Trentino Alto Adige: Vitalizi e le inesattezze del Fatto Quotidiano

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Trento, 12 agosto 2022. – di Carlo Martello

Con un articolo pubblicato ieri, «il Fatto Quotidiano», nella sezione "Palazzi e Potere" torna sui vitalizi degli ex consiglieri del Trentino Alto Adige.

Lo spunto è dato dal consigliere pentastellato altoatesino Diego Nicolini che aveva interrogato, con il collega trentino Alex Marini, il presidente del consiglio regionale Josef Noggler, lo scorso 20 giugno, [interrogazione n. 128/XVI (1)] "per avere informazioni dal presidente del consiglio regionale in materia di assegni vitalizi".

Pronta la risposta (2) di Noggler del 13 luglio c.a.

Nel rispetto delle prerogative istituzionali, veniamo in soccorso degli interroganti per colmare le ingiustificate lacune dell'atto ispettivo, tanto è vero che le informazioni date dal Nicolini al quotidiano di Travaglio sono inesatte, imprecise, non veritiere e omissive.

Un esempio?

La sentenza del Tribunale di Bolzano del 27 febbraio c.a., assolvendo gli imputati Rosa Zelger Thaler (presidente pro-tempore del consiglio regionale) e Gottfried Tappeiner (presidente pro-tempore di PensPlan) dai reati di truffa aggravata e abuso di ufficio nei confronti del consiglio regionale del Trentino Alto Adige a proposito dei vitalizi, perché "il fatto non sussiste" così si esprimeva "la difesa ha dimostrato nel presente giudizio che la L.R. 6/12 e successive disposizioni di attuazione hanno comportato un notevole risparmio di oltre euro 50.000.000 per le casse del Consiglio Regionale" (pag. 45)

In verità, il risparmio è di 58 milioni€.

Evidentemente, tanto Nicolini quanto Marini, ignorato la sentenza o fanno finta di nulla sapere, come i più del resto, compresi gli zelanti giornalisti che sui vitalizi hanno consumato ettolitri di inchiostro.

Per tutti costoro, era ed è sufficiente informarsi dal collega trentino Degasperi, ex pentastellato, che si era costituito parte civile nel processo.

E a proposito del consigliere Degasperi, ricordiamo la sua interrogazione n. 46/XVI (3) del 30 gennaio 2020 "In riferimento alla risposta all'interrogazione n. 43/XVI (4) per ottenere dal presidente del consiglio regionale (ndr Roberto Paccher presidente pro-tempore) dati dettagliati e non generici in merito allo svolgimento del conteggio, nonché l'esito dello stesso, con il quale si è pervenuti all'attribuzione della cifra a ciascun beneficiario", rimasta purtroppo inevasa.

Peccato che il consigliere Degasperi non abbia insistito, altrimenti, conteggi alla mano (mai consegnati agli ex consiglieri interessati), tutti avrebbero compreso in quali e quanti errori il consiglio regionale era in corso nel loro sviluppo.

Pertanto, prima di parlare di "restituzione coattiva" per il recupero delle somme vantate dal consiglio regionale, si abbia la prudenza e l'onestà intellettuale di attendere la verifica dei conteggi e delle relative imposte.

Infine, «il Fatto» cita un passo della sentenza della Corte costituzionale che giustifica la retroattività del ricalcolo del valore attuale (capitalizzazione di parte del vitalizio) con la motivazione che "l'interesse della collettività ha la precedenza sui diritti della persona, in questo caso i consiglieri regionali, soprattutto in base all'attuale grave crisi economica".

Da quale pulpito arriva la predica! I "parrucconi" (per 2/3 di nomina politica) sono dimentichi delle loro sostanziose novennali indennità e del successivo vitalizio (oltre ad altri trattamenti pensionistici, basti pensare al loro presidente Giuliano Amato), con altri benefit, alla faccia della "attuale grave crisi economica".

P.S.: I parlamentari 5S, come tutti gli altri, si sono premurati di conseguire il diritto al vitalizio prima dello scioglimento delle Camere, tanto per non dimenticare!

(1) Interrogazione128

(2) Risposta interrogazione 128

(3) Interrogazione 46

(4) Interrogazione 43

altro articolo:

Consiglio regionale: Vitalizi, interrogazione di Nicolini e Marini

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