Gio01202022

Last update04:07:28

Back Cronaca Cronaca Cronaca Provinciale Il guazzabuglio Imis: 5.000 cittadini a rischio accertamento

Il guazzabuglio Imis: 5.000 cittadini a rischio accertamento

  • PDF
Valutazione attuale: / 5
ScarsoOttimo 

Logo IMIS TNTrento, 10 dicembre 2015. – di Claudio Taverna

Sindaci, segretari comunali, dirigenti, funzionari comunali responsabili di "danno erariale"?

Ecco i numeri, a livello provinciale: minori entrate per una somma compresa tra 1,5 milioni2 milioni di euro, per la parte IMIS e 1,2 milioni di euro per omesso versamento dell'imposta di registro e di bollo, conseguente all'omessa registrazione del contratto di comodato gratuito per l'uso dell' immobile destinato ad abitazione (seconda casa) di proprietà del genitore da parte del figlio.

Si tratta, ovviamente di stime che derivano dai dati forniti, ieri, dall'assessore del comune di Trento, Roberto Stanchina (PATT), in risposta all'interrogazione presentata dai consiglieri del PATT, Uez, Pattini, Maestranzi, lo scorso 16 novembre.

Secondo, l'assessore Stanchina, i cittadini di Trento che hanno usufruito, mediante autocertificazione, dell'aliquota agevolata IMIS (0,465%) sono stati, per l'anno di imposta 2014, 1.560 per un mancato introito di 487.000 euro.

La simulazione con gli altri comuni della Provincia di Trento è possibile perché applicano l'IMIS allo stesso modo del comune capoluogo.

Può il comune di Trento derogare dalla legge tributaria e dalle norme del codice civile (art. 2704)? E' questo l'interrogativo posto dai consiglieri autonomisti.

La risposta è sicuramente no. Il comune di Trento, come nessun altro comune, non può derogare, attraverso la potestà regolamentare, né, allo stesso modo, può rivendicare questo potere, invocando la L.P. 14/2014 (art. 8, comma 2), perché la legge di rango inferiore (provinciale) non può assolutamente modificare o sostituire la legge di rango superiore (fiscale e civilistica); ciò configurebbe, oltretutto, " eccesso di competenza".

Ma allora, l'art. 2704 del codice civile impone, la registrazione del contratto di comodato gratuito di beni immobili, quando è enunciato, così come risulta dall'autocertificazione, e ne attribuisce data certa.

La registrazione è a tassa fissa e costa 232 euro (200 euro a titolo di imposta fissa di registro e 32 euro a titolo di imposta di bollo).

Al di là del rischio di accertamento nei confronti di circa 5.000 cittadini o per l'agevolazione fiscale non dovuta dell'IMIS o per la mancata registrazione del contratto di comodato, sorge l'ipotesi di danno erariale a carico dei pubblici amministratori (sindaci in testa e poi a scalare segretari comunali, dirigenti, funzionari) che hanno promosso o tollerato una gestione dell'imposta IMIS così "carente" sul piano normativo.

Niente di più facile, dunque, che il dibattito sulla gestione dell'IMIS in provincia di Trento, sollevato dall'interrogazione Uez e altri e "amplificato" dai contributi di merito del dottor Maurizio Ragusa, già dirigente dell'Agenzia delle entrate di Trento e del dottor Fabiano Condini, già assessore del comune di Trento, pubblicati dalla stampa, in questi giorni, potrà " stimolare" l'intervento dell'Agenzia delle entrate e della Corte dei Conti.

Un bel guazzabuglio, dunque! Staremo a vedere gli sviluppi della situazione.......

Il guazzabuglio Imis: 5.000 cittadini a rischio accertamento

Chi è online

 344 visitatori online