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Spazio Libro: 'Come sasso nella corrente'

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Mauro CoronaTrento, 25 maggio 2012. - di Tobias Fior

Cari Lettori, benvenuti alla seconda puntata di "Spazio Libro". Oggi recensirò l'ultimo romanzo di Mauro Corona, "Come sasso nella corrente" (Mondadori, 2011, pagg. 197, € 18,50). Un lavoro che a mio avviso è assolutamente degno di nota fra tutti i libri scritti da Corona. All'inizio si era abituati a leggere queste raccolte di episodi della sua vita, questi spezzoni di vita che andavano a comporre i volumi, a cominciare da "Il volo della martora" fino ad "Aspro e dolce".

Siamo ritornati bambini nel leggere le favole raccolte in "Storie del bosco antico" e poi siamo sprofondati nelle avventure al limite del leggendario come quelle di Raggio Martinelli in "L'ombra del bastone", oppure come quelle di Neve Corona Menin, che ci hanno portato al limite del pianto e ci hanno fatto riflettere. Mauro poi ci ha fatti rispronfondare nuovamente nelle favole per poi tenerci sulle spine con un volume improntato su un semplice "e su un giorno..." ovvero "La fine del mondo storto" (Premio Bancarella 2011). Eppure adesso con "Come sasso nella corrente" ci si ritrova a dover ascoltare in silenzio le riflessioni della vita di un uomo giunto all'età di sessant'anni.

La dedica ci mette subito un po' a disagio "Agli infelici, quindi a tutta l'umanità", sembra la scritta dell'anticamera dell'inferno e in parte è proprio così. Le quasi duecento pagine che ci accompagnano attraverso un'intera vita, sono intrise di episodi crudi e violenti. Quelle pagine sono definite da Corona «un vero e proprio testamento, un grido di aiuto», ma come lui stesso ammette le persone non se ne accorgono, perché leggono pensando solo a loro stesse. E infatti ha ragione, ho sentito diversi commenti spiacevoli e presuntuosi verso questa sua ultima opera, in molti non sono riusciti a cogliere quel bisogno di confessare, di rivelare tutto, che permea ogni singola pagina. In pochi si sono accorti che le prime pagine sono dense di riflessioni e colme di una certa tristezza. Nei libri precedenti Corona non aveva mai fatto cenno all'episodio in cui la madre «stanca di bastonate e calci e pugni», aveva portato con sé i figli in cima ad una rupe per buttarsi con loro nel torrente sottostante e che subito dopo li aveva lasciati in balia del destino, nelle mani di un padre violento e arrogante, che picchiava i figli e li maltrattava. Ma ricordare fa male, perché le ferite ricomposte si riaprono e bruciano. Brucia ricordare il passato e allora bisogna fare i conti con quello che si è stati.

"Come sasso nella corrente" è un libro che parla di un'infanzia negata, segnata da maltrattamenti e dalla miseria, un'infanzia che veniva scandita dai ritmi della natura, dalle stagioni, dove in inverno si spaccava legna e si cacciava e in estate si falciava e si faceva il fieno. Ma questo è anche un libro che parla di un uomo coraggioso, di un uomo che ha saputo affrontare la vita con forza e rassegnazione. Mauro Corona si mette a nudo in questo libro e si descrive come «un uomo contorto, attorcigliato su se stesso con un legaccio di sorbo montano. Facendo male a chi amava voleva farsi male, uccidere se stesso. Specialista in autolesionismo a scapito di chi amava. Passato lo sfogo, appagato il meccanismo di far male per star male, si svegliava come da un sogno. Capiva la cattiveria del suo agire, correva ai ripari, chiedeva scusa, domandava perodno. Piangeva dentro di sé. Un pianto senza speranza, pentimento autentico ma privo della parola fine.[...] Il fatto stesso di venire al mondo è una trappola a volte mostruosa».

In questo libro Mauro Corona parla di un uomo vanitoso, che nonostante non avesse mai pensato bene riguardo alle autobiografie, scrisse alcuni libri in questo stile e che quando ebbe dalla sua critica e pubblico, aumentò la sua vanità, divenne ancora di più arrogante e presuntuoso. E a questo punto il libro non resta più autobiografia bensì comincia a prendere i tratti di quella che è una storia leggendaria, come eravamo abituati a leggere in "Storia di Neve" oppure ne "L'ombra del bastone". Quell'uomo che è protagonista senza nome nel libro decide che è ora di ritirarsi a vita privata, lontano dal mondo intero e progetta il luogo della sua morte: la Cuna dei Morti.

Un libro che racconta la storia di un uomo che a sessant'anni si è reso conto di dover mettere la verità nero su bianco e di rivelare a tutti la sofferenza e l'inferno che lo hanno travolto negli anni che furono.

"Come sasso nella corrente"  diventa dunque il libro più vero di Mauro Corona.

Tobias Fior

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