Una statua che non potremo mai abbattere

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Trento, 3 settembre 2020. - di Luigi Cozzolino

Negli ultimi tempi una strana febbre si è impossessata dell'umanità, la quale pensando di sistemare i conti con la storia ha pensato di eliminare, dai luoghi pubblici, statue erette in omaggio ad importanti e famosi personaggi della nostra millenaria emancipazione.

Si è capito che tante statue costruite, in onore di illustri personaggi, anni fa, non erano degne di rappresentare quello per cui erano state innalzate. Pertanto, alcune statue sono state abbattute mentre altre si sono, momentaneamente, salvate dallo strano ripensamento degli umani.

Chi non ricorda l'abbattimento della statua di Saddam Hussein ripresa e inviata in tutto il mondo dai network americani, chi non ricorda l'abbattimento della stata dei Buddha da parte dei Talebani con grave danno al patrimonio dell'umanità, ultimamente altre statue sono state abbattute, anche la statua di Cristoforo Colombo negli USA è toccata la stessa sorte.

Non vogliamo discutere sull'opportunità o meno di distruggere tali statue, e di mantenerne al loro posto le altre, ai posteri l'ardua sentenza.

Una statua pero' non potrà mai essere messa in discussione e' la statua di GIORDANO BRUNO, sommo filosofo, scienziato, scrittore, monaco domenicano, nonché sostenitore della assoluta libertà del pensiero umano anche a costo di sacrificare la propria vita.

Ma chi era GIORDANO BRUNO, BRUNO nasce a Nola, attuale paese della Campania situato a Nord -Est del Vesuvio e a pochi chilometri dallo stesso.

A Nola mori Augusto nel 14 d.C., la città fu distrutta dai Vandali di Genserico nel 455 e non riacquistò più la sua importanza, mentre va ricordata, per l'apporto Risorgimentale, la rivoluzione napoletana del luglio 1820, per la decisa azione di un nolano, l'abate Minichini e la cooperazione del Morelli e del Silvati, Tenenti del Reggimento Cavalleria "Borbone", di stanza a Nola

A Nola nel 1548 nasce Giordano BRUNO, a 17 anni entra nel convento di San Domenico a Napoli ove diventerà frate domenicano, ma a 38 anni è costretto a rinunciare all'abito monacale perché considerato eretico e perché, forse, incolpato di avere accoltellato un confratello.

Bruno non aveva avuto una vita facile per il suo carattere indomito e per la sua totale avversione verso la chiesa cattolica.

Girerà l'Europa raccogliendo scomuniche e condanne, da Calvinisti, Luterani, Anglicani poi infine il tragico cerchio della sua travagliata esistenza si chiude, definitivamente, a VENEZIA ove la conoscenza del patrizio Giovanni Mocenigo risulterà fatale, in quanto il Mocenigo, desideroso di apprendere da Bruno l'arte della memoria ne resterà deluso degli insegnamenti dello stesso e insospettito dall'arroganza del Bruno, denuncerà il monaco per eresia al Sant' Uffizio

L' incontro tra due personaggi dell'epoca, il nobile veneziano Mocenigo ed l'acuto principe della chiesa Card. Bellarmino (che processerà anche Galileo Galilei) segnerà la fine della vita terrena di Bruno.

Bruno era un intellettuale a tutto tondo, filosofo rinascimentale, eclettico, naturalista, arguto, scrittore di opere teatrali, ironico, aveva una memoria che superava di gran lunga quella di Pico della Mirandola.

Tra le sue opere ricordiamo Il "Candelaio" una commedia a carattere licenzioso, e un trattato di mnemotecnica " Le ombre delle idee", "Gli eroici furori" grande opera filosofica.

Ma Bruno e' stato sopratutto un profeta in quanto quattro secoli fa aveva la certezza dell'esistenza di altri mondi simili alla Terra, tra l'altro Bruno confermava l'esistenza della vita come noi la conosciamo su questi altri mondi, ciò molti anni prima di Galileo, il quale puntando il cannocchiale verso il cielo confermo' le intuizioni di Bruno.

Aderì in pieno alle idee Copernicane sulla centralità del Sole rispetto alla Terra ma supero' lo stesso Copernico nella visione dell'Universo costituito da infiniti Soli e infinite Terre.

Quindi Bruno supera la concezione Aristotelica della divisione dell'Universo in mondo sublunare imperfetto e corruttibile e mondo sovra lunare perfetto ed eterno.

L'Universo e' perfetto unitario ed omogeneo in ogni sua parte, incredibili affermazioni confermate dalla ricerca attuale che vede la materia dell'Universo costituita da atomi fatti, esclusivamente, di elettroni, protoni e neutroni e quindi assoluta uniformità della materia dalla Terra alle più sperdute e irragiungibili distanze galattiche di altri corpi celesti che si posizionano dalla Terra in distanze di miliardi di anni luce.

Anche a queste inconcepibili distanze troveremo che la materia è fatta di atomi costituite sempre dalle stesse semplici particelle, elettroni, protoni e neutroni.

Nel periodo in cui Bruno evidenziava a tutta l'Europa le sue rivoluzionarie idee, la Chiesa cattolica stava attraversando un difficile periodo, prima con la Riforma di Lutero, poi con le scoperte di Copernico si stavano mettendo in discussione le basi della religione cristiana-cattolica-romana.

Ma Bruno andò molto avanti nello scontro con la Chiesa affermando proposizioni che scandalizzeranno l'intera comunità' ecclesiastica.

Il processo a Giordano Bruno, sostenuto dall'inquisitore Bellarmino, prese le mosse, come accennato in precedenza, da due denunce del Mocenigo, e dall'assunzione di diverse altre testimonianze, ma soprattutto dalle svariate pubblicazioni, ad opera del frate domenicano, Bruno scrisse circa quaranta opere in un ventennio.

Giordano Bruno affermava la sua completa avversione alla fede cristiana, negava la Santissima Trinità, negava la divinità di Gesù Cristo, negava la sacralità dell' eucarestia, negava la verginità' di Maria, negava la sacralità' della Santa Messa, affermava l'infinita' dei Mondi.

Come si vede affermazioni che non eviteranno il patibolo al Bruno, il quale se pur in un primo momento era disposto ad abiurare riconfermò, poi, a suo discapito queste gravissime accuse.

Il monumento a Giordano Bruno ebbe una lunga e travagliato iter durato parecchi anni, il 9 giugno 1889 – si inaugurava a Roma, in Campo de' Fiori, il monumento a Giordano Bruno, proprio nel luogo in cui il filosofo era stato bruciato vivo il 17 febbraio 1600. L'iniziativa di erigere una statua in onore di Bruno partì da un gruppo di studenti romani dell'Università 'La Sapienza', i quali, il 12 marzo 1876 costituirono un Comitato, che pubblicò un Manifesto alla Gioventù dei due Mondi, con l'appello per una Sottoscrizione Universitaria Internazionale per realizzare il monumento, e organizzò conferenze per far conoscere il pensiero e le opere del filosofo nolano e sostenere la raccolta dei fondi.

Il monumento costruito con bronzo e granito di Baveno, porta per ogni lato del basamento quattro coppie di medaglioni di altrettanti intellettuali riformatori perseguitati dall‟intolleranza religiosa: Paolo Sarpi e Tommaso Campanella, Pierre de la Ramée e Giulio Cesare Vanini, Antonio Paleario e Michele Serveto, John Wycliffe e Jan Hus. I materiali impiegati per la statua furono il bronzo e il granito di Baveno.

Dovrebbero essere otto personaggi omaggiati nei medaglioni ma nel medaglione del Vanini ce ne sono due e quindi anche Martin Lutero e' rappresentato in questi medaglioni a indicare al mondo che la libertà di pensiero non conosce confini ne coercizioni di alcun potere costituito sia esso laico che religioso.

Una statua che non potremo mai abbattere