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Caseificio Coredo: a processo il formaggio “avvelenato”

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Trento, 29 settembre 2021. Redazione

Si sono svolte lunedì 27 e martedì 28 settembre davanti al Tribunale penale di Trento, le udienze riguardanti i due procedimenti penali avviati dalla procura di Trento, nei confronti dei responsabili del caseificio di Coredo, Lorenzo Biasi, ex presidente della latteria indagata (ora sostituito dall'allora ex vicepresidente Mirko Endrizzi (https://www.trentinolibero.it/valli/valli-del-trentino/valle-di-non/19394-mirko-endrizzi-re-del-tortel-di-patate-nuovo-presidente-del-caseificio-di-coredo.html) e del casaro Fornasari Gianluca.

Ricordiamo che la scorsa udienza è stata caratterizzata da una deposizione incredibile di un dipendente dell'azienda ha raccontato che il tubo dell'autocisterna, durante la raccolta del latte presso i conferitori, toccava sul terreno spesso sporco di terra e letame, lo stesso tubo nel momento dello scarico del latte nelle vasche di affioramento o nella cisterna del caseificio veniva posizionato a diretto contatto con il latte che veniva poi usato per produrre anche il formaggio a latte crudo, come il "Due Laghi", l'operaio aveva segnalato la criticità ai responsabili della latteria ma era stato liquidato con: "l'abbiamo sempre fatto" (https://www.trentinolibero.it/cronaca/cronaca/cronaca-provinciale/19055-letame-nel-latte-gravi-carenze-igieniche-al-caseificio-sociale-di-coredo.htmlgravi-carenze-igieniche-al-caseificio-sociale-di-coredo.html)

I processi in corso sono molto delicati perché riguardano non solo il rispetto nelle norme igieniche, ma anche e soprattutto la salute.

Parte offesa, con il patrocinato dall'avvocato Paolo Chiariello, è Giovanni Battista Maestri, padre del bambino che si era sentito male nel giugno 2017, ancora oggi in condizioni disperate, dopo aver mangiato formaggio prodotto e commercializzato dalla latteria sociale.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri del Nas, il formaggio "incriminato" era stato acquistato presso il caseificio.

Nell'udienza di lunedì 27 settembre u.s. c'è stata l'escussione dei testi della parte civile davanti al giudice Tamburrino. Sono emersi diversi elementi che forniscono un riscontro concreto dei capi d'accusa.

Ricordiamo che Biasi, secondo la ricostruzione degli inquirenti – nella sua qualità di Presidente del Caseificio - avrebbe prodotto e immesso nel circuito commerciale prodotti caseari
con cariche microbiche superiori ai limiti di legge (Stec e escherichia coli) non prestando la dovuta attenzione alla necessità di richiedere a Trentingrana Concast ispezioni sul campo per la verifica delle condizioni igieniche delle aziende dei conferitori, alla necessità di sottoporre ad analisi il formaggio "Due Laghi crudo" prodotto con latte crudo per la ricerca di escherichia coli prima della sua commercializzazione e di verificare il rispetto del periodo di stagionatura minima di 60' giorni per l'abbattimento della carica batterica.

A Fornasari, invece, viene contestato di avere omesso di richiedere le necessarie analisi per la ricerca di escherichia coli e di non avere richiesto a Trentingrana Concast di effettuare delle ispezioni volte ad accertare le condizioni igienico sanitarie delle stalle dei conferitori, non provvedendo al ritiro cautelativo del prodotto successivamente all'evento.

Nell'udienza tenutasi, invece, martedì 28 settembre, dove sono indagati ancora Lorenzo Biasi di Sfruz e Gianluca Fornasari di Coredo per i reati di commercio di sostanze alimentari nocive, delitti colposi contro la salute pubblica, lesioni personali colpose puniti dagli artt. 444 – 452 e 590/2 C.P., il giudice per le indagini preliminari Claudia Miori ha deciso sulla base delle indagini della difesa e delle memorie dell'avvocato Paolo Chiariello, unitamente alle perizie dei consulenti della parte offesa, la professoressa Silvia Bonardi, docente di Ispezione degli Alimenti di origine animale presso il Dipartimento di Scienze Medico - Veterinarie e direttrice della Scuola di Specializzazione in Ispezione degli Alimenti di origine animale dell'Università di Parma, il prof. Lapo Mughini Gras, epidemiologo senior presso il Centro per il Controllo delle Malattie Infettive dell'Istituto Nazionale per la Sanità Pubblica e l'Ambiente dei Paesi Bassi (RIVM) e professore associato di sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare presso l'Institute for Risk Assessement Sciences (IRAS) dell'Università di Utrecht, Paesi Bassi, il dott. Alberto Edefonti già Direttore, UOC Nefrologia, Dialisi e Trapianto Renale Pediatrico Fondazione IRCCS Cà Granda, Ospedale Maggiore del Policlinico di Milano ed in base alla richiesta del Pubblico Ministero Maria Colpani, di non procedere con l'archiviazione.

Caseificio Coredo: a processo il formaggio “avvelenato”

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