trentino...

Se pensiamo inoltre ai cittadini di serie B coinvolti nell'inchiesta che sono stati triturati sia mediaticamente e sia penalmente con relativi importanti danni, non possiamo dimenticare la triste scomparsa dell'avv. Michele Debiasi che purtroppo non ha avuto la fortuna di essere l'AD di una multinazionale della consulenza con le spalle ben coperte...

Diamo appuntamento alla prossima puntata...

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