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L'Agenzia regionale della Giustizia non può nascere senza coinvolgere il Consiglio regionale

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Trento, 30 novembre 2020. - di Alex Marini*

Trasparenza e democrazia delle istituzioni non sembrano essere temi all'ordine del giorno dell'agenda politica provinciale e regionale. Anzi, la discussione che li riguarda causa non pochi mal di pancia a chi ha le mani sulle leve del comando. In un clima di disinteresse generale e scarsa fiducia nelle Istituzioni, vale tuttavia la pena provare a discutere dell'Agenzia regionale della Giustizia, la cui istituzione è stata inserita con malizia fra le pieghe della legge di stabilità regionale, tenendone così all'oscuro l'opinione pubblica.

Dopo i danni causati dal Covid e con lo sforzo per la ricostruzione che richiederà investimenti pubblici senza precedenti, è assolutamente necessario dotarsi di strumenti come l'Agenzia regionale della Giustizia. Serve tuttavia che tali strumenti siano organizzati in maniera da poter essere efficaci e, in ultima istanza, utili alla collettività, invece di venir costruiti in modo da risultare pleonastici. Per far questo è necessario che le scelte relative all'Agenzia siano il più possibile pubbliche e partecipate.

Affinché l'autonomia non si traduca in un arbitrario esercizio di potere da parte di pochi, è necessario mettere in campo uno sforzo concreto e rispolverare alcuni principi cardine dell'ordinamento democratico. In particolare, nell'istituzione dell'Agenzia va assicurato il pieno coinvolgimento del Consiglio regionale, troppo spesso relegato ad organo di ratifica delle scelte del potere esecutivo, il quale deve essere parte attiva nella definizione delle modalità di esercizio delle competenze acquisite con la delega in materia di amministrazione della giustizia.

Vanno altresì affermati i concetti di pluralismo, non solo politico, e separazione dei poteri garantendo ai diversi soggetti istituzionali che hanno interessi nell'ambito il diritto di iniziativa sugli indirizzi che poi saranno dati all'Agenzia ma anche strumenti di controllo sull'operato della stessa. Sotto il profilo delle prospettive future, l'Agenzia può svolgere una funzione di modernizzazione nell'organizzazione e nelle modalità di erogazione dei servizi da parte degli uffici giudiziari garantendo trasparenza, autonomia gestionale e un approccio orientato alla soddisfazione delle esigenze dell'utenza. L'amministrazione della giustizia nella nostra Regione può diventare un modello dagli elevati standard solo se si agisce in una logica di digitalizzazione e sburocratizzazione e se si stabiliscono regole per tenere a buona distanza le ingerenze della politica. Fare altrimenti nel frangente drammatico che stiamo vivendo sarebbe del tutto incomprensibile e inaccettabile. Criticità per affrontare le quali il M5S ha elaborato l'articolato emendamento (1) alla legge di stabilità, fornito in allegato al presente comunicato.

(1) Emendamento Agenzia regionale della Giustizia

* consigliere  provinciale-regionale

L'Agenzia regionale della Giustizia non può nascere senza coinvolgere il Consiglio regionale

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