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Dopo il Patt di Ossanna anche il PD si offre in Regione alla Svp

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Urzì: "Visione regionalista? No, opportunista! Prima chiariscano la posizione sui ddl Svp al Senato che la Regione aboliscono"

Trento, 7 aprile 2021. - di Alessandro Urzì*

E' con soddisfazione che raccogliamo le parole della segretaria del Partito democratico del Trentino Lucia Maestri che si unisce alla richiesta avanzata nelle scorse settimane in conferenza stampa (simbolicamente proprio davanti al Palazzo della Regione) da Fratelli d'Italia di sospendere la pratica svilente della staffetta fra presidenti delle Province di Trento e Bolzano alla guida della Regione stessa.

Ma vanno meglio indagate le diverse finalità che si pongono gli attori di questo sempre più vasto fronte a favore del superamento della staffetta.

Il PD attraverso Maestri è anche sin troppo brutale ed esplicito nel rivendicare più che un cambio di marcia un cambio di poltrone, proponendosi senza fraintendimenti alla Volkspartei: "Non siamo refrattari ad un ragionamento di governo su un programma condiviso", bla bla.

Quindi: la Sinistra non ha mai dimenticato il vecchio amore e sintonia con la Svp, poi si è consumata la scappatella con la Lega, durata sinora mezza legislatura, non facile, tanto a Trento come a Bolzano, tanto che ad un certo punto per mantenere solido un legame ormai consumato si è dovuti ricorrere al più lealista dei lealisti verso la Svp, l'autonomista trentino ma soprattutto tirolese Ossanna (il cui partito quando è entrato in giunta regionale lo ha fatto per atto di lealtà, si badi bene, proprio verso la Svp piuttosto che verso la Lega).

Ma la Sinistra non demorde: e si propone senza troppi imbarazzi a Kompatscher. "Senza ombra di dubbio siamo più vicini alla Svp che alla Lega", spiega Maestri. E non avevamo alcun dubbio. Ma "non siamo alla ricerca di poltrone", ci spiega Maestri, che però per la metà della legislatura fa intuire la possibilità del ribaltone, ossia di mantenere Kompatscher presidente della Regione (invece di favorire la staffetta con Fugatti) e di porsi a disposizione del nuovo assetto di governo.

Ora però sfuggono alcuni dettagli che sono tutt'altro che insignificanti: Maestri ed il Pd irrompono a gamba tesa proponendo nuovi scenari e assetti ma senza avere i numeri per poterli realizzare. Perlomeno da soli.

Insomma il Pd da solo (anche ammettendo allargamenti improbabili a qualche cespuglio) non avrebbe la possibilità di sostituire la Lega in Regione per quanto forte possa essere la sua attrazione fatale verso la Volkspartei. E quindi Maestri vuole fare intendere di volere proporre la replica del governissimo nazionale (tutti dentro, tranne FdI, da PD a Svp a Lega, magari Cinque Stelle) anche in regione?

Ipotesi per noi tanto improbabile quanto realistica per Maestri stando alle sue parole.

Ma c'è un secondo interrogativo. Per fare che?

Il PD è stata l'asse attorno a cui ha ruotato, in perfetta sintonia con la Svp, tutta l'azione di destrutturazione della Regione. Senza bisogno di andare alla notte dei tempi quando dettò la subordinazione dell'istituzione della Regione alle Province (fissata da norma costituzionale) per poi passare alla riforma Cogo che fu nient'altro che il trasferimento di pressoché quasi tutte le competenze amministrative della Regione alle province senza una parallela visione alternativa dell'ente.

Lamentarsi della scarsa incisività delle politiche comuni per esempio in materia di pandemia, o visione complessiva sul ruolo dell'A22 quando il Pd di Maestri ha sistematicamente allontanato istituzionalmente Trento da Bolzano tanto da disperdere il linguaggio comune regionale appare più un mezzo per discutere proprio di poltrone e formule astratte che di sostanza.

Bisogna essere concreti, altrimenti non ci si capisce: ma il PD sulle proposte di legge costituzionali della Svp depositate al Senato e che disegnano l'ossatura del progetto politico della Stella Alpina (chiudere l'esperienza regionale, smontare le ultime pietre su cui si regge la Regione, senza se e senza ma) quale posizione ha? Perché è affascinante sentici dire da Maestri che l'intesa con la Svp è sicuramente naturale ma se la Svp intende chiudere la Regione e Maestri ci dice di avere innescato tutto questo dibattito per restituirle un ruolo (dopo averla nel passato devitalizzata) vorremmo capire su cosa questa naturale intesa esisterebbe, se non sull'eventuale naturale interesse alla spartizione proprio di poltrone.

Attenzione: a proposito di ruolo della Regione, la Svp è quella che nelle sedute in cui si sono votate le dimissioni volontarie del nostro Claudio Cia da assessore e l'elezione di Ossanna non è nemmeno mai intervenuta nel dibattito, quasi che la cosa non la riguardasse nemmeno.

Un atto di spocchia istituzionale e di sfottò verso l'ente regionale inedito e sconcertante. Che ha fatto capire più di mille parole il valore del disinteresse della Svp verso la Regione.

Ecco la differenza fra l'idea che noi abbiamo di superamento della staffetta e quella del Pd: noi vorremmo un governo regionale forte di una sua vocazione regionalista, perché no con un presidente trentino per l'intera legislatura, il Pd e Maestri vorrebbero presidente della Regione per tutti i cinque anni Kompatscher, che ha un unico obiettivo: quello di tenere la Regione in coma artificiale continuando a usarla come sportello bancomat.

Non vorremmo che il Pd avvallasse infine questa visione de facto della Regione con la sua apertura incondizionata a Kompatscher, solo per fare lo sgambetto a Fugatti. E per sognare qualche poltrona che Maestri dice di non volere, chiedendola.

* capogruppo di FdI in consiglio regionale

(nella foto Lucia Maestri)

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