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Caseificio Coredo: alle battute finali il processo contro Biasi e Fornasari

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Gli imputati, responsabili del Caseificio, devono rispondere al mancato rispetto delle norme igienico-sanitarie

Cles, 25 novembre 2021. - Redazione

Riprende mercoledì prossimo 1 dicembre, davanti al Tribunale di Trento, il processo nei confronti Lorenzo Biasi, già presidente del Caseificio di Coredo (oggi sostituito dal suo vice Mirco Endrizzi) e l'attuale casaro responsabile del piano di controllo, Gianluca Fornasari.

Secondo l'accusa le violazione commesse si riferiscono all'articolo 5, lettera c della legge 283 del 1962 (Disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande).

Biasi, in particolare, perché - secondo la ricostruzione degli inquirenti - nella sua qualità di presidente avrebbe prodotto e immesso nel circuito commerciale prodotti caseari con cariche microbiche superiori ai limiti di legge (Stec e escherichia coli), non prestando la dovuta attenzione alla necessità di richiedere a Trentingrana Concast ispezioni sul campo per la verifica delle condizioni igieniche delle aziende dei conferitori, alla necessità di sottoporre ad analisi il formaggio Due Laghi crudo prodotto con latte crudo per la ricerca di escherichia coli prima della sua immissione in commercio e di verificare il rispetto del periodo di stagionatura minima di 60' giorni prima della sua immissione in commercio per l'abbattimento della carica batterica.

A Fornasari, invece, viene contestato di avere omesso di richiedere le necessarie analisi per la ricerca di escherichia coli e di non avere richiesto a Trentingrana Concast di effettuare delle ispezioni volte ad accertare le condizioni igienico sanitarie delle stalle dei conferitori, non provvedendo al ritiro cautelativo del prodotto successivamente all'evento.

La seconda imputazione riguarda invece la presunta omessa ottemperanza a quanto disposto dall'Unità operativa di igiene e sanità pubblica veterinaria di Cles il 30 giugno 2017, con la quale veniva imposto al presidente di fare un richiamo agli allevatori affinché facessero una pulizia e una disinfestazione in fase di mungitura più corretta, imputazione per la quale Biasi ha "desistito" nel contrastare l'accusa della Procura e ha optato perché il giudizio venga definito con il rito alternativo dell'oblazione.

Parte offesa nel procedimento è il padre del bambino che era stato male nel giugno 2017 e che si trova tutt'oggi in condizioni molto gravi, dopo avere mangiato formaggio "Due Laghi", prodotto con latte crudo.
Formaggio che, secondo la ricostruzione dei carabinieri del Nas, responsabili delle indagini, era stato prodotto ed acquistato presso il caseificio della Val di Non.

Alla prossima udienza saranno chiamati a deporre i testimoni della difesa, tra cui la dottoressa Alessandra Bertolini responsabile qualità di Trentingrana Concast – Consorzio dei caseifici Sociali Trentini.

La stessa Bertolini nel settembre 2017 aveva ritenuto necessario raccomandare ai caseifici di Predazzo, Cavalese, Fondo, Lavarone, Presanella, Revò, Rumo, Val di Fassa, Coredo, Tuenno, Cercen, Cavareno, Romeno, Castelfondo, Primiero e Sabbionara, di assicurare una stagionatura minima di 60 giorni per le produzioni a latte crudo, di riportare in etichetta e in scheda tecnica l'indicazione "formaggio prodotto con latte crudo" e di evitare contaminazioni dei prodotti a latte pastorizzato con quelli a latte crudo rispettando i corretti comportamenti igienico sanitari durante la produzione.

Il consorzio Concast Trentingrana non è mai intervenuto pubblicamente sull'indagine della latteria nonesa, pur essendo una sua consorziata e neppure dopo l'incredibile deposizione di un dipendente dell'azienda, che, in udienza aveva testimoniato che il tubo dell'autocisterna, durante la raccolta del latte presso i conferitori, toccava sul terreno spesso sporco di terra e letame.....Inoltre, lo stesso tubo era posizionato, al momento dello scarico del latte nelle vasche di affioramento o nella cisterna del caseificio, a diretto contatto con il latte che veniva poi usato per produrre anche il formaggio a latte crudo, come il "Due Laghi".

L'operatore aveva segnalato la criticità ai responsabili della latteria ma era stato liquidato con: "l'abbiamo sempre fatto".

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