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Vallo alpino del Littorio, Bessone si muove dopo l'interrogazione di Urzì

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Ma manca un progetto complessivo

Bolzano, 24 giugno 2021. - Redazione

"Dei 351 bunker passati nel 1998 alla Provincia di Bolzano quasi tutti sono ancora esistenti. Nello specifico sono solo sette le demolizioni avvenute negli ultimi 20 anni. I bunker ancora in proprietà della Provincia sono 24. I restanti sono stati ceduti a enti territoriali o venduti a privati."

Lo comunica l'assessore provinciale al Patrimonio Massimo Bessone in risposta ad un'interrogazione del consigliere Alessandro Urzì che aveva presentato una dettagliata interrogazione sullo stato dell'arte dei bunker presenti in Alto Adige la cui proprietà era stata acquisita dalla Provincia. L'esponente di Fratelli d'Itala aveva chiesto quanto siano i bunker ancora oggi esistenti, se gli stessi fossero ancora di proprietà della Provincia o se siano stati ceduti a terzi o a privati, quanti e quali bunker risultino oggi visitabili dal pubblico quale fruibilità culturale abbiano gli stessi, quali allestiti come precorsi storici – museali. Solo dopo questa richiesta formale l'assessore Bessone aveva annunciato nei giorni scorsi l'attivazione di un tavolo di verifica tecnica.

"Già nel 2001 – spiega ora Bessone rispondendo ad Urzì - un gruppo di esperti, provenienti dalla Soprintendenza provinciale ai beni culturali, dall'Esercito e dalla Ripartizione al Patrimonio della Provincia, aveva individuato quali bunker fossero degni di tutela da un punto di vista storico – culturale e fossero pertanto da mantenere in proprietà alla Provincia o essere ceduti ad enti territoriali. Altri bunker, invece, sono stati valutati non di valore storico – culturale e, pertanto, è stata tolta la tutela e data la possibilità alla cessione a privati nell'ambito di un procedimento ad evidenza pubblica."

"I bunker aperti al pubblico – prosegue l'assessore - sono quello di Fortezza, ripristinato e allestito come percorso storico, quello di Resia, presso la sorgente dell'Adige allestito come percorso storico, quello di Passo delle Palade, dato in concessione al Comune di Senale e attualmente usato come Museo, quello di Val Passiria – Moso, museo allestito come percorso storico ed infine il Bunker Museum Dobbiaco, tra Dobbiaco e San Candido, allestito come percorso storico da un privato."

Urzì inoltre aveva chiesto di sapere se siano previsti lavori di recupero delle altre fortificazioni rimaste e perché nel recente passato si siano lasciate distruggere alcune opere del sistema di fortificazione con il risultato che il Vallo difensivo abbia perso la sua riconoscibilità integrale invece di provvedere ad un loro recupero come importanti testimonianze dei particolari periodi storici che anche la nostra provincia ha attraversato.

L'assessore Bessone taglia corto: "non sono previsti interventi di recupero per gli altri bunker rimasti – scrive ritenendo anche che "Il Vallo difensivo non abbia perso la sua riconoscibilità integrale, in quanto solo sette dei 351 bunker sono stati demoliti. Il gruppo di esperti aveva definito quali bunker fossero di importanza storico – culturale." Nonostante questo poi il ripensamento e l'avvio di una verifica più approfondita.

"Analoghe opere di difesa, come in Normandia, ai confini fra ex Germanie dell'est e dell'Ovest, in Albania – commenta a margine il consigliere Urzì - sono al centro di importantissimi investimenti culturali e inseriti in percorsi di ecomusei con ritorni economici importantissimi. Sulle fortificazioni del Vallo Alpino questi interventi di valorizzazione storica e culturale non sono stati fatti, anzi si assiste a ripetute demolizioni che altrove sarebbero considerate un autentico scempio. Un'occasione sprecata. Quello che manca è un progetto complessivo che altrove invece ha costituito motivo di attrattiva turistica di fortissimo interesse".

(nella foto: I denti di drago, sbarramento anticarro al Pian dei Morti, sopra Resia dal blog "Camminare nella Storia")

Vallo alpino del Littorio, Bessone si muove dopo l'interrogazione di Urzì

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