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Cultura e Spettacolo

Isabel Tamiazzo, in arrivo "Un volo di farfalla"

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Esce il 27 novembre 2012 "Un volo di farfalla", il primo CD della giovane cantante e interprete Isabel Tamiazzo (Vadena BZ- 1989) che , dopo essersi fatta conoscere giovanissima dal pubblico italiano per la vittoria del "Talent One" di Italia Uno nel 2008 e aver partecipato a "I Raccomandati" su Rai Uno nel 2010, fa il suo esordio ufficiale nel panorama della musica italiana. 

Il CD contiene dieci canzoni scritte da Don Backy, otto delle quali estratte da alcuni CD prodotti a cavallo degli anni ottanta e due inediti mai pubblicati dal cantautore toscano. Le canzoni sono state riarrangiate in uno stile musicale che spazia tra il POP, il ROCK MELODICO e con riferimenti al SOUL. 

Un viaggio attraverso dieci bellissime canzoni che affrontano concetti senza tempo. Un bellissimo CD dai ritmi suadenti e incalzanti resi ancor più suggestivi dalla splendida voce di Isabel.

Prodotto da Emiliano Caponi per le Edizioni Musicali Ciliegia Bianca, il CD sarà acquistabile nei negozi (distribuito dalla EDEL) o scaricabile dai migliori digital store.

Per tutto ciò che riguarda Isabel e il progetto "Un volo di farfalla", visitate il sito ufficiale http://isabeltamiazzo.wix.com/officialLa

La pagina facebook

www.facebook.com/isabelfanpage

Il sito della Ed. Mus. Ciliegia Bianca S.a.s

ciliegiabianca.it

 

 

Bottega di scrittura sul racconto, a Rovereto

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Bottega di scrittura sul racconto, sabato 17 novembre 2012 a Rovereto, organizzato da Keller editore.

  • Che cosa è la Bottega di scrittura?

E' un laboratorio aperto a tutti coloro che amano scrivere, che hanno una storia da raccontare e che vogliono acquisire più consapevolezza nel gesto di narrare. Un gruppo ristretto di persone, dunque, (massimo 15) che si incontrano per lavorare sui propri racconti sotto la guida di un capomastro, ossia uno scrittore che ha passato molto tempo in bottega e conosce il mestiere.

  • Cosa si fa in Bottega?

Il corso prevede 20 ore di lezione distribuite sui 2 week end, nei quali, prendendo spunto dai racconti dei partecipanti si affronteranno i nodi fondamentali della narrazione: l'incipit, la costruzione dei personaggi, la struttura, lo spazio, i colpi di scena, etc.

Come ogni bottega che si rispetti però, non troppe chiacchiere e maniche arrotolate al gomito: si tratterà soprattutto di lavorare sui racconti presentati, smontandoli e cercando di capire cosa funziona e cosa no, scrivendo e riscrivendo, utilizzando come sponda esempi che vengono dal cinema, dalla musica, dal fumetto, dalla pittura e ovviamente dai libri. Questo nella convinzione che Chaplin, Rembrandt, De Andrè, Scorsese, Hopper e Calvino si sono trovati di fronte a problemi non molto diversi dai nostri.

  • Quando?

I week end sono quelli del 17-18 novembre e del 15-16 dicembre. Dieci ore per week end (per un totale di 20 ore di lezione e laboratorio) così distribuite: sabato 14.30-18.30; domenica mattina 10-13; domenica pomeriggio 14-17.

  • Cosa serve?

Una settimana prima del primo incontro i partecipanti dovranno inviare il racconto su cui intendono lavorare, un testo non più lungo di 4000 battute (spazi inclusi, non vale barare). Chi non ha mai scritto nulla o non vuole esporsi, almeno non da subito, può partecipare come uditore. Magari la voglia o il coraggio arrivano per strada.

  • Il Capomastro

Il docente è Davide Longo, nato nel 1971 a Carmagnola, non lontano da Torino.

