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Roland Joffe: Le urla del silenzio

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Urla del silenzioTrento, 22 gennaio 2016. – di Elettra Taverna

Il film tratta la storia della Cambogia durante la dittatura comunista dei Khmer Rossi, quando nel 1975 vengono espulsi tutti i cittadini statunitensi. Il narratore è un giornalista del New York Times di nome Sydney Schanberg, il dottor Dith Pran (Ngor) è il suo interprete.

Dith, dopo aver messo in salvo la famiglia prende la coraggiosa decisione di non abbandonare Sydney, rischiando molto perché finì prigioniero dei Khmer.

Il film, girato dieci anni dopo la presa di potere da parte dei Khmer, è appassionante, emotivamente toccante ma anche uno strumento di lotta e di denuncia dello sterminio programmato del popolo cambogiano per mano di Khmer rossi.

Hain Ngor è davvero un sopravvissuto, di professione è medico specializzato in ginecologia. La sua storia personale si intreccia con la finzione. E' stato sposato, ma perde la moglie nei campi di sterminio e nel 1980 trova rifugio negli USA. Nel 1984 è scelto per interpretare Dith, ma nel 1996 viene brutalmente ucciso a Los Angeles durante una rapina finita male. Ma sembra tutta una messa in scena: Kang Kek Ieu, conosciuto come il «compagno Duch» ed ex direttore di un lager, rivela la sua verità ai giudici: «È vero, Haing è stato eliminato per una vendetta. Non gli perdonavano la sua interpretazione nel film». E non solo per quello.

Il dottore, dopo il successo ad Hollywood, si era impegnato in prima persona nel raccontare le sofferenze patite dalla Cambogia sotto i khmer. Un'esperienza costata la vita ad un milione e mezzo di persone. Un apparato repressivo dove persino i bambini erano stati convinti a denunciare i loro genitori. Per gli ex esponenti della dittatura le testimonianze di Haing erano intollerabili. «Più volte gli avevo detto di essere più prudente, di mantenere un profilo basso», ha ricordato uno dei cugini del medico. Non era servito a nulla.

Haing aveva continuato la sua campagna di denuncia con grande coraggio e andava fiero di quello che era riuscito a fare interpretando il ruolo di Dith Pran, il traduttore del giornalista del New York Times Sidney Schanberg, inviato in Cambogia.

I dubbi dei parenti non hanno però fatto breccia nella polizia di Los Angeles. Per i detective la fine di Haing è una classica quanto banale storia di nera. Una delle tante che tingono di sangue la megalopoli della California.

(The Killing Fields); regia di Roland Joffe; soggetto: Sydney Schanberg; sceneggiatura: Bruce Robinson; fotografia: Chris Menges; montaggio (Jim Clark);musiche: Mike Oldfield; scenografia: Roy Walker; attori:Sam Waterson (Sydney Schanberg), Jon Swain (Julian Swain) John Malkovich (Al Rockoff) Haing S. Ngor (Pran);Gran Bretagna 1984; 141 min.
Premio Oscar 1985: miglior attore non protagonista Haing S. Ngor; miglior fotografia, miglior montaggio, nomination miglior regia e a Sam Waterson come attore protagonista, miglior sceneggiatura non originale. Golden Globe a Haing S. Ngor.

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