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I fucilati della Grande Guerra verranno riabilitati

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Monselice, 20 maggio 2021. - di Adalberto de' Bartolomeis

"Avanti e morire, avanti e morire. Al fischietto del signor tenente in bocca uscivi dalla trincea: arrivava l'ordine ed al grido di "Savoia", per darci forza, un boato di urla, andavi all'attacco, non vedevi nemmeno il nemico e morivi, ma morivi pure se non uscivi dalla trincea, dalla buca e restavi fermo, paralizzato dalla paura, oppure retrocedevi o tentavi di scappare da un'inutile carneficina. Volevi solo sfuggire alla morte, ma ti pigliavano i Carabinieri Reali o comunque chi aveva la tua stessa giubba e morivi lo stesso".

Apprendo da un'autorevole Rivista, la cui fondazione risale al 31 luglio 1948, modificata nel gennaio del 1958 e si chiama "Tradizione Militare", che funge da notiziario interno ad una storica associazione nazionale di ufficiali, oggi, delle quattro forze armate, provenienti dal servizio attivo perché sono in congedo, che la Commissione Difesa del Senato della Repubblica italiana ha approvato la Risoluzione n. 612 del documento XXIV, n. 31 per riabilitare oltre 750 militari fucilati nella prima guerra mondiale.

Tale risoluzione intende promuovere un'iniziativa epocale, di rimozione e di riparazione agli eccessi di rigore che regolavano l'ordine e la disciplina durante il primo conflitto in Italia. Le drammatiche vicende che si concludevano mediante tragici episodi di molti militari che furono condannati alla pena capitale, sottoposti a processi dai tribunali di guerra o passati per le armi, immediatamente, sul posto, perché considerati disobbedienti, disertori e vigliacchi, con questo intervento politico il significato è mirato ad una riabilitazione, dopo oltre un secolo.

I fucilati della prima guerra mondiale troveranno una collocazione morale postuma, riconosciuta come sacrificio estremo sacro alla Memoria e non più un ferale giudizio storico del disonore. Sono ampiamente note le Corti marziali che si sprecarono su precisi ordini impartiti, in particolare, da specifiche circolari dello Stato Maggiore del Regio Esercito, nei confronti di militari che si sarebbero macchiati di reati contro la disciplina, anche in assenza di un comprovato ed oggettivo accertamento di responsabilità.

Lo stesso generale Luigi Cadorna, con circolare riservata, n. 2910 del 1 novembre 1916, rimarcava la "giustezza" della decimazione, come mezzo punitivo collettivo e così scriveva a riguardo: "ricordo che non vi è altro mezzo idoneo a reprimere reato che quello della immediata fucilazione dei maggiori responsabili, allorché l'accertamento dei responsabili non è possibile.

Rimane, pertanto, il diritto ed il dovere ai comandanti di estrarre a sorte tra gli indiziati alcuni militari e punirli con la pena di morte". Il codice penale militare di guerra era quello del 1859 che venne modificato parzialmente nel 1870, ma non contemplava le decimazioni, solo fucilazioni, per cui il Generalissimo si pose in contrasto con lo stesso codice. Tuttavia parecchie furono le condanne a morte, ponendo l'esercito italiano tra i primi in Europa per la durezza dei provvedimenti disciplinari e per le esecuzioni capitali mediante fucilazione.

La Commissione Difesa vuole restituire con questo provvedimento a tanti Caduti un'azione di rimozione storica che, di fatto, la storia non potrà mai cancellare ciò che purtroppo avvenne, ma quantomeno ( lo sta già facendo sulla base di ricerca e dei numerosi scritti da parte di intellettuali e storici) onorare la memoria di tanti soldati uccisi per recrudescenza di rigori e perciò riconsiderarli come vittime di guerra.

La volontà di questa Commissione è tesa a far sì che il Ministero della Difesa possa affiggere nel Complesso del Vittoriano a Roma, nell'approssimarsi del centesimo anniversario della traslazione del Milite Ignoto, presso l'Altare della Patria, un'iscrizione in memoria dei militari italiani fucilati e provvedere che tale iscrizione venga svelata nel corso di una cerimonia pubblica da tenersi, prevedibilmente, nella ricorrenza della Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate, il 4 novembre di quest'anno.

Tale evento dovrà portarsi a compimento, infine, con la pubblicazione di tutti i nomi e le circostanze di come vennero fucilati a morte avvenuta, dopo gli ulteriori approfondimenti storici, dandone comunicazione ai Comuni di nascita, per l'eventuale pubblicazione nell'albo comunale.

I fucilati della Grande Guerra verranno riabilitati

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