Nel 2001 ha pubblicato per la Marcos y Marcos il romanzo “Un mattino a Irgalem”, con il quale ha vinto il Premio Grinzane opera prima e il Premio Via Po. Dello stesso anno è il libro per bambini “Il laboratorio di Pinot”. Nel 2004 è uscito il suo secondo romanzo “Il mangiatore di pietre” (Marcos y Marcos), Premio Città di Bergamo e Premio Viadana. E' regista di documentari (Carmagnola che resiste, Memorie dell'altoforno), autore di testi teatrali (Pietro fuoco e cobalto, Il lavoro cantato, Ballata di un amore italiano, About Fenoglio) e autore radiofonico per RadioRai (Centolire, Luoghi non comuni). Ha scritto per Repubblica, Avvenire, Slow Food, Donna, GQ, Travel, il quotidiano olandese Ncr.next e la rivista tedesca ADAC. Del 2006 è La vita a un tratto, Corraini. Nel 2007 ha curato per Einaudi l'antologia Racconti di montagna, e pubblicato per Corraini il libro “E più non dimandare”, realizzato con il pittore Valerio Berruti. Nel gennaio 2010 è uscito per Fandango il suo terzo romanzo “L'uomo verticale”, vincitore del Premio Lucca. Nell'estate dello stesso anno il volume Il signor Mario, Bach e i settanta (Keller). E' ora nelle librerie con il suo ultimo libro, Ballata di un amore italiano (Feltrinelli). Vive a Torino dove insegna scrittura presso la Scuola Holden. I suoi libri sono tradotti in molti Paesi.

  • Quanto costa?

300 euro; 250 euro per studenti, per possessori Carta dello Studente dell'Opera Universitaria di Trento e per i corsisti Keller.

INFORMAZIONI:

WWW.KELLEREDITORE.IT, Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , 0464 423691

Gara di Karaoke a Levicoland

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Visto il grande successo che sta riscontrando il KARAOKE nei locali trentini, a conferma che il karaoke è diventato un fenomeno culturale e popolare, Promoevent Service di Trento organizza, in collaborazione con il locale RISTORANTE-PIZZERIA-PUN LA CANTINA la prima edizione della Gara di Karaoke “La Cantina by night Levicoland”, concorso di Karaoke.

La struttura della gara prevede serate di selezione e la Finalissima.

La selezione-evento vedrà sfidarsi diversi cantanti in performance canore singole (2 canzoni a testa).

In ogni selezione verranno premiati 3 concorrenti che accederanno direttamente alla Finale.

I partecipanti devono essere cantanti non professionisti, non è previsto alcun limite di età, l’iscrizione è libera e gratuita.

La prima selezione è prevista per mercoledì 7 novembre a LEVICO TERME presso la Cantina- Levicoland, alle ore 21.30. Ingresso libero e gratuito.

 

La partecipazione è vivamente consigliata ai giovani cantanti emergenti che hanno voglia di divertirsi in compagnia e buona musica.

LA CANTINA ha l’entusiasmo per le nuove iniziative e vuole far conoscere la bella ed attrezzata sala per karaoke e feste con impianto audio e luci per trascorrere delle piacevolissime serate in compagnia.

 

Per info e iscrizioni: 348.9320138 – 0461.910788 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

Fame d'artista

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Prendo spunto dall'iniziativa in atto per cercare di cambiare le normative che regolano la musica dal vivo nei locali della nostra regione, per fare alcune considerazioni.

Oltre la demenziale norma vigente che risulta scritta da gente che di musica non ne capisce niente e, che non si è nemmeno preoccupata di interpellare le parti in causa, ci sono altri fattori che contribuiscono a rendere arduo fare musica dal vivo in Trentino.

Perché la S.I.A.E. oltre la tassa di autorizzazione per un concerto, calcolata in base alla metratura del locale, deve incassare anche una percentuale sull'incasso delle consumazioni?

La "formula" della birra o dello spritz, sono state per caso depositate da qualche paroliere o musicista?

Questo Ente vessatore dovrebbe avere solo due possibilità di incasso: o la tassa fissa di autorizzazione al concerto, o l'obbligo dei locali di staccare un biglietto d'ingresso ad ogni avventore, quindi una percentuale sul numero di presenze reali (come al cinema o a teatro). Nessun altro metodo di tassazione dovrebbe essere ammesso!

Perchè un gestore di locale che ingaggia un gruppo locale e non professionista per una serata non può, con una semplice dichiarazione, firmata dai componenti del gruppo, scaricarsi come spesa quella miseria che viene volgarmente chiamata "rimborso spese"???

Ma sto parlando di una semplice dichiarazione, non di ritenute d'acconto o fatture con implicazioni fiscali per quei poveri musicisti che, normalmente, già hanno un lavoro fisso e già pagano contributi e tasse agli Enti preposti.

