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Itea spa: Fallimento del centrosinistra autonomista e inconsistenza dell'opposizione

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Gabriella MaffiolettiTrento, 30 maggio 2015. - di Gabriella Maffioletti*

In questo periodo storico temporale che vede il trionfo della incapacità della classe politica sia a livello nazionale che locale di dare risposte di buon senso, di efficienza e di funzionalità al proprio territorio e alla propria gente nella misura in cui esse possano essere relativamente tempestive e possano lenire tanti gravi problemi altrimenti di vitale importanza, l'opinione pubblica apprende dai media locali il risultato della rinomina del CDA dell'ITEA s.p.a.

Che il mandato della Presidente Aida Ruffini fosse giunto a scadenza e che peraltro dopo un periodo di governace settennale condotta ininterrottamente dalla stessa, con non poche critiche sollevata proprio all'interno del PATT per la seconda rinomina, circolava già da tempo negli ambienti il nominativo del Vice. Ora, a voler esaminare la questione nei termini della portata stessa che la materia riveste, c'è solo da rimanere scandalizzati per una sorta di arroganza e di sicumera che accompagna sempre più spesso tali nomine!

Non si sono sentite peraltro sollevarsi forti critiche dai banchi delle forze politiche né di maggioranza né di opposizione: quasi come questo fatto fosse un "do ut des"!E d'altro canto il governatore Ugo Rossi si è trovato più volte a gestire la patata bollente di ITEA diventata spa! Ci ha provato con un emendamento a doppia firma senatori Panizza/Tonini a fare riconoscere in finanziaria la natura di edilizia sociale ma il governo Renzi giustamente la ha bocciata perchè la spa non ha per definizione di codice civile natura sociale ma di lucro . E questo è il nodo gordiano che anche il Patt deve sciogliere.

Ci sta provando con un Ordine del giorno proposto da Giovanazzi Nerio e sostenuto da una larga maggioranza provinciale a ritornare ad una gestione totalmente pubblica. Ma come si fa a ritornare candidamente indietro senza ricordare quanto questa scellerata operazione abbia costato nei termini monetari e di sovrastrutture interne ? Non occorre essere luminari né esperti per capire che un Istituto di case popolari, che per definizione deve dare un'abitazione alla popolazione povera, e che quindi non può non essere in perdita non poteva essera trasformato in società per azioni, che per definizione deve fare utili!

Queste sono le magie della politica, per di più in quegli anni sedotta dalle sirene del neoliberismo; e nel disegno di legge Dalmaso del 2004, diventato operativo nel 2007 hanno prolificato nella loro esegenesi. Ricordiamo quanto è costato al contribuente trentino tutto questo e le motivazioni che erano state adotte al tempo. Innanzitutto si è passati a Spa (pagando in consulenze la bellezza di 1,8 milioni) per poter adeguare i canoni Itea a quelli di mercato (a noi era subito sembrata una bestialità), con una previsione di entrate valutata in circa 40 milioni, contro i 10 milioni degli anni precedenti raggiungendo quindi una graduale autonomia finanziaria rispetto alla Provincia.

Con gli utili così incassati si dovevano finanziare i contributi necessari per mantenere i canoni sociali cosa che si è verificata nel lungo termine di difficile concretizzazione. Andando oltre vi è un secondo motivo: una Spa può indebitarsi, evitando così alla PAT di ricorrere al debito anche per l'edilizia abitativa, con il rischio di non rientrare nei rating finanziari a tripla A, indispensabili, in quegli anni, per fare ricorso ad altro debito. Insomma, un'operazione di mera cosmesi finanziaria, perché i debiti, della Pat o delle sue partecipate sempre debiti sono; comunque in questo modo, Dellai sosteneva di poter attuare un piano straordinario della costruzione di 9000 alloggi pubblici in 10 anni, che era poi l'obbiettivo primario della riforma. Insomma mani libere, un assetto societario che la Presidente ITEA Spa Aida Ruffini intervistata all'epoca difendeva in questo modo: "ad alto indice innovativo, con strumenti di analisi finanziaria più raffinati".

Però le critiche feroci poste sopratutto da osservatori come alcuni comitati spontanei degli inquilini e la nostra associazione in particolare, che sulla questione erano sempre stati ostativi. Noi in particolare avevamo intentato un a class action sulla rivisitazione dei canoni operata due anni or sono in maniera unilaterale proponendo l' impugnazione della Legge 15/2005 dato che questa presenta attraverso il proprio regolamento esecutivo dei veri e propri profili di incostituzionalità ma essendo la categoria formata da inquilini per lo più anziani non si è colto l'importanza strategica del messaggio propagandato all'epoca!

