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Spazio Libro: 'Il linguaggio segreto dei fiori'

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Vanessa DiffenbaughTrento, 18 maggio 2012. - di Tobias Fior

Inauguro questa mia rubrica, dove ogni venerdì recensirò un libro che mi ha colpito particolarmente, con il caso letterario del 2011 ovvero "Il linguaggio segreto dei fiori" dell'americana Vanessa Diffenbaugh. (Garzanti, 2011, pagg. 359, € 18,60). Non ho mai fatto particolarmente attenzione ai libri che vengono osannati pubblicamente con titoli altisonanti quali "il caso letterario dell'anno" oppure "un libro che vi terrà incollati fino all'ultima pagina". Alle volte ho avuto modo di leggerli ma dopo mesi o anni dal loro successone, come mi è capitato per la trilogia "Millennium" di Stieg Larsson. Eppure alle volte può capitare che sia il libro a chiamarti a sé e non tu a scegliere lui, questo è quello che mi è accaduto con "Il linguaggio segreto dei fiori".

Victoria Jones è una ragazza orfana di 18 anni, che ha trascorso l'infanzia saltando da una famiglia adottiva all'altra senza mai trovare chi la potesse adottare. Ma durante questi passaggi da una casa all'altra, all'età di nove anni viene data in affido a una tale Elizabeth, una donna che fin da subito le dona un amore incondizionato e senza pari. Seppure Victoria sia una bambina difficile, che odia sia il contatto fisico, sia il mondo intero, Elizabeth riesce a far breccia nel suo cuore insegnandole il linguaggio segreto dei fiori, quel linguaggio che trova inizio in Inghilterra nel periodo vittoriano. E grazie a questo magico strumento la giovane Victoria si ritrova da sola e spersa nel mondo, senza una casa o un letto in cui dormire. Ma piano piano comincia a capire che i fiori sono la sua vita e trova lavora come fioraia, un lavoro che la impegna tutto il giorno, ma che la soddisfa e le fa trovare un'amica su cui contare. Grazie al magico linguaggio dei fiori le composizioni di Victoria diventano famose in tutta la città, perché non sono semplici composizioni, infatti hanno il dono di curare il cuore delle persone e i loro animi.

Però Victoria non può dimenticare il passato, perché il passato sembra sgorgare da ogni parte della sua vita e più passano i giorni più si rende conto che non ha mai davvero chiuso i conti con quello che era accaduto e non aveva mai tenuto in considerazione se stessa. Fino a quel momento si era sempre fatta rappresentare da un cardo campestre, simbolo della sua misantropia, ma a mano a mano che il tempo passa si ritrova a pensare che quel fiore non l'ha mai rappresentata, quel fiore non le ha mai guarito il cuore. E quando si ritrova a dover affrontare un ragazzo che rispunta dal suo passato travagliato riesce a capire che deve espiare una grave colpa e deve affrontarla con coraggio e non con la sua propensione a scappare davanti a tutto e a tutti.

Io ho il vizio di non comprare i libri, ma di prenderli in prestito dalla biblioteca per non rischiare di trovarmi tra le mani un volume scadente. Era un freddo pomeriggio di dicembre e avevo deciso di fare una "passeggiatina" tra gli scaffali della biblioteca. Guardavo i libri con aria annoiata, senza interesse alcuno, tante volte li avevo visti, che avrei potuto snocciolare le loro posizioni ad occhi chiusi. Poi l'occhio mi capitò su un libro in bella vista "Il linguaggio segreto dei fiori", i miei occhi si scontrarono con quelli della ragazza in copertina, presi in mano il volume e lessi: "Non mi fido come la lavanda. Mi difendo come il rododendro. Sono sola, come la rosa bianca, e ho paura. E quando ho paura, la mia voce sono i fiori". Tanto rimasi incantato da quelle brevi frasi che non volli nemmeno aprire il libro e leggere la prima pagina. Lo presi subito in prestito e Dio solo sa quanto mi fece piangere quel libro. Ogni cinquanta-cento pagine il mio volto veniva bagnato di lacrime pure, ad ogni pagina ritrovavo un ricordo che sembrava sepolto per sempre, ad ogni frase sfogliavo attimi vissuti come si fa con una margherita e ogni volta che la pagina veniva girata sprofondavo sempre di più nella mia infanzia e ritrovavo me stesso.

In molti hanno fatto a pezzi questo libro recensendolo con parole quali "mieloso" e "poco credibile", ma non hanno capito la magia di questo libro. Una magia che non finisce nemmeno all'ultima pagina, ma che continua ad andare avanti dentro di te in maniera inconcepibile, che scava fonda nel tuo animo e nel tuo cuore e ti fa rivivere momenti perduti.

"Il linguaggio segreto dei fiori" è un libro che parla di adozione, amore materno, emozioni, amore e passione, ma nemmeno queste parole possono bastare per trasmettere la magia di questo romanzo.

Tobias Fior  * 


*  È poeta, scrittore, giornalista e studioso di Gabriele d'Annunzio. Dopo gli studi classici pubblica il primo romanzo Notte (Campanotto Editore, 2008) e comincia una breve collaborazione con il settimanale “Vita Cattolica”. I suoi saggi su d'Annunzio vengono prima pubblicati sul sito www.gabrieledannunzio.it del quale è capo-redattore e successivamente sulla prestigiosa “Rassegna Dannunziana” di Pescara.

È Coordinatore Regionale del Friuli Venezia Giulia per Alleanza Italiana.


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