Tali dichiarazioni potrebbero essere consegnate periodicamente all'Agenzia delle Entrate per controllare che ogni singolo gruppo, nell'arco di un anno, non abbia superato il tetto complessivo di € 5.000 con queste prestazioni occasionali.

E a questo punto, perchè non istituire un tariffario unico regionale di rimborso spese in base alla tipologia delle prestazioni? :

- tariffa fissa per DJ e Karaoke

- tariffa fissa per gruppi da 2 a 4 elementi

- tariffa fissa per gruppi da 5 a più elementi

Anche l'orario potrebbe essere regolamentato una volta per tutte:

- dalle 20.00 alle 23.00 allìaperto in città con abitazioni circostanti

- dalle 21.00 alle 24.00 all'interno in città con abitazioni circostanti

- dalle 22.00 alle 01.00 all'interno e all'esterno fuori città e senza abitazioni circostanti

Per quanto riguarda i "rumori" provocati da un concerto, il Comune potrebbe dotare i locali interessati di un semplice misuratori di decibel, facendo pagare un canone di noleggio simbolico per il giorno d'uso e stabilendo la soglia di decibel massima, tollerata per prestazioni interne ed esterne.

Esistono in commercio fonometri da collegare al PC che permettono di visualizzare, memorizzare e stampare il grafico relativo che può essere archiviato a disposizione per eventuali controlli successivi e contestazioni relative.

Sono solo considerazioni che, se applicate, permetterebbero alla nostra regione di essere all'avanguardia nel campo della musica dal vivo e farebbero proliferare le iniziative di questo tipo con soddisfazione dei locali e dei musicisti che, attualmente, con le norme vigenti ed il bisogno di far cassa con tasse, multe e sanzioni ad ogni costo, stanno facendo chiudere i locali e riducendo alla fame i musicisti.

La gente ha bisogno di proposte culturali alternative, non dobbiamo costringerla a guardare solo la televisione...e magari in cuffia perché se il volume è troppo alto...c'è sempre il vicino che telefona ai vigili per lamentarsi che non può dormire!!

Giorgio Cascone

Gara di Karaoke a Levicoland

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Visto il grande successo che sta riscontrando il KARAOKE nei locali trentini, a conferma che il karaoke è diventato un fenomeno culturale e popolare, Promoevent Service di Trento organizza, in collaborazione con il locale RISTORANTE-PIZZERIA-PUN LA CANTINA la prima edizione della Gara di Karaoke “La Cantina by night Levicoland”, concorso di Karaoke.

La struttura della gara prevede serate di selezione e la Finalissima.

La selezione-evento vedrà sfidarsi diversi cantanti in performance canore singole (2 canzoni a testa).

In ogni selezione verranno premiati 3 concorrenti che accederanno direttamente alla Finale.

I partecipanti devono essere cantanti non professionisti, non è previsto alcun limite di età, l’iscrizione è libera e gratuita.

La prima selezione è prevista per mercoledì 7 novembre a LEVICO TERME presso la Cantina- Levicoland, alle ore 21.30. Ingresso libero e gratuito.

 

La partecipazione è vivamente consigliata ai giovani cantanti emergenti che hanno voglia di divertirsi in compagnia e buona musica.

LA CANTINA ha l’entusiasmo per le nuove iniziative e vuole far conoscere la bella ed attrezzata sala per karaoke e feste con impianto audio e luci per trascorrere delle piacevolissime serate in compagnia.

 

Per info e iscrizioni: 348.9320138 – 0461.910788 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

Top Freedom Girl of the year

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Sabato 10 novembre, va in scena la bellezza, Caffè Casino di Arco ospita l'unica tappa trentina prima della finalissima di Folgaria del concorso “Top Freedom Girl”; 13 concorrenti provenienti da tutto il Trentino Alto Adige e non solo, si sfideranno sulla passerella per proseguire le selezioni verso la finale del 31 dicembre.

Un evento in collaborazione con Radiofreedom, un'emittente radiofonica che per ora trasmette i suoi contenuti solo nel web, ma solo per il momento visto che cercano strade alternative anche aperte a collaborazioni più ampie al fine di creare un vero e proprio Web network.

 

Ad ore 20.00 avrà inizio la cena ideata dallo chef Marcello Franceschi (solo su prenotazione).

