A22, la truffa al concessionario svela la grande fregatura per gli utenti

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Urzì si rivolge alla Regione

Bolzano, 28 marzo 2019. - Redazione

A22, la truffa al concessionario svela la grande fregatura per gli utenti. Urzì si rivolge alla Regione.

Quindi funziona così: prendi l'Autobrennero, paghi il pedaggio e se ti fermi alla stazione di servizio ad acquistare un cioccolatino o un pezzo di Speck tu non lo sai, ma paghi una percentuale alla Società dell'A22. In che percentuale? dal 5% per i prodotti tipici locali al 49% per gli altri generi di consumo.

L'inchiesta della Guardia di Finanza scoppiata in queste ore è vero che ha dimostrato quella che appare una colossale truffa, ma ha raccontato agli utenti dell'A22, società quasi interamente a capitale pubblico, che ad imboccare l'autostrada e magari a fermarti alla stazione di servizio fai fare affari d'oro ad un altrettanto colossale sistema per fare cassa.

Questo pare almeno di desumere da tutte le notizie di stampa.

Lo ha dichiarato il consigliere regionale e provinciale di Alto Adige nel cuore – Fratelli d'Italia Alessandro Urzì, annunciando l'immediata presentazione di interrogazioni alla Regione ed alla Provincia per conoscere i dettagli di questo sistema che renderebbe l'A22 una macchinetta mangiasoldi per gli utenti, chiedendo conto sull'esistenza di precisi - ed in questo caso incredibili - obblighi dei concessionari a chiedere la tassa non solo sul pedaggio ma anche sulle consumazioni alle stazioni di servizio.

Fosse una libera scelta del concessionario, si chiederà che la Regione, le Provincie e gli altri enti pubblici proprietari rivedano questo sistema, eventualmente attraverso semplici contratti di gestione, perché come è oggi l'utente appare esclusivamente una gallina dalle uova d'oro da sfruttare, offrendogli in cambio pedaggi fra i più salati d'Europa e code permanenti, a cui ora si aggiunge l'annuncio dell'introduzione di limiti di velocità (100 km/h) paranoici.

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