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Spazio Libro: 'D'Annunzio e l'Aldilà'

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Gabriele D'AnnunzioTrento, 2 giugno 2012. -  di Tobias Fior

Carissimi Lettori, questo è il terzo appuntamento con la mia rubrica "Spazio Libro", che questa settimana ho spostato a sabato per alcuni impegni ingenti che dovevo svolgere. Questa settimana mi occuperò di un libro a cui ho avuto il piacere di collaborare seppure in minima parte. Il libro si intitola D'Annunzio e l'Aldilà (Ianieri Editore, 2011, pagg. 185, € 16,00), ultimo volume dello storico bresciano e studioso di Gabriele d'Annunzio, Attilio Mazza.

Attilio Mazza ci aveva abituato fin dall'inizio alle sue indagini circa l'interesse di d'Annunzio per l'occulto e l'esoterismo. Libri come "D'Annunzio e l'occulto", "D'Annunzio sciamano", ci avevano proiettato in un lato di Gabriele d'Annunzio quasi del tutto ignorato, ci aveva dato una chiave diversa di interpretazione circa la vita di d'Annunzio. Infine "Il Mostro e il Mago" e "D'Annunzio Orbo Veggente" ci hanno dato una nuova visione circa la morte di d'Annunzio con una ipotizzabile morte per suicidio. D'altra parte d'Annunzio stesso aveva detto di voler «finir di fine insana» e vari motivi ci fanno credere che questa ipotesi di Mazza non è affatto campata in aria.

Attilio Mazza ha continuato poi a stregarci con un'indagine relativa agli amuleti di d'Annunzio raccolta nell'omonimo libro scritto a quattro mani con l'amico Bortolotti, già co-autore di un altro volume dello stesso Mazza "La farmacia di d'Annunzio". Una ricerca che ci aveva entusiasmato moltissimo, un viaggio tra i cimeli del Vittoriale, che andava di pari passo con una seria ricerca storica e tradizionale circa l'uso di tali amuleti nelle epoche passate. E per finire giungiamo a questo ultimo libro "D'Annunzio e l'Aldilà", un volume che indaga circa l'interesse per l'Oltretomba del Vate d'Italia.

D'Annunzio come ogni uomo d'intelletto e non, si è sempre chiesto se ci fosse qualcosa oltre la vita, se esistesse la reincarnazione, se questa sia veramente l'unica esistenza che possiamo vivere o se ce ne siano altre. Lo stesso d'Annunzio sapeva che esisteva un Terzo luogo o una "playa", oppure anche un Néant, quando ormai era già agli ultimi giorni di vita e la fase nichilistica era già al culmine. Diceva di cercare "di là dalla vita di là dalla morte" come un navigatore ligure e indagava il mistero.

D'Annunzio in tutto l'arco della sua vita ha sempre tenuto molto in considerazione il paranormale e in particolare le sedute spiritiche in cui credeva moltissimo. Durante il suo periodo napoletano fu scettico a riguardo e durante una seduta spiritica assieme all'amico Verdinois si dilettava nel ridere e prendere in giro i presenti, battendo colpi sul tavolino, ma l'arrivo di uno spirito burlone mise fine al suo scetticismo. Infatti durante il periodo del Vittoriale fu sempre molto interessato alle sedute spiritiche al punto da fare alcune assieme alla Bàccara e altre persone, in particolar modo con l'architetto-medium GianCarlo Maroni. Durante queste sedute spiritiche invoca spesso lo spirito di Eleonora Duse, scomparsa nel 1924.

Nel volume ci sono poi alcune chicche veramente interessanti e inedite come ad esempio uno scritto di Antonio Bruers, ma anche uno scritto medianico da parte di uno spirito presentatosi con il nome di Gabriele d'Annunzio nel quale afferma di non volere che una casa da lui tanto amata venga profanata e domanda dove siano le rose bianche che lui stesso metteva davanti a Sant'Antonio. La medium vuole mantenere l'anonimato. Lo scritto probabilmente fa riferimento alle deturpazioni che sta subendo in questi ultimi anni il Vittoriale.

A onor del vero, però, d'Annunzio non fece mai alcuna menzione se credesse davvero alle sedute spiritiche o ai contatti medianici. Sebbene i documenti che abbiamo in mano non possono fare in modo da porre la parola fine alle indagini su queste credenze di d'Annunzio, sappiamo bene come egli stesso indagò fino alla fine dei suoi giorni il mistero dell'Aldilà.

D'Annunzio non fece mai intendere di voler essere in qualche modo compreso o "decifrato" anzi affermò più di una volta che «Il mio mondo è un'azione mutua tra gli iddii e me».

Tobias Fior  *

*  E' Giornalista. Scrittore. Coordinatore Regionale Alleanza Italiana FVG.

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