Menù:

  • Bocconcino di trota nelle acque del Brenta in crosta di pasta sfoglia al profumo di erbette su emulsione d'olio extravergine e finto caviale.

  • Crema di patate e porri con raviolo al lardo e rosmarino

  • Saccottino di verza, carne salada trentina e boscatella di Fiavè con vellutina al nosiola

  • Sorbetto all'ananas e basilico

  • Controfiletto di manzo arrosto, al profumo di senape con intingolo al Giasil

  • Patate gratinate e verdurine

  • Bocconcino di bisquit con crema al caffè, salsa al mou e gelato alla nocciola

  • caffè, acqua frizzante e naturale, vino bianco e rosso Azienda Agricola Casimiro

Costo proposta a persona € 35,00.

Info e prenotazioni: 0464 512874 oppure info@caffècasinoarco.it

 

Alle ore 21.30 avrà inizio il concorso che vedrà sfilare in varie versioni le ragazze in gara.

 

Il Top della serata alle 23.00 con DJ Christian Shan From Radio Freedom! Top Freedom Girl Party appunto, con DJ supporter Andrew B from The House crew.

L'intera serata sarà trasmessa in diretta audio video streaming su www.radiofreedomtrentino.com e www.radiofreedomtalent.com

 

Si ringrazia: GAS Jeans, ZD Style Novaledo (TN), Ksp Communication.

Official site: www.topfreedomgirl.com

 

Ingresso libero!

L'importante figura del P.R.

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Chi è il/la pr ? Qual'è il suo ruolo? - I pr hanno un ruolo determinante per i gestori, che si affidano a loro per creare e pubblicizzare eventi. Questa figura negli ultimi 2 anni si e’ imposta all’attenzione di tutti i migliori locali Trentini. La PR ha il compito di pianificare, organizzare e dare visibilità a qualsiasi evento all’interno del locale.

Halloween by A&D - Resoconti finali.

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Finita molto bene l'accoppiata 31-01 firmata A&D per gli allestimenti di Halloween. (Una festa che prende sempre più piede anche in Italia..).

Malgrado il tempo poco magnanimo abbia cercato di ostacolare la voglia di divertirsi, i mascherati trentini si sono diretti nelle location festaiole preferite.

Il mercoledì ha visto protagonista la splendida cornice del Vecchio Mulino a Vezzano. Tutta la compagnia di Dany e Chiara si è riversata ( come ovviamente molti altri ospiti, che per l'occasione hanno cenato sul posto), nelle sale appositamente addobbate. Galleria di tulle e luce, tende e candele nere nelle sale, ragnatele ovunque e...persino una bara (!) che ospitava la suo interno un delizioso aperitivo di benvenuto e dei prelibati stuzzichini.

La serata è poi decollata con scherzetti, dolcetti e foto a tutti i protagonisti...ovviamente con la musica in diffusione nelle sale del "castello".

Giovedì 1° novembre si è replicato.

L'appuntamento stavolta pesso lo Skyline Bar di Cadine, per una serata karaoke davvero "terrificante"! Locale e pubblico anche qui "vestito a tema". Una conferma che i trentini rispondono sempre e prontamente al richiamo delle occasioni. Impressionante anche il volume di pubblico (oltre 150 affluenze). Una bella serata in musica dove tutti hanno cantato e si sono divertiti, impersonando fino in fondo la loro seconda identità.

In conclusione Daniele Brunetti, titolare di "A&D musica e spettacolo", si dichiara soddisfatto (e in parte anche commosso) di tanta euforica partecipazione agli eventi.

"Uno stimolo per continuare il nostro percorso professionale, cercando di portare sempre cose nuove, con un pizzico di simpatia e semplicità, magari coinvolgendo anche il pubblico, perché è lui il vero protagonista, perché è il pubblico a creare la festa...noi siamo semplicemente gli addetti ai lavori".

A presto per un prossimo show, ovviamente con tutti voi.

Daniele Brunetti.

Antonio Calà, artista malinconico?

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Antonio Calà è un ragazzo siciliano trapiantato a Trento per motivi di studio e qui, vincendo la sua naturale riservatezza, partecipa per la prima volta ad un concorso musicale, il progetto Vartalent 2011, da cui sono usciti parecchi talenti di cui abbiamo in precedenza parlato. Antonio ha un modo molto particolare di cantare ed interpretare i pezzi che esegue, chiude gli occhi e si fa trasportare dalla musica e canta esprimendo esattamente quello che la canzone gli trasmette in quel preciso istante. Questa sua peculiarità fa si che ogni sua esibizione sia unica e mai uguale alla precedente o alla successiva. Le sue esperienze nel mondo musicale sono tutte concentrate negli ultimi due anni, come se, prima di arrivare a Trento, il cantare per lui fosse una cosa estremamente privata e personale, ma vediamo di conoscerlo meglio attraverso qualche domanda.

