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Bressanone - Conci (PD) tratta con l'assessorato di Vettorato (Lega), ma su cosa?

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Richiesta ufficiale in Provincia - "Non si scherzi sulla legge anticorruzione"

Bressanone, 24 ottobre 2020. – di Alessandro Urzì*

La rimozione di ogni causa di incompatibilità da parte del neovicesindaco PD di Bressanone Alberto Conci non è questione di sua "gentile concessione" ma è il preciso dettato delle norme anticorruzione. Non scherziamo con la legge, vicesindaco!

Soprattutto con la legge anticorruzione. Appare oltremodo incomprensibile come già abbia ritenuto di dovere e potere accettare l'investitura sapendo dell'incompatibilità. E quale dialogo sarebbe in corso con l'assessorato alla scuola italiana di Giuliano Vettorato (Lega), ossia il suo datore di lavoro come dirigente scolastico, come alcune dichiarazioni dello stesso Conci farebbero intendere?

Per dovere di cronaca comunichiamo che la formale segnalazione dell'incompatibilità è stata formalizzata in Comune dal consigliere comunale Antonio Bova, che ha depositato agli atti un documento richiamando anche i colleghi consiglieri sulla propria personale responsabilità nell'atto di elezione di Conci, in Provincia già ieri mattina ho presentato una comunicazione formale di quali siano i provvedimenti previsti da parte della Provincia.

Conci pare sia dovuto adeguare. Lo avrebbe fatto senza la nostra denuncia? Ora non piace affatto che si dichiari che sarà trovata una soluzione fra assessorato alla scuola in lingua italiana (ossia l'assessore Vettorato della Lega) e Conci.

Il caso dovrà essere chiarito alla luce del sole e ne abbiamo già chiesto conto con una interrogazione a cui dovrà essere fornita risposta scritta.

Ed abbiamo chiesto di rendere conto anche sul doppio incarico che già negli ultimi cinque anni Conci ha svolto come vicepresidente della Comunità comprensoriale.

Era incompatibile e in questo caso perché non venne assunta alcuna decisione conseguente?
Ricordiamo che tutta la vicenda prende le mosse dall'articolo 12, comma 4 lett. b) del d.lgs. n. 39/2013 (legge anticorruzione) che prevede come "Gli incarichi dirigenziali, interni e esterni, nelle pubbliche amministrazioni, negli enti pubblici e negli enti di diritto privato in controllo pubblico di livello provinciale o comunale sono incompatibili: b) con la carica di componente della giunta o del consiglio di una provincia, di un comune con popolazione superiore ai 15.000 abitanti o di una forma associativa tra comuni avente la medesima popolazione, ricompresi nella stessa regione dell'amministrazione locale che ha conferito l'incarico;".

Conci è dirigente scolastico di due istituti di formazione professionale, a Bolzano e Bressanone, e queste sono scuole a carattere provinciale.
Quindi incarico incompatibile con quello di vicesindaco.
La ratio della norma è quella di evitare che dirigenti scolastici di istituti professionali, quali dipendenti provinciali, assumano incarichi di carattere politico/amministrativo sul medesimo territorio in cui opera l'istituzione che li ha nominati. Il tema va inteso per la sua rilevanza di ordine giuridico ma anche politico. Ecco perché ridimensionare la gravità della incompatibilità legata alla legge anticorruzione e limitarsi a dire che una soluzione sarà trovata, come Conci ha fatto, è disarmante.
Si chiarisca in pubblico cosa si intende per colloqui in atto e quali siano le risposte eventuali fornite sinora dall'assessorato alla scuola di Giuliano Vettorato, se ne esistono come Conci farebbe intendere.

*consigliere provinciale-regionale

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