Le ragioni degli artigiani e i torti di De Laurentis

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la stretta di mano dello Trento, 16 giugno 2015.Redazione *

Anche il consigliere provinciale di Civica Trentina Claudio Cia ha voluto intervenire nell'acceso confronto che sta caratterizzando le categorie e la politica dopo la manifestazione di sabato al Teatro Sociale di Trento. Lo fa attraverso una lettera aperta indirizzata a tutti gli Artigiani e Piccoli Imprenditori trentini.

«il vostro Presidente Roberto De Laurentis ha aperto la manifestazione organizzata dalla vostra Associazione sabato scorso affermando testualmente, come riportato dalla stampa: Vogliamo cambiare il modello economico trentino: va rimessa al centro la piccola impresa che è un bene e non un male" - inizia la lettera di Claudio Cia - Sottoscrivo queste parole al 100% - continua poi. Con la sua consueta vena istrionica e la vocazione di capo-popolo, De Laurentis ha distribuito bordate a destra e a manca, indirizzando i suoi strali verso la classe politica, i sindacati, l'industria, la cooperazione e i dipendenti pubblici.

Purtroppo viviamo in un contesto sociale abituato a bruciare le notizie a velocità vertiginosa e, dunque, spesso privo di memoria. Ed allora, è bene che un po' di memoria la si faccia, soprattutto se si hanno realmente a cuore i destini delle migliaia di imprese artigiane trentine. In occasione delle ultime elezioni provinciali il Presidente De Laurentis decise di schierarsi pubblicamente – e di schierare pubblicamente la vostra Associazione - a favore del centrosinistra autonomista.

Si trattò, inequivocabilmente, di una scelta a favore della continuità con quel quindicennio dellaiano che si era contraddistinto per un'attenzione privilegiata alla grande industria, per la crescita ipertrofica dell'apparato pubblico, per il collateralismo politico della Federazione delle Cooperative. Un quindicennio che si era concluso con le competenze sull'Artigianato affidate ad un Assessore – Alessandro Olivi – espressione di interessi e di lobbies che con l'artigianato nulla hanno a che fare.

La coalizione di cui mi onoro di far parte cercò in tutti i modi di far capire al Trentino che era necessario pensare a un diverso modello di sviluppo, affermando la centralità dell'artigianato e delle piccole imprese. Lo fece con chiarezza anche il nostro Candidato Presidente Diego Mosna. L'elettorato non ci premiò: il governo del Trentino rimase al centrosinistra, con la beffa, per voi, di ritrovarvi quale Assessore di riferimento lo stesso Olivi.

Non si può guardare avanti con lucidità senza la memoria di ciò che ci ha portato fino a qui. Avete bisogno di essere rappresentati con quella credibilità e quell'autorevolezza che De Laurentis non potrà rivendicare fino a che non sarà fatta piena luce sulla decisione, per voi sciagurata, che egli assunse un anno e mezzo fa».

La lettera è una critica nei confronti di Roberto De Laurentis per essersi schierato con il centro sinistra alle ultime elezioni provinciali del 2013. Ma allora furono molti i misteri, infatti come tutti ricordano De Laurentis aveva trovato l'accordo politico con Diego Mosna, allora candidato del movimento alternativo al centro sinistra autonomista, suggellato con una stretta di mano davanti a due testimoni che allora sentirono anche gli accordi presi fra i due. (leggi qui l'articolo).

Accordi che però poi De Laurentis disattese completamente appoggiando Ugo Rossi. Giusto dire anche che Gianni Bort verso la fine si sfilo dal Trio «magico» Bort - Lombardini - De Laurentis, probabilmente consapevole dell'errore che stava commettendo il presidente degli artigiani. I cori di moltissimi artigiani allora criticarono De Laurentis per essersi schierato apertamente. Ma i ben informati riportano che De Laurentis disattese l'accordo con Diego Mosna solo per ritorsione contro Silvano Grisenti, colpevole di aver scelto come candidato presidente Mosna invece che il presidente degli artigiani. Un'altra versione invece riconduce il «voltagabbana» di De Laurentis alle pressioni da parte di Lombardini storicamente legato alla sinistra.

Qualunque sia stata la motivazione, con l'intervento di sabato De Laurentis ammette il suo clamoroso errore e come scrive Claudio Cia smentisce se stesso e solo dopo 18 mesi dalle elezioni. Inaudito quindi criticare tutto e tutti, e non fare un'autocritica per gli errori commessi. Se gli artigiani sono in queste condizioni la colpa è sopratutto di De Laurentis e non della politica e delle altre categorie. Forse lo slogan tanto caro al presidente«dalle parole ai fatti» potrebbe farlo diventare suo e cominciare a intraprenderlo per dare il buon esempio, anche senza nessuna stretta di mano visto quel che conta per lui...

(Nella foto del 23 agosto 2013 la stretta di mano fra De Laurentis e Mosna prima delle elezioni di ottobre 2013 scattata nella Redazione de "La Voce del Ttrentino) a suggello dell'accordo preso poi disatteso da De Laurentis)

*da "La Voce del Trentino"

Le ragioni degli artigiani e i torti di De Laurentis