L'insurrezione antifascista

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L'insurrezione partigiana di Milano non c'è mai stata. Né il 25 aprile del 1945, né il 26, e nemmeno il 27, o il 28, o il 29. Semplicemente non fu

Trento, 7 novembre 2021. – di Ernesto Scura

I più importanti nuclei tedeschi erano già in ritirata e i residui delle forze fasciste avevano, saggiamente, ritenuto opportuno, per non finire in mani partigiane, di asserragliarsi in alcune caserme. Il Maresciallo Rodolfo Graziani, ministro della Difesa e comandante delle Divisioni della RSI, come pure Valerio Borghese, noto comandante della X MAS, onde evitare le note e feroci rappresaglie partigiane, si consegnarono, con i crismi di una "Resa Militare" alle Forze Armate Americane.

I partigiani, scesi dalla montagna, non ebbero occasione di "coprirsi di gloria" a Milano. E allora ? Allora ci pensò lo staff dell'agenzia fotografica PUBLIFOTO a rimediare. La PUBLIFOTO era stata fondata nel 1937, da VINCENZO CARRESE, Mario Farabola e FEDELE TOSCANI padre dell'attuale fotografo OLIVIERO.

I fotografi, con CARRESE in testa, si sguinzagliarono per il centro di Milano, distribuendo a pacifici passanti armi e ...istruzioni per "mimare" azioni di una INSURREZIONE IMMAGINARIA.

E l'inesperienza dei "registi e dei "figuranti" creò le esilaranti immagini di civili armati ed appollaiati. in atteggiamento marziale, contro un nemico... inesistente. Il colmo?
In quelle foto, accanto a quei gruppi di "combattenti", che mirano senza proteggersi c'è, a poca distanza, gente che fuma e conversa tranquillamente.
I fotografi non si preoccuparono, nemmeno dopo, di restringere il campo di quelle foto che furono vendute e pubblicate da "l'Avanti" e "L'Unità". E Vincenzo CARRESE, sui tetti, punta il fucile contro .....il fotografo, mentre i "compagni", appollaiati, mirano nella direzione opposta a cui CARRESE volta le spalle senza copertura. Cioè nemmeno loro sanno da che parte si trova il nemico. Di una di quelle foto, quella che esponiamo in testata, la "Storia della Resistenza" si gloria, con orgoglio, per esaltare la partecipazione delle studentesse di Brera alla "Rivolta", omettendo, però, di narrarne i tragici risvolti.

Vi figurano tre ragazze, armate di fucile. La prima a sinistra, già dal modo storto in cui imbraccia il fucile, rivela di non aver alcuna dimestichezza con le armi (vedi la foto pubblicata)

Se osservate bene il suo fucile ha la canna con il mirino girato in orizzontale, cioè portato come se fosse un innocuo manico di scopa. Le due a destra sono sorelle, polacche. La stampa a servizio dell'Epopea Partigiana, nelle esaltanti didascalie esplicative, spaccia quelle due ragazze come volontarie venute dalla Polonia per dare un contributo alla nostra Libertà. E dire che c'è n'era tanto più bisogno, in Polonia, di lotta per la Libertà.

Le poverette, non solo non avevano mai, prima di allora, maneggiato un'arma, ma non avevano alcuna voglia di finta insurrezione. Avevano solo accettato, per cortesia, l'invito a "posare" con le armi che quel
fotografo, irresponsabilmente, andava distribuendo, senza nemmeno accertarsi che fossero scariche.

Finì che ANIUSKA, la ragazza al centro nella foto, restò fulminata da un colpo sparato, inavvertitamente, dalla sorella che, ne siamo certi, non sapeva nemmeno che, premendo il grilletto, un fucile spara un colpo.
E la due sorelle, furono le due sole protagoniste di quella finta insurrezione, una nel ruolo di vittima e l'altra nel ruolo di "carnefice". L'ignobile epilogo di quella tragedia è rigorosamente taciuto dai custodi della "Storia della Liberazione".

Ed è già tanto se l'ANPI utilizza la foto di quella vergognosa messinscena, senza attribuire la responsabilità di quella tragica morte a reparti nazifascisti.

Tanto tutto fa brodo.

Questa tragedia non ve l'ha mai raccontata nessuno. Fa troppo male a...sinistra.

Il fotografo "assassino" si chiamava TINO PETRELLI e quella foto contribuì ad impinguare il suo cachet nella vendita delle foto. Sulle modalità e sulle cause di quella tragica morte, nemmeno una parola. Resta solo l'mmagine edificante di tre belle ragazze che "combatterono" ... per la Libertà.

Tutto ciò che racconto è riscontrabile cliccando in internet: "Insurrezione partigiana a Milano", oppure "Milano in guerra il finto scoop di Pubblifoto", oppure "Aniuska a Brera", "Le donne della Resistenza a Milano", oppure....fate Voi!

 

L'insurrezione antifascista