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Cultura e Spettacolo

Il covo delle vipere

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Merano Via dei portici 1938Monselice, 29 maggio 2020. - di Adalberto de' Bartolomeis

La seconda guerra mondiale era finita in Europa, esattamente, alle ore 23.01 dell'8 maggio 1945. L' Alto Adige, però, divenne la piccola "Heimat", Patria dei tedeschi altoatesini che, continuando a credere in un risorgente nazismo, accolsero "molte celebri" personalità del Terzo Reich, in fuga dalla Germania.

Il collaborazionismo tirolese dal 1943 al 1945

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Targa Merano 15 settembre 1947Monselice, 27 maggio 2020. - di Adalberto de' Bartolomeis

Gerald Steinacher, storico austriaco e Paolo Valente, giornalista e storico meranese, spiegano molto bene nei loro scritti cosa fu l'odio di una parte dei sud tirolesi, di lingua tedesca, nei confronti degli italiani che ancora prima dell'avvento del regime fascista andarono a vivere in Trentino Alto Adige.

Pedascala: guerra o assassinio?

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PedelascaMonselice, 17 maggio 2020. - di Adalberto de' Bartolomeis

Spararono sui tedeschi in ritirata. Era il 30 aprile 1945 e, nell'alta Valdastico, tre frazioni, Pedescala, Forni e Settecà, appartenenti all'altopiano dei Sette Comuni, in una valle molto stretta, ancora oggi, chi custodisce testimonianze, forse, degli ultimi morti in guerra, in Italia sono i più vecchi, i più anziani che vivono lì in questi tre paesini di montagna che ho nominato e che ricordando due giorni di inferno, vero e proprio e lo raccontano ancora.

Gli I.M.I. schiavi di Hitler

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internati-militari-italianiMonselice, 15 maggio 2020. - di Adalberto de' Bartolomeis

C'è una pagina importante della nostra storia, poco conosciuta per vari motivi: principali sono di ordine politico, che riguarda la schiavitù nei Lager nazisti dopo l'8 Settembre 1943 di 716.000 militari italiani. Tutti gli italiani furono travolti da un Armistizio strano, quello di Cassibile, il 3 settembre 1943 che nessuno conosceva, ma che soltanto cinque giorni dopo, l'8 settembre si rese pubblico, mediante il famoso annuncio per radio dato su sollecitazione del generale Dwight Eisenhower al Maresciallo Pietro Badoglio che lo comunicò alle 19.42.

Estate 1943: Il gioco degli inganni

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Pietro Badoglio1Monselice, 7 maggio 2020. - di Adalberto de' Bartolomeis

La strana alleanza dopo gli eventi penosi di come l'Italia arrivò all'armistizio l'8 settembre 1943 può essere sintetizzata nelle parole che il generale americano Ike Eisenhower intimò al Maresciallo Pietro Badoglio "vuole annunciare alla radio questo armistizio, si o no?" per poi minacciarlo perché non si decideva a dichiarare guerra contro i tedeschi: "generale lei così rischia di avere due nemici, il tedesco che ha preso atto di un tradimento e gli alleati che non potranno mai sentirsi tali se lei non si decide a dichiarare guerra contro le forze armate germaniche".

I libri sui Cosacchi nascono ormai come i funghi

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Pier Arrigo CarnierPorcia di Pordenone, 6 maggio 2020. – di Pier Arrigo Carnier

Ho rilevato di recente, sulla stampa regionale del Friuli Venezia Giulia, un' assiduità di scritti, taluno di carattere recensivo su riedizione di volume, lettere al direttore etc., incentrati sulla vicenda cosacca.

"STANITSA TERSKAJA": L' illusione cosacca di una terra. Verzegnis ottobre 1944-maggio 1945

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STANITSAPorcia di Pordenone, 2 maggio 2020. – di Pier Arrigo Carnier

In coincidenza alla ricorrenza del 25 aprile, anniversario della Liberazione, è uscita la riedizione del libro dal titolo STANITSA TERSKAJA. L' illusione cosacca di una terra. Verzegnis, ottobre 1944-maggio 1945, autrice Patrizia Deotto.

Quarantotti Gambini, patriota istriano ma "italiano sbagliato"

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Pier Antonio Quarantotti GambiniTrento, 24 aprile 2020. - di Renzo Codarin*

Il 22 aprile di quest'anno si celebra il 55° anniversario della morte di Pier Antonio Quarantotti Gambini, narratore e giornalista figlio dell'Istria. Quarantotti Gambini venne a mancare prematuramente nel 1965 ad appena 55 anni, a causa di un infarto provocato da un'accesa discussione in un salotto di quella Venezia che lo vedeva ospite dopo l'esodo, in una sorta di volontario esilio che lo portò a dedicarsi quasi esclusivamente alla scrittura.

Festa di liberazione 25 aprile 1945: una data da dimenticare

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21aprile1945 Bologna

Monselice, 17 aprile 2020. - di Adalberto de' Bartolomeis*

Che ricorrenza è mai la solita festa del 25 aprile che ormai pochi ricordano e quei pochi non faranno altro che rimestare sulle colpe e farne occasione di rivalsa politica e di ulteriore divisione? Ma proprio in questo momento, così drammatico, c'è ancora qualcuno che ha il bisogno di rievocarla questa data?

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