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Antiriciclaggio, i commercialisti in prima linea

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Antiriciclaggio commercialisti TNTrento, 29 settembre 2015. - Redazione*

Interessante e partecipato Convegno organizzato dall'Ordine di Trento e Rovereto, con la presenza di Banca d'Italia, Guardia di Finanza e UIF.

Il convegno

Convegno di rilievo quello ospitato dall'Ordine dei Commercialisti ed Esperti Contabili di Trento e Rovereto l'altra mattina presso il Centro Congressi Interbrennero.

Il tema è piuttosto caldo e sta diventando di grande attualità anche nei confronti delle attività svolte da alcune professioni, quali quelle degli avvocati, dei notai e dei commercialisti: "La segnalazione delle operazioni sospette nella normativa antiriciclaggio - Indicazioni operative per rispettare la legge e l'obbligo di segnalazione delle operazioni sospette anche alla luce del nuovo delitto di auto riciclaggio".

Un tema articolato per il quale il convegno ha cercato di fare un po' di chiarezza fra coloro che sono chiamati ad essere fra gli attori principali di queste segnalazioni. A fare gli onori di casa ci ha pensato Maurizio Postal, presidente dell'Ordine di Trento e Rovereto, che ha introdotto prima il moderatore della giornata Andrea Coloni (componente della Commissione antiriciclaggio istituita presso il Consiglio Nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili) e poi i relatori della mattinata, tutti di grande rilievo, a cominciare da Paolo Ciucci, direttore della Filiale di Trento della Banca d'Italia, che si è soffermato sul ruolo del sistema bancario nel contrasto al riciclaggio. Quindi il Capitano della Guardia di Finanza di Trento Salvatore Seddio, comandante della sezione Riciclaggio e della Sezione Reati societari, fallimentari, criminalità economica del Nucleo di Polizia Tributaria di Trento, il quale ha illustrato gli obblighi antiriciclaggio dei professionisti, con particolare riguardo ai commercialisti, sia dal punto di vista degli aspetti operativi che delle modalità di adempimento. E' infine intervenuto Alfredo Tidu, capo del Servizio Operazioni sospette dell'U.I.F. di Roma (l'Unità di Informazione Finanziaria per l'Italia), approfondendo le funzioni dell'Unità in materia di prevenzione del riciclaggio.

Le previsioni normative

I riferimenti normativi, in realtà, non sono recentissimi: si risale infatti al decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, che in applicazione della III Direttiva UE in materia di lotta al riciclaggio del denaro derivante da svariati reati, tra cui anche quelli tributari, impone ad un'ampia platea di soggetti - tra i quali per l'appunto alcune categorie di professionisti e il sistema bancario - di portare a conoscenza della UIF, mediante l'invio di una segnalazione di operazioni sospette "riservata", le operazioni per le quali gli operatori "sanno, sospettano o hanno ragionevoli motivi per sospettare che siano in corso o che siano state compiute o tentate operazioni di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo".

E' però in corso di adozione nel sistema normativo italiano, con il disegno della Legge Comunitaria 2015 approvato all'inizio di settembre dal Governo, la IV Direttiva UE in materia, che dovrebbe portare da un lato semplificazioni e dall'altro una revisione delle pesanti sanzioni che sono previste per gli operatori, in molti casi per mancanze anche solo formali.

Tornando alla segnalazione delle operazioni dei clienti all'UIF, il sospetto che la deve innescare può essere desunto dalle caratteristiche, dall'entità, o dalla natura dell'operazione, o da qualsiasi altra circostanza conosciuta dai segnalanti in ragione delle funzioni esercitate, tenuto conto anche della capacità economica o dell'attività svolta dai soggetti cui le operazioni sono riferite. Deve fondarsi su una valutazione compiuta di tutti gli elementi delle operazioni – oggettivi e soggettivi – che vanno documentati e poi tenuti a disposizione dei segnalanti.

La UIF effettua l'analisi finanziaria delle segnalazioni ricevute e può a tali fini richiedere ulteriori informazioni presso i soggetti obbligati, avvalersi degli archivi ai quali ha accesso, scambiare informazioni con omologhe autorità estere (FIU). L'analisi fatta dall'UIF consiste in una serie di attività volte a comprendere, sulla base dell'insieme degli elementi acquisiti, il contesto all'origine della segnalazione, individuare i collegamenti soggettivi e operativi, ricostruire il percorso dei flussi finanziari segnalati come sospetti e identificare le possibili finalità sottostanti.

Al termine dell'analisi finanziaria, la UIF trasmette le segnalazioni, corredate di una relazione tecnica, al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza (NSPV) e alla Direzione Investigativa Antimafia (DIA) per gli eventuali approfondimenti investigativi; comunica all'Autorità Giudiziaria i fatti di possibile rilevanza penale; archivia le segnalazioni che reputa infondate, dandone comunicazione al segnalante mediante un flusso di ritorno.

L'adempimento degli obblighi di segnalazione di operazioni sospette è presidiato da garanzie di riservatezza e di anonimato del segnalante. In proposito il decreto prevede che: i soggetti obbligati sono tenuti ad adottare misure volte ad assicurare la massima riservatezza dell'identità delle persone che effettuano la segnalazione.

Le azioni dei professionisti

Relativamente alle segnalazioni antiriciclaggio, l'attività dei commercialisti è piuttosto articolata. I professionisti, infatti, devono riconoscere la clientela in maniera adeguata (sia il cliente, sia chi c'è dietro, in particolare nel caso di società) e documentare tale attività; devono valutare del rischio di riciclaggio o auto riciclaggio (sia del cliente, che di coloro che sono dietro) e scrivere tale valutazione; dovranno inserire i dati nell'Archivio unico informatico e provvedere alle segnalazioni delle operazioni sospette (SOS) all'UIF.

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