 

1. Da dove nasce e come la tua passione per il canto?

 

“Il ricordo più antico che porto con me narra di un risveglio nel cuore della notte, avrò avuto 5 anni al più. Non ero sonnambulo, è stato un evento abbastanza cosciente quanto spontaneo e irrefrenabile. Invado camera dei miei genitori, do luce al sipario e inizio a cantare. Non so cosa, non so come, non so perché, ma ero libero. Mi rimisero a letto, felice. Il canto è nato con me, mi appartiene da sempre. Ho passato la mia infanzia, la mia adolescenza e la mia giovinezza a riempire casa di note, turbando la quiete dei miei familiari. Le stanze vuote erano il mio habitat. Mi muovevo con frenesia tra i meandri della mia grande dimora, per fortuna indipendente e abbastanza isolata, alla ricerca di un punto in cui il rimbombo potesse creare la giusta amplificazione, dove le mie corde potessero vibrare al meglio. Ogni attimo di pausa dallo studio era buono per iniziare il pellegrinaggio per casa, dal giroscale, al bagno, al corridoio. Ero il peripatetico canterino. Appagavo così il mio bisogno primario”.

 

2. Sei nel mondo della musica da poco tempo. A differenza di molti che iniziano in giovane età a partecipare a concorsi o comunque ad esibirsi in pubblico, tu inizi relativamente tardi; come mai?

 

“Sono nel mondo della musica”… magari fosse così!!! Da giovane non mi sono mai esposto, in TV vedevo i miei cantanti preferiti, cercavo di imitarli e in tal modo ho sviluppato autonomamente qualche abilità vocale. I tempi non erano ancora maturi perché io venissi allo scoperto. A scuola ho sempre studiato tanto, ero il classico secchione. Fino all’anno scorso non avevo mai frequentato una lezione di canto, né fatto un concorso o una esibizione in pubblico. La mia voce era nota solo alla mia famiglia. Non ho mai ricevuto incoraggiamenti da loro, anzi, il più delle volte mi dicevano di tacere e di stare zitto. Per non disturbare troppo approfittavo dei momenti in cui restavo a casa da solo per sfogarmi al massimo. Cantare era l’unico modo a me noto per placare un tumulto interiore che sentivo ribollirmi dentro. Mi sento esplodere quando passo troppo tempo senza cantare. Non ho mai amato l’eccessiva folla. Ricordo che restavo volentieri a casa durante le sere d’estate, quando tutta la famiglia usciva, per dedicarmi all’esplorazione della mia voce, della mia anima, di me stesso. Dopo l’università mi sono trasferito a Trento. Mi sono ritrovato lontano da casa, dal paese, dalla gente che conosco e dall’imbarazzo che cantare davanti a loro potrebbe procurarmi. E’ stato facile allora distruggere il muro di timidezza che fino ad allora mi aveva tenuto relegato in casa (“direttamente dal bagno di casa sua… Antonio!!”, Luiz. H. Belmiro, cit. Vartalent 2011)”.

 

3. Hai partecipato al Progetto Vartalent sia nel 2011 che nel 2012. Come è stata questa esperienza e cosa ti ha lasciato?

 

