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Cultura e Spettacolo

L'8 settembre di Salvatore Bono

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Salvatore BonoMonselice, 8 luglio 2020. - di Adalberto de' Bartolomeis

Le forze di occupazione italiane in Francia durarono dal 10 giugno 1940 fino all'8 settembre 1943 e si attestarono nella parte meridionale che prendeva il nome di Zona Libera sotto il governo di Vichy, collaborazionista con le forze armate germaniche.

"Guai ai vinti"

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Maresciallo Ugo CavalleroMonselice, 2 luglio 2020. di Adalberto de' Bartolomeis

Sono tante, forse troppe, le storie di drammaticità inutili che, durante la seconda guerra mondiale italiana videro concludersi tragicamente molti militari di alto rango delle gerarchie: i più furono generali ed ammiragli.

Operazione Brassard

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Operazione BrassardMonselice, 21 giugno 2020. - di Adalberto de' Bartolomeis

Il 16 Giugno 1944 inizia l'Operazione Brassard, nome in codice dato dagli Alleati per lo sbarco sull'isola d'Elba. L'Elba era entrata nell'occhio del ciclone dei francesi, sin dalla data dell'armistizio italiano, nel settembre del '43 e si racconta che i ricordi della prigionia di Napoleone Bonaparte lasciavano ipotizzare fantasiosi progetti di rivincita alla famosa "pugnalata alle spalle" di Mussolini, avendo attaccato due volte la Francia nel giugno 1940 e nel novembre 1942.

La seconda guerra italiana in 50 righe

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Mussolini 10giugno1940

Monselice, 19 giugno 2020. - di Adalberto de' Bartolomeis

Il 10 giugno 1940 Il Duce del Fascismo, il Cavaliere Benito Mussolini dichiara guerra alle nazioni plutocratiche.

Dopo il 12 giugno 1945 le stragi titine proseguirono

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Tito StalinTrieste, 15 giugno 2020. – di Lorenzo Salimbeni*

L'ingresso delle truppe jugoslave a Trieste, Gorizia, Fiume ed in Istria a inizio maggio del 1945 portò a compimento la trasformazione di una lotta di liberazione nazionale in un progetto espansionista che travalicava i confini internazionalmente riconosciuti della Jugoslavia prebellica.

Certi atti ricordano i tempi della Rivoluzione d' Ottobre del 1917

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Vladimir LeninMonselice, 15 giugno 2020. - di Adalberto de' Bartolomeis

La famiglia reale degli Zar era stata sterminata ed i compagni del bolscevismo di Lenin rimossero tutte le statue e qualsiasi cosa che richiamassero, tra piazze, vie, di Mosca, Pietroburgo ed altre città, in Russia, i simboli dell'imperialismo dei Romanov.

Il covo delle vipere

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Merano Via dei portici 1938Monselice, 29 maggio 2020. - di Adalberto de' Bartolomeis

La seconda guerra mondiale era finita in Europa, esattamente, alle ore 23.01 dell'8 maggio 1945. L' Alto Adige, però, divenne la piccola "Heimat", Patria dei tedeschi altoatesini che, continuando a credere in un risorgente nazismo, accolsero "molte celebri" personalità del Terzo Reich, in fuga dalla Germania.

Il collaborazionismo tirolese dal 1943 al 1945

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Targa Merano 15 settembre 1947Monselice, 27 maggio 2020. - di Adalberto de' Bartolomeis

Gerald Steinacher, storico austriaco e Paolo Valente, giornalista e storico meranese, spiegano molto bene nei loro scritti cosa fu l'odio di una parte dei sud tirolesi, di lingua tedesca, nei confronti degli italiani che ancora prima dell'avvento del regime fascista andarono a vivere in Trentino Alto Adige.

Pedascala: guerra o assassinio?

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PedelascaMonselice, 17 maggio 2020. - di Adalberto de' Bartolomeis

Spararono sui tedeschi in ritirata. Era il 30 aprile 1945 e, nell'alta Valdastico, tre frazioni, Pedescala, Forni e Settecà, appartenenti all'altopiano dei Sette Comuni, in una valle molto stretta, ancora oggi, chi custodisce testimonianze, forse, degli ultimi morti in guerra, in Italia sono i più vecchi, i più anziani che vivono lì in questi tre paesini di montagna che ho nominato e che ricordando due giorni di inferno, vero e proprio e lo raccontano ancora.

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