Sicchè guardando oggi cosa è ITEA ha una natura molto ibrida e poco rispondente alla funzione di dare casa ai meno abbienti tenuto conto degli importi dei conti consuntivi che spesso raggiungono cifre ragguardevoli . Seppur gli acquisti immobiliari siano di competenza della CONSIP (l'organismo consortile per il risparmio negli acquisti della pubblica amministrazione) e le cessioni pure rimane innegabile il dato che ad oggi ITEA s.p.a. Opera come una agenzia immobiliare dato che per la parte che riguarda gli alloggi di risulta (alloggi dismessi) vediamo quanto poco si sia operato nel tempo.

E le assunzioni del personale? Occorre ricordare che da quando è partita la Spa nel 2007, Itea abbia quasi raddoppiato il personale (ma le Spa non dovevano essere più efficienti?). Durante il passaggio infatti gli 88 dipendenti in organico hanno scelto di rimanere provinciali, mentre sono state fatte una sessantina di nuove assunzioni con contratto privato ossia di figure assunte con incarichi dirigenziali senza che questi abbiano superato un concorso pubblico. A tutto ciò si aggiunga che la forte pressione fiscale diretta ed indiretta degli alloggi di edilizia residenziale pubblica (si parla di oltre 11mila unità immobiliari comprensivi dei locali rimasti inutilizzati e sfitti per anni , destinati a utilizzo commerciale, stanno portando un Istituto che in Trentino che un tempo era il fiore all'occhiello delle politiche sociali che hanno maggior incidenza nella gestione del welfare cittadino , al default finanziario e gestionale.

Ora, dulcis in fundo a coronare scelte davvero di infausta genesi, si apprende che a guidare il CDA di un patrimonio pubblico a cui abbiamo concorso tutti noi privati cittadini con le nostre ritenute in busta paga, sarà il Vice Presidente Silvano Ghirardini che presenta al suo attivo un validissimo diploma di terza media e un attestato di macellaio in quel di Cles. Ora , nulla di personale contro il signor Ghirardini che sta beneficiando di quello che gli è stato offerto come "bonus" per una quasi presumibile dote di fidelizzazione al partito e magari anche per la propensione ad essere un uomo fidato del Governatore in pectore, rimane doveroso criticare senza remore un metodo che è quello della cooptazione che è profondamente ingiusto e perfino anche insano nel nostro tempo che è quello che vede fila intere di giovani laureati fuggire all'Estero in cerca di meritocrazia e valorizzazione o professionisti del settore sottopagati o impiegati in tutt'altro genere di mansioni esclusi da tali opportunità.

Tali incarichi apicali devono a detta di sempre più fonti autorevoli soggetti, avere come requisiti essenziali il titolo e i criteri di aggiudicazione di tali nomine non possono prescindere dal fatto che il curriculum abbia una serie di requisiti al seguito che siano garanti della professionalità e della competenza stessa a cui l'incarico si rivolge . Anche perchè queste figure oltre che avere delle responsabilità molto complesse al seguito consentono a coloro che siedono in tali posti di riscuotere di lauti compensi (nell'anno 2014 la ex presidente Ruffini ha introitato 41.350 euro di indennità ed è risultata al terzo posto dei menager più pagati)!

Concludendo questa disanima pare di poter senza alcun timore di smentita affermare che anche il PATT partito autonomista non si differenzi dal "vizietto" che in maniera trasversale la casta politica italiana veste che è spesso quello di premiare i propri uomini fedeli di partito con le più ambite cariche . Il presidente Ugo Rossi peraltro utilizzando le sue competenze, ha esordito con la nomina esterna dell'Assessore Carlo Daldoss, proseguendo poi con la nomina alla presidenza del Consiglio di Chiara Avanzo fino alla scelta di questi giorni della presidenza di ITEA s.p.a.

Al signor Ghirardini! Scelte ed operazioni tattiche che tracciano il solco di un percorso storico politico lontano ancora anni luce dal farci ambire nel breve termine a un cambio di mentalità e di etica nella classe governante nazionale e locale, dato che per ottenere questo miglioramento probabilmente dovremmo invocare la "catarsi " di tutte le consolidate logiche politiche che hanno prevalso fino ad oggi con l'obiettivo più consone ossia il raggiungimento di un metodo che ponga al primo posto nella assegnazione di tali incarichi: il titolo, la competenza e la professionalità, criteri e requisiti che non sono sicuramente raggiungibili con la sola buona volontà e l'impegno personale !

*Presidente di ATAIES

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