“Vartalent 2011 è stato il mio debutto. Mi sono lanciato senza pensarci, in maniera assolutamente disinvolta, con la leggerezza di chi prova senza avere nulla da perdere. La mia prima esibizione in pubblico è sul palco della semifinale a Mezzolombardo. Il giorno dopo mi ritrovo in finale con un quinto piazzamento, niente male come inizio mi dico. Puro istinto il mio. Pura follia. Ogni volta è stata una cosa diversa, un’emozione diversa, un’interpretazione diversa. Pura improvvisazione a Vartalent 2011. Ma non si può andare avanti con il solo istinto mi è stato detto. Così ho iniziato a studiare con Antonella Tonini, a preparare le esibizioni, a registrarmi e riascoltarmi più e più volte per affinare il mio mezzo vocale e acquisire consapevolezza. Il 2012 è stato l’anno dei tanti concorsi, delle esibizioni live, dei provini; non è venuto fuori granché devo dire, attualmente rimane solo il ricordo dell’emozione che un palco regala e delle belle persone incontrate, il che naturalmente non è poco! La musica infatti ha il potere di unire. Ricordo con gioia le serate del Vartalent’11 in tour. Con Luiz Belmiro, Giovanni Balduzzi, Martina Calovi e Maire Brusco studiavamo le esibizioni in lunghe sessioni pomeridiane, condite alla fine da altrettante sessioni gastronomiche, sotto l’egida di Padron Marco Consoli, che tornando da lavoro trovava sempre la casa piena di aspiranti cantanti bramosi di dare sfogo alla propria anima. Ricordo gli spettacoli al Top Center, al bar 700 di Pergine, al Gasoline di Gardolo, al Prosit di Mezzolombardo, al Full Moon pub di Romeno. Ricordo la conferenza stampa al Trony per la presentazione del CD Vartalent’11. Porto nel cuore le esibizioni al Bar Melody, quelle per la manifestazione di beneficienza “Ali per rinascere” organizzata da Maire, le trasferte a Riva del Garda per cercare lavoro estivo nei locali, i viaggi a Milano con Giovanni e Martina per i provini di X-Factor, Talent Fest, le partecipazioni al Festival del Garda, Bronzolo Incanto, Trento Incanta, Vartalent 2012. Ho grande affetto per tutte queste persone, hanno reso la mia vita diversa, speciale. Ci sono stati anche momenti spiacevoli, incomprensioni che hanno messo in discussione dei rapporti importanti. Spero tuttora di incrociare nuovamente delle persone che durante il cammino ho smarrito”.

 

4. Hai un modo molto personale di interpretazione, come vivi quello che canti?

 

“Ho la tendenza a cantare ad occhi chiusi, forse per contrastare la timidezza. Timidezza che in realtà non ho. La timidezza è una di quelle risposte che do per togliermi dall’imbarazzo di dover ammettere la repulsione per qualcosa. In verità io sono un libro aperto, non so nascondere nulla. Le persone che mi stanno simpatiche lo capiscono, le persone che mi stanno antipatiche lo capiscono. Con loro non riesco a parlare e adotto la scusa della timidezza. Quando canto nulla mi tange, siamo io, la mia voce e la musica che la accompagna. Mi sento al centro di un grande spazio vuoto, che magicamente sento di poter riempire. Ovvio che il consenso del pubblico sia importante, ma non ho la paranoia di arrivare, di trasmettere, di comunicare. Vivo il canto in modo molto intimo, è il momento in cui mi mostro davvero per quello che sono, abbattendo tutte le barriere e i muri di solitudine che incrostano la mia interiorità. Io faccio quel che mi sento di fare. Se entrando nel mio campo d’azione qualcuno riuscisse a trarre una vibrazione ne sarei contento. Significherebbe che la mia voce oltre alla mia è in grado di mettere in risonanza un’altra anima. Ciò che faccio sul palco non è mai studiato (e si vede!). Ho provato a prepararmi, ma poi stravolgo sempre tutto. Sono momenti irripetibili. Io non ho idea di come appaia all’esterno, anzi, le poche volte che ho accettato di rivedermi in video mi sono visto mostruoso, fuori luogo, assurdo, privo di senso. Mi risollevo solo se ricevo qualche complimento, altrimenti mi autofustigo, mi tiro i pomodori da solo. Mi odio”.

 

5. Un siciliano trapiantato a Trento, musicalmente la tua splendida isola ti ha influenzato?

 

“Mi sono trasferito a Trento 3 anni fa per intraprendere un dottorato di ricerca in discipline ICT alla Fondazione Bruno Kessler dopo avere studiato a Catania ingegneria delle telecomunicazioni. La mia isola mi ha dato tanto sul fronte della formazione, ma il canto è un’esperienza completamente trentina. Di certo mi porto dentro un carattere forgiato dal sole della mia terra, che a mio avviso non si manifesta spesso. Mi considero un cantante malinconico. Forse mi porto dentro un velo di tristezza per la distanza dalla mia famiglia, forse porto “nascosto” in me il calore di un popolo costretto a sparpagliarsi per il mondo, come avesse la missione di diffondere la gioia innata che solo un’isola talmente bella può imprimerti dentro. Credo che a livello musicale il Trentino sia più idoneo ad accogliermi. Sono nostalgico e adoro le canzoni tendenzialmente depresse, dal ritmo lento e quasi lagnoso, canzoni in cui la voce posso esprimersi melodicamente ricamando suoni dolci e delicati. Amo il soul e i cantanti di colore. Amo le canzoni adatte ad essere stravolte. Amo demolire e ricostruire, amo gli esperimenti e le sfide, amo la spontaneità.

