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Festa della mamma - 9 maggio 2021

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Maria Bergamas, la rappresentante di tutte le Madri italiane che persero un figlio durante la Grande Guerra e il Milite Ignoto all'Altare della Patria

Udine, 10 maggio 2021. - di Bruna Zuccolin

Nel giorno della Festa della Mamma, raccontiamo la storia di una donna e madre che rappresentò tutte le madri italiane che persero il proprio figlio durante la Grande Guerra.

Maria Maddalena Bergamas (Gradisca d'Isonzo, 23 gennaio 1867 – Trieste, 22 dicembre 1953) nacque a Grandisca d'Isonzo, nell'allora Impero d'Austria Ungheria, una cittadina a pochi chilometri da Gorizia e dai campi di battaglia del Monte San Michele e Sei Busi.

Il figlio dapprima arruolato nell' Imperial Regio Esercito austroungarico, nel 1916 disertò, cambiando nome e arruolandosi nel Regio Esercito italiano. Lo stesso anno nel 1916 Antonio Bergamas (1891-1916) figlio di Maria, alla sola età di 25 anni morì sotto i colpi nemici nei pressi del Monte Cimone, sull'Altopiano di Asiago.

A fine guerra il Colonnello Dohuet allora in Italia propose, nell'agosto del 1920, la sepoltura di un milite non identificato al Pantheon, come simbolo di rappresentanza dei caduti durante la guerra. La proposta, presentata al governo dal Ministro De Vecchi venne accettata l'anno seguente, stranamente ci furono 35 voti contrari, ma al posto del Pantheon, per la sepoltura venne scelto l'Altare della Patria.

Venne nominata una commissione di 6 militari, tutti insigniti di medaglia d'oro, per il recupero di 11 salme ignote fra le quali scegliere quella da seppellire a Roma, erano rappresentati tutti i gradi: un generale, un colonnello, un tenente, un sergente, un caporalmaggiore e un soldato semplice. Nell'ottobre del 1921 vennero scelte le salme, provenienti da cimiteri di guerra o dai luoghi di battaglia dove una croce indicava una sepoltura, dalle zone dove i combattimenti erano stati più cruenti. I criteri prevedevano che i resti non dovessero in alcun modo essere riconoscibili per grado o arma, ma dovevano essere inequivocabilmente italiani e riconoscibili solo per i resti della divisa o degli scarponi, ma non dovevano portare mostrine o altro che potesse distinguerli in alcun modo.

Le bare, tutte identiche e non distinguibili, furono portate prima a Udine e poi nella Basilica di Aquileia. Qui vennero disposte, coperte dal tricolore, e poco prima della scelta vennero ulteriormente mischiate fra loro per impedirne il riconoscimento della zona di provenienza da parte di chi le aveva trasportate.

Sarà il Governo italiano a nominare Maria Bergamas come rappresentate di tutte le madri che persero i loro figli in guerra. Il 28 ottobre 1921 Maria passò davanti alle bare, aveva in mano dei fiori che doveva depositare su quella scelta, ma davanti alla decima si accasciò, sopraffatta dal dolore e dall'emozione, e ci appoggiò sopra il velo.

I 10 restanti vennero sepolti nel cimitero di Aquileia dove, alla sua morte, fu sepolta anche Maria Bergamas. La bara, posta su un affusto di cannone, fu caricata su un carro ferroviario aperto, dove la gente potesse vederla durate il percorso, accompagnata da 16 vagoni con reduci decorati con medaglia d'oro, come scorta d'onore. Il viaggio durò dal 29 ottobre al 2 novembre, sulla linea Aquileia-Roma, toccando molte città a velocità ridottissima perché la gente potesse rendergli onore e ali di folla la seguirono per tutto il percorso, in silenzio assoluto, come prescritto, e con il solo suono delle campane a morto delle chiese vicine.

Arrivata a Roma fu portata nella chiesa di S. Maria degli Angeli e Martiri ed esposta al pubblico anche per tutta la notte con la Guardia d'Onore.

Le esequie solenni furono tenute dal Vescovo di Trieste, che l'aveva accompagnata nel viaggio da Aquileia, e la bara benedetta con le acque del Timavo, che scorreva lungo il fronte, al confine con la Slovenia. Il 4 novembre fu portata su un affusto di cannone trainato da cavalli lungo le vie di Roma fino all'Altare della Patria, e al solo rullo di tamburi, come nei funerali reali, fu inserita nel sacello con appoggiati sopra la Medaglia d'Oro al Valor Militare e un elmetto. Sarà in seguito Gabriele D'Annunzio a dare il nome di "Milite Ignoto" alla salma del soldato senza nome che avrebbe ricordato nel tempo i sacrifici e gli eroismi della Grande Guerra.

Nel 1935 venne creata la cripta, il pavimento è di marmo del Carso, l'altare intagliato in un blocco di pietra del Grappa e le parti in pietra vengono dai vari teatri di guerra, e qui è è visibile il lato opposto del sacello esterno.

Maria Maddalena Bergamas morì a Trieste il 22 dicembre 1953 e l'anno successivo, il 3 novembre 1954, la salma venne riesumata e sepolta nel cimitero di guerra di Aquileia retrostante la basilica, vicino ai corpi degli altri 10 militi ignoti.

* Presidente dell' ASSOCIAZIONE NAZIONALE VENEZIA GIULIA E DALMAZIA
Comitato Provinciale di Udine
cell. +39 3489043655
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