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"Vertenza Amazon": per la difesa di due Drivers, il SBM va in tribunale

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Trento, 15 aprile 2021.Redazione*

Oggi uno dei legali di fiducia del Sindacato di Base Multicategoriale ha depositato, avanti il Tribunale di Trento territorialmente competente, un ricorso in favore di due ex DRIVERS della filiale AMAZON di Trento, per richiedere in loro favore il riconoscimento delle spettanze economiche mai erogate o retribuite in misura ampiamente ridotta per il periodo lavorato.

Entrambi i DRIVERS erano stati assunti da un'agenzia interinale, la ATOA S.R.L. (Job Solution), una società che somministra manodopera, con sede legale a Milano, la quale aveva "affittato" i due lavoratori ad un'altra impresa, la TRASPORTI E SPEDIZIONI A.BA.CO. S.R.L., con sede legale a San Giuseppe Vesuviano, in provincia di Napoli, responsabile dei trasporti e delle consegne in loco per conto del colosso di Jeff BEZOS.

Ambedue i DRIVERS ricorrenti avevano un contratto di lavoro part time su 4 giorni alla settimana (9 ore giornaliere x 4 giornate), ma le prestazioni di lavoro loro richieste superavano sempre i limiti contrattuali pattuiti e le ore di lavoro straordinario effettuate erano sempre molte elevate. Uno dei due ricorrenti aveva lavorato, ininterrottamente, da martedì 7 gennaio 2020 a sabato 18 gennaio 2020, per un totale di 108 ore in 12 giorni a fronte delle 72 ore che avrebbe dovuto eseguire per contratto: quindi 36 ore di straordinario in meno di due settimane e senza una giornata di riposo (v. foto).

Non solo. Qualunque fossero le tratte percorse dai lavoratori per le consegne AMAZON, non veniva loro erogata l'indennità di trasferta, espressamente prevista dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per tutto il personale viaggiante. Peraltro va evidenziato che i due DRIVERS in questione svolgevano prevalentemente la loro attività di trasporto e consegna nella provincia di Bolzano.

Il ricorso depositato oggi dall'avvocato del sindacato presenta due interessanti novità, rispetto ad una normale controversia giudiziale di recupero crediti di lavoro.

La prima riguarda la chiamata in causa anche della AMAZON ITALIA TRANSPORT S.R.L., con sede legale a Milano, in quanto committente (appaltatrice) e responsabile solidale assieme all'agenzia di somministrazione ATOA S.R.L. (Job Solution) ed all'azienda utilizzatrice TRASPORTI E SPEDIZIONI A.BA.CO. S.R.L. Per cui anche la sezione italiana della multinazionale di Seattle sarà parte in causa.

La seconda interessa le condotte illegittime della società utilizzatrice che non ha mai comunicato ai due DRIVERS quale fosse la distribuzione del loro orario di lavoro settimanale, l'orario giornaliero della prestazione da eseguire, le giornate destinate al riposo. Tutto gli veniva annunciato la sera prima, generando una profonda incertezza ed impedendo loro di programmare la vita familiare e sociale, dovendo gli stessi essere sempre pronti ed a disposizione di AMAZON. Per tale arbitrio è stato richiesto anche un apposito risarcimento del danno.

Ora si attende la data della prima udienza. Nel frattempo sono in fase di elaborazione e quasi conclusi altri dieci ricorsi contro l'altra società che opera per la filiale AMAZON di Trento, ovvero la INBOX S.r.l. con sede legale a Vicenza.

*Sindacato di Base MUlticategoriale - Trento
rif.: Fulvio FLAMMINI (cell. 349/5366000)

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