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Svp/Lega bocciano la "via altoatesina" per gli aiuti immediati

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Ma votano la misura che "toglie ai poveri e regala ai ricchi": "Si fanno gli interessi di chi?"

Bolzano, 27 novembre 2020. - di Alessandro Urzì*

Superato ogni limite di decenza oggi in Consiglio provinciale. Svp e Lega hanno bocciato una mozione di Fratelli d'Italia con cui si indicava la strada della "via altoatesina agli indennizzi per famiglie ed imprese" e prevedeva un piano di risparmi sul bilancio (per esempio sospendendo l'abbattimento del Pascoli/Longon o l'erezione delle inutili steli autocelebrative di piazza Magnago) per ricavarne risorse da mettere a disposizione di chi ha bisogno.

Ma bocciando questo indirizzo Svp e Lega hanno invece contestualmente approvato un impegno a lasciare nelle disponibilità di alcune selezionate aziende altoatesine i contributi che avevano richiesto a marzo/aprile ed a cui avrebbero avuto diritto in caso di 20% di calo di fatturato. Il calo non c'è stato, quindi il contributo è risultato non dovuto, ma ora si vorrebbe che queste aziende selezionate che si sono rivolte alla Svp non debbano restituire quanto incassato.

E così peraltro di stanno sottraendo risorse a chi invece potrebbe averne non solo titolo ma bisogno.

"Dei Robin Hood al contrario che tolgono ai ricchi e danno ai ricchi, questo ormai è diventata questa casta di potere locale. Nessun senso del pudore da parte della maggioranza", ho denunciato questa mattina.

L'impegno a sanare la situazione delle aziende di cui si è fatto portavoce il capogruppo Svp (ma che all'ultimo minuto ha ottenuto anche la firma a sostegno della Lega nella persona della capogruppo Mattei) è un oltraggio alle aziende che oggi si trovano in difficoltà ma che invece non potranno contare su alcun sostegno immediato. Chi non aveva diritto al contributo ora se lo potrebbe tenere, con questo criterio, chi non ha chiesto il contributo o lo vorrebbe chiedere ora non avrà alcun sostegno nell'immediato. Inammissibile.

Peggio ancora il voto contrario alla mia mozione bocciata senza tanti complimenti. Prevedeva due principi banalissimi:

predisporre in forma autonoma, svincolata dalle misure di là da venire di Governo e Parlamento, e in tempi urgenti un piano di indennizzo e/o ristoro per le attività economiche in difficoltà (e di conseguenza per le famiglie che da tali attività dipendono) in grado di fare fronte entro il più breve tempo possibile e non oltre la prima settimana di dicembre alle situazioni di maggiore gravità sociale e connesse alla sopravvivenza stessa delle medesime aziende;
avviare un piano immediato della revisione della spesa per individuare le spese allo stato della situazione superflue e stralciabili da destinare alle misure di indennizzo e/o ristoro di cui al punto 1 già dalla prossima manovra di bilancio di dicembre.
Rispetto a questo l'assessore Achammer con il sostegno della Lega ha ribadito la posizione di Kompatscher: non se ne fa nulla, ci ragioneremo dopo che avrà fatto la sua parte Governo e Parlamento. In questo caso nessuna via altoatesina..."Ma cosa ci serve l'autonomia se quando ne abbiamo bisogno non c'è?", ho rilevato.

Una posizione pilatesca preoccupante che non tiene conto nemmeno della rata dell'IMI che arriverà a dicembre, anche a fronte della possibilità prevista dal Parlamento della riduzione del 20% respinta però dalla giunta provinciale.

Rimane quindi una profonda amarezza: il bilancio non prevede nulla ma nemmeno si accoglie la richiesta di fare una verifica su quali risparmi si vogliano fare per rintracciare le risorse necessarie. Ho indicato a titolo d'esempio due spese che da subito potrebbero essere stralciate, i 60 milioni per l'abbattimento del Pascoli/Longon a Bolzano (ma c'è il no dell'assessore Bessone) e i 400.000 euro per i sei monoliti autocelebrativi di piazza Magnago ( e c'è il no di Kompatscher).

* consigliere provinciale-regionale

(nella foto Arno Kompatscher)

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