Gio01272022

Last update03:32:05

Back Cultura e Spettacolo Arte e Cultura Cinema Haifaa Al-Mansour: La bicicletta verde

Haifaa Al-Mansour: La bicicletta verde

  • PDF
Valutazione attuale: / 2
ScarsoOttimo 

Trento, 17 marzo 2016. - di Elettra Taverna

La storia raccontata da Haifaa Al-Mansour è ambientata in Arabia Saudita e la protagonista è una bambina molto intelligente e sveglia che si chiama Wadjda. La bambina conosce un vicino di casa di nome Abdullah che ha una bicicletta. I due vorrebbero tanto gareggiare ma la piccola Wadjda non ha la bicicletta, le donne mussulmane non dovrebbero