 

 

6. C’è una canzone o una frase che ti rappresenta?

 

La frase che più testimonia la mia natura è la seguente “Non delle parole sono amante, il silenzio avvolge la mia persona. Gli altrui patemi preferisco ai miei. Ascolto. Naturale mi è solo il canto.” Questo è quanto si legge sul profilo Facebook che ho creato come “cantante” (www.facebook.com/antonio84.cantante). Naturalmente non si trova chissà quale opera d’arte, però la tecnologia permette di affacciarsi al mondo in maniera così semplice che sarebbe un peccato non concedersi al sipario più grande che esista, il web. E così mi diverto a registrare in ambito casalingo (e si sente!) delle cover e a condividerle, niente di più. Chiusa la digressione in stile “consigli per gli acquisti” credo che ci sia una canzone per ogni istante della vita. Ogni attimo è diverso dal precedente, sentimenti diversi si combinano a costruire umori diversi. Qualcuno avrà già sperimentato qualcosa che si avvicini a ciascuno dei nostri stati della mente. Qualcuno avrà già scritto qualcosa che tende a questi stati, senza però coglierli appieno. Per questo ci sono tante combinazioni ancora da scrivere. La musica è infinita e ognuno di noi può farne parte con ciò che porta dentro.

 

 

7. Cosa c’è nel futuro di Antonio?

 

Non penso mai al futuro. Vivo di giorno in giorno e in base a ciò che sento scelgo le strade da percorrere. C’è tanta razionalità in me, ma per lo più sono un essere umorale e istintivo. Raramente faccio cose che non mi piace fare. Ad esempio per adesso faccio anche l’insegnante di telecomunicazioni ed elettronica alle scuole superiori ed è una cosa che amo, ho sempre sognato di fare il prof. La mia vita sarà il frutto della casualità e della spensieratezza, condite comunque da una saggezza che sento appartenermi. Ciò che mi auguro è che abbia sempre da fare delle cose che amo, che non mi causino noia. Non sono molte a dire il vero, sono un essere abbastanza insofferente, poca roba riesce a colpirmi nell’anima. E’ questo che cerco. Sono bramoso di sentire sussultare il mio cuore. Qualunque cosa accada, qualunque sia il posto e qualunque sia il pubblico ho la certezza che il canto farà sempre parte di me, è un elemento di cui non posso fare a meno, è l’ossigeno della mia vita. Sul fronte dell’attività canora nell’immediato c’è in programma la partecipazione al concorso New Talent Vox’s organizzato dall’associazione Percorsi Musicali di Roncafort, e alle selezioni del Cantagiro.

 

 

8. C’è una domanda che non ti ho fatto ma che vorresti che ti facessi?

 

Vorrei che mi chiedessi “Chi sei?” e io ti direi “Sono un essere banale e comune, con poca roba da raccontare. I silenzi sono forse dovuti al fatto che non ho niente da dire. Nessuno mi capisce. Nessuno è in grado di leggere tra le righe i sentimenti che spargo in giro con gesti incomprensibili. Nessuno mi appartiene. Ed io sono solo come il vento che tocca gli alberi d’inverno e passa oltre avendoli turbati in misura lieve. Sono aria rarefatta e intangibile. Sono un punto nell’universo la cui presenza sfiora un insieme irrisorio di gente. La mia voce non può sortire effetto alcuno. Il mio operato procura bene a pochi individui. Sono la malinconia”.

 

Questo è Antonio Calà che, per una volta, ha deciso di abbandonare la sua riservatezza e raccontarci così tanto di lui e del suo modo di essere. Contrariamente a ciò che dice non è assolutamente un essere banale e comune e, tramite la musica, ha molto da raccontare e comunicare! Un consiglio: se vi capitasse di sentirlo cantare, fate come lui, chiudete gli occhi e lasciatevi trasportare dalla magia della musica.

 

Laura Belli

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