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Cultura e Spettacolo

Estate 1943: Il gioco degli inganni

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Pietro Badoglio1Monselice, 7 maggio 2020. - di Adalberto de' Bartolomeis

La strana alleanza dopo gli eventi penosi di come l'Italia arrivò all'armistizio l'8 settembre 1943 può essere sintetizzata nelle parole che il generale americano Ike Eisenhower intimò al Maresciallo Pietro Badoglio "vuole annunciare alla radio questo armistizio, si o no?" per poi minacciarlo perché non si decideva a dichiarare guerra contro i tedeschi: "generale lei così rischia di avere due nemici, il tedesco che ha preso atto di un tradimento e gli alleati che non potranno mai sentirsi tali se lei non si decide a dichiarare guerra contro le forze armate germaniche".

I libri sui Cosacchi nascono ormai come i funghi

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Pier Arrigo CarnierPorcia di Pordenone, 6 maggio 2020. – di Pier Arrigo Carnier

Ho rilevato di recente, sulla stampa regionale del Friuli Venezia Giulia, un' assiduità di scritti, taluno di carattere recensivo su riedizione di volume, lettere al direttore etc., incentrati sulla vicenda cosacca.

"STANITSA TERSKAJA": L' illusione cosacca di una terra. Verzegnis ottobre 1944-maggio 1945

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STANITSAPorcia di Pordenone, 2 maggio 2020. – di Pier Arrigo Carnier

In coincidenza alla ricorrenza del 25 aprile, anniversario della Liberazione, è uscita la riedizione del libro dal titolo STANITSA TERSKAJA. L' illusione cosacca di una terra. Verzegnis, ottobre 1944-maggio 1945, autrice Patrizia Deotto.

Quarantotti Gambini, patriota istriano ma "italiano sbagliato"

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Pier Antonio Quarantotti GambiniTrento, 24 aprile 2020. - di Renzo Codarin*

Il 22 aprile di quest'anno si celebra il 55° anniversario della morte di Pier Antonio Quarantotti Gambini, narratore e giornalista figlio dell'Istria. Quarantotti Gambini venne a mancare prematuramente nel 1965 ad appena 55 anni, a causa di un infarto provocato da un'accesa discussione in un salotto di quella Venezia che lo vedeva ospite dopo l'esodo, in una sorta di volontario esilio che lo portò a dedicarsi quasi esclusivamente alla scrittura.

Festa di liberazione 25 aprile 1945: una data da dimenticare

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21aprile1945 Bologna

Monselice, 17 aprile 2020. - di Adalberto de' Bartolomeis*

Che ricorrenza è mai la solita festa del 25 aprile che ormai pochi ricordano e quei pochi non faranno altro che rimestare sulle colpe e farne occasione di rivalsa politica e di ulteriore divisione? Ma proprio in questo momento, così drammatico, c'è ancora qualcuno che ha il bisogno di rievocarla questa data?

Gian Rinaldo Carli, patriota ante litteram e illuminista istriano

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Gian Rinaldo CarliTrento, 11 aprile 2020. – di Renzo Codarin*

Per lungo tempo l'articolo "Della patria degli Italiani" comparso anonimo sulle colonne del numero 2 del giornale illuminista "Il Caffè" è stato attribuito a Pietro Verri.

Nemici su due sponde

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gen.Nicola BellomoMonselice, 2 aprile 2020. - di Adalberto de' Bartolomeis

La strana alleanza dopo gli eventi penosi di come l'Italia arrivò all'armistizio l'8 settembre 1943 può essere sintetizzata nelle parole che il generale americano Ike Eisenhower intimò al Maresciallo Pietro Badoglio "vuole annunciare alla radio questo armistizio, si o no?" per poi minacciarlo perché non si decideva a dichiarare guerra contro i tedeschi: "generale lei così rischia di avere due nemici, il tedesco che ha preso atto di un tradimento e gli alleati che non potranno mai sentirsi tali se lei non si decide a dichiarare guerra contro le forze armate germaniche".

Le sirene delle ambulanze come la volante rossa

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volante rossaMonselice, 30 marzo 2020. - di Adalberto de' Bartolomeis

Il paragone è forte, ma per un sinistro e lugubre presentimento, nel silenzio di un'Italia che si è fermata, a causa di questo maledetto Coronavirus che ci obbliga tutti a stare in casa, sia per la paura di trovarselo fuori dalla porta, ma per un rigoroso rispetto delle regole che ci sono state imposte, proprio per cercare di limitare il più possibile i contagi, solo il suono delle sirene si riconoscono che corrono e sono le ambulanze.

23 marzo 1919-23 marzo 2020

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Fasci di combattimentoTrento, 23 marzo 2020.Redazione

Sono passati 101 anni da quel 23 marzo 1919, dove in piazza San Sepolcro a Milano, circa 200 "sansepolcristi" fondarono i Fasci di Combattimento, il cui manifesto politico redatto da Benito Mussolini, venne ufficialmente pubblicato il 6 giugno 1919 dal Popolo d'Italia

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