NOT, storia di un disastro evitabile trascinato alle estreme conseguenze

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Trento, 29 aprile 2022. - di Alex Marini*

Nell'ormai lontano 2018 il M5S trentino aveva proposto che per uscire dall'imbarazzante situazione del Nuovo Ospedale di Trento la Provincia chiedesse una consulenza ad ANAC, al fine di evitare che i guai legali ormai esplosi degenerassero al punto di bloccare l'opera sine die, e, più in generale, facessero lo stesso per ogni bando pubblico di rilevanza strategica.

Nel 2021, sempre il M5S, riprendendo un articolo del mensile Questo Trentino, aveva interrogato il presidente della Provincia in merito ai fondi privati che avrebbero dovuto sostenere la realizzazione del NOT, i quali apparivano sottodimensionati rispetto agli impegni finanziari ai quali sarebbero stati chiamati. Non sorprenderà nessuno sapere che dal 10 maggio 2021 a oggi i nostri abilissimi amministratori provinciali non hanno trovato il tempo (o forse il modo...) di rispondere nel merito.

La vicenda del NOT ha ormai assunto tutti i crismi tipici di una certa tragicommedia all'italiana in salsa politico/amministrativa. Gli elementi sono quelli classici del sottogenere: un'opera iperbolica, politici invadenti e forse un po' megalomani, funzionari nominati in maniera discutibile, bandi non proprio perfetti, imprese litigiose e naturalmente una marea di soldi pubblici in ballo, col tutto che sfocia in una ridda di corsi e ricorsi, azioni penali e recriminazioni, per cui l'opera "fondamentale e decisiva" resta ferma al palo mentre la partita si gioca fra un'aula di tribunale e l'altra.

È una storia vista cento volte in tutta la penisola, dimostrando una volta di più che certe tare le condividono pienamente anche politici e amministratori nostrani. La cosa incredibile però è che in tanti avevano segnalato per tempo le problematiche che sarebbero potute insorgere dalla vicenda NOT. Moderne Cassandre, puntualmente ignorate dagli autoproclamati "competenti" che con la consueta presupponenza hanno portato la nave a incagliarsi sugli scogli e adesso si affannano, non a risolvere il problema, ma a inscenare un indecoroso scaricabarile volto ad addossare le proprie responsabilità a chiunque capiti loro a tiro.
Il dramma è che gli strumenti per prevenire certi esiti ci sarebbero, ma vengono puntualmente ignorati da una cosiddetta classe dirigente che, in fondo, in certe inefficienze ci sta troppo bene per pensare di cambiare registro e mettere in discussione il sistema dal quale sono state generate, nutrite e dal quale traggono linfa a discapito della stragrande maggioranza dei cittadini/sudditi sui quali esercitano il loro dominio da signorotti feudali.

*consigliere provinciale-regionale

NOT, storia di un disastro evitabile trascinato alle estreme conseguenze