Lun06142021

Last update08:53:37

Back Cultura e Spettacolo Storia Morire per la deficienza umana

Morire per la deficienza umana

  • PDF
Valutazione attuale: / 19
ScarsoOttimo 

Monselice, 27 aprile 2021. - di Adalberto de' Bartolomeis

25 novembre 1904 Trevisan Mario, 30 aprile 1918 Scollo Pasquale, morti tutti e due, inutilmente, il 26 aprile 1945. Morire, così, il primo a 40 anni ed il secondo a 26 per la stupidità della gente, l'ignoranza, per di più di connazionali, italiani che, rigurgitanti e tracolmi di odio, accecati dal delirio di un'esplosione di follia, venendo a sapere che la guerra, di lì a qualche giorno sarebbe finita, probabilmente avevano in mente disegni di un'insurrezione popolare, ma non contro i tedeschi in fuga.

Ieri sono passato in questo luogo di grande bellezza e senso di pace, in piena campagna, nelle vicinanze di Este (PD), in via Rana Cà Mori, approfittando per farmi una sana corsetta, quasi lungo tutto l'argine del canale Bisatto che comprende un lungo percorso che si snoda dai Colli Berici, toccando i Colli Euganei, entrando per Este, Monselice, Battaglia Terme, fino ad incrociare il fiume Bacchiglione che passa per Padova. Di media faccio circa dai 15 ai 18 km. di una corsa molto blanda, da maratona.

È un itinerario che, per quanto suggestivo sia, da un punto di vista paesaggistico, da quando l'ho scoperto e lo pratico, ho voluto dedicare questo cammino ad un richiamo di Fede, perché davvero sembra che qui si incontri proprio Lui, Gesù. Lo senti, lo percepisci e perciò, ogni volta che mi dedico a questo genere di attività fisica, m'immagino di intraprendere il percorso, come se realmente fosse una seconda strada di Emmaus.

Ma il richiamo alla mia Fede cattolica che mi lega sempre più in altro tipo di percorso, quello della mia esistenza terrena, pur coincidendo con le forti sensazioni che Madre Natura offre in uno spettacolo che ha dell'unico, mi fa altresì cogliere realtà umane che danno da pensare. Sono realtà lontane, accadute 76 anni fa e appunto ieri mattina, lunedì 26 aprile 2021, ho voluto vederci chiaro su questo grande cippo che fu eretto per ricordare l'uccisione di questi due poveretti.

Ho voluto parlare con il proprietario di un casale, il cui bellissimo viale alberato da olmi, antistante all'edificio, si riversa proprio sulla strada di via Rana Cà Mori, esattamente, di fronte al sacello. Ho chiesto le spiegazioni per cui fu eretto questo monumento, perché oltre ad essere ornato da vasi con dei fiori, però, finti e le foto con i nomi dei due sventurati, null'altro è dato sapere, se non essere spinto da una cristiana curiosità di informarmi ed avere la fortuna di venire a conoscenza di come accadde il fatto.

L'anziano signore che si apprestava a falciare l'erba delle aiuole del suo piccolo viale, colto in ingresso dello stesso, sul ciglio della strada, mi disse che una pattuglia di tedeschi il giorno 24 aprile stavano transitando in ritirata proprio da questa via, che all'epoca era una strada bianca e poiché erano stanchi andarono a sostare in un podere poco distante, tra comunque vari casolari sparsi. Nel frattempo mancavano all'appello due soldati perché erano stati catturati da alcuni contadini che volevano solo derubarli delle armi.

Gli eventi si susseguirono con l'autodenuncia da parte degli stessi sequestratori che al gruppo di soldati bivaccati in una cascina poco distante informarono della cattura di questi due militi e che sarebbero stati rilasciati a condizione che il reparto della Wehrmacht avesse ceduto a queste persone le armi. Una simile richiesta non poteva che ritenersi folle e sconsiderata, poiché volta ad umiliare e sfidare il tedesco in ritirata.

Fu così che odio e rabbia si mescolarono in entrambe le parti e naturalmente a prevalere non poterono che essere i tedeschi che immediatamente risposero con una rappresaglia, non appena riconsegnati i due soldati tenuti in ostaggio, solo per averli disarmati. Non centrarono niente con tutto il parapiglia che ne seguì per un'azione talmente idiota commessa da gente che voleva le armi dei tedeschi che decisero di sequestrare per due giorni i due soldati.

Fu così che finirono sotto il plotone di esecuzione 2 giorni dopo, il 26 aprile Trevisan e Scollo che abitavano nella contrada Cà Mori ed a colpi di mitra furono falciati ingiustamente a ridosso del terrapieno che forma l'argine del canale Bisatto.

La pietà, ma anche la consapevolezza che la conseguenza di questa azione atroce fu dettata dal solo odio accecato da parte di chi, si può dire, all'ultima ora, voleva esplodere tutta una rabbia repressa per una guerra lunga e logorante, contro l'occupante, bandì, forse, la sconsiderata follia da entrambe le parti, al punto da fare erigere a memoria di queste due vittime questa lapide che li ricorda.

Morire per la deficienza umana

Chi è online

 291 visitatori online