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Nacque anche così la Repubblica Italiana?

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Monselice, 5 giugno 2021. - di Adalberto de' Bartolomeis

È però vero che, comunque siano andate quelle votazioni di un referendum voluto monco per fare l'impossibile affinché la Monarchia sparisse il più rapidamente possibile dalla scena politica ed istituzionale, dopo aver regnato per 85 anni un Paese, non si può negare che la Repubblica italiana sia stata proclamata non con poche irregolarità, tra esclusi dal diritto di voto, forzosi illeciti negli scrutini presso i seggi, votanti non calcolati, schede bianche che dovevano essere conteggiate nel "quorum", altre false, già assegnate alla Repubblica ed una montagna ancora chiuse dentro i sacchi e questi mai aperti. Ma ci fu molto altro ancora...

Si stava evidenziando il vezzo atavico della debolezza di quella parte di popolo che non ha mai perso occasione di ingannare, di voler imprimere soprusi, brogli, torti, corrompere e quanto di poco edificante si preannunciava in una nuova epoca: tutto ciò un anno dopo, finita la guerra. Padre e figlio, i sovrani Savoia, con i loro familiari lo avevano capito e nel giro di poco più di un mese, si convinsero che l'esilio sarebbe stato "uscire dalla scena" a testa alta, anche perché la "questione fine di un regno", come ebbero da dire gli Alleati, era solo un affare interno.

Winston Churchill disse: "bizzarro popolo gli italiani. Un giorno 45 milioni di fascisti. Il giorno successivo 45 milioni tra antifascisti e partigiani. Eppure questi italiani non risultano dai censimenti..." Ma aggiunse ancora: "Non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare". Un tantino sibillino fu il primo ministro britannico. Appunto: si cambiò, ma come? Dopo l'avvicendamento di Umberto II con il nuovo inquilino al Quirinale, Enrico De Nicola, primo presidente provvisorio della Repubblica italiana e della Costituente, nonché primo presidente con l'entrata in vigore della Costituzione il 1 gennaio 1948, fino al 12 maggio dello stesso anno, il mutato ordinamento giuridico dello Stato italiano rischiava di avere una seconda guerra civile.

I partiti politici dei nuovi parlamentari eletti da un popolo, "istituzionalmente poco sovrano", di fatto, erano messi sotto scacco dal partito del "Migliore", di quell'Ercole Ercoli, pseudonimo di Palmiro Togliatti, segretario del PCI. Era rientrato da Mosca in Italia nel 1944 con mire ben precise: sperare di porre l'Italia direttamente sotto l'influenza di Josep Stalin, anche a costo di una rivoluzione. Il partito comunista italiano era una delle filiali del PCUS, il Partito comunista dell'Unione Sovietica.

Voleva la lotta di classe e sperava di conquistare il potere. Tra il 1943 e 1948 i comunisti più estremisti e non solo quelli togliattiani ci hanno provato e fu la fortuna di tanti italiani che quel disegno politico non si realizzò per due motivi: la vittoria della DC alle elezioni politiche del 18-19 aprile 1948 e il "colpo finale" con la scampata morte di Togliatti per mano di Antonio Pallante, allora un giovane studente siciliano che il 14 luglio, sempre del 1948 cercò di toglierlo di mezzo con tre colpi di pistola. Anche qui è innegabile che la forte influenza del partito comunista italiano condizionò non poco quei partiti della Resistenza che, fermamente, convinti, volevano la Repubblica. Agirono attraverso i brogli elettorali per poi andare ad ammazzare, un po' di qua, un po' di là, a "comando": tanto in quell'epoca 1 italiano su 3 si teneva un'arma in casa e chi voleva continuare a perpetrare vendette e giustizialismo sommario ci riuscì. Tra il 1946 e 1948 molte di quelle persone si muovevano con troppa faziosità cieca, troppa arroganza, troppa crudeltà nei confronti di chi aveva combattuto accanto a loro per la liberazione dell'Italia. E infine il risultato fu che anche con la Repubblica, la Costituente e la nuova Costituzione ci fu sangue versato, disperazione e delitti. Chi predicò una rivoluzione perché pretendeva di liberare l'umanità dalla schiavitù del capitalismo avrebbe dovuto sapere che il proprio onore personale era un tesoro fragile che andava custodito con cura. Eppure tanti di questi rossi non si sono mai preoccupati di preservarlo. A distanza di 75 anni e qualche anno meno mi è sembrato giusto fare emergere con schiettezza il lato oscuro di come siamo entrati in questa amata Repubblica.

Nacque anche così la Repubblica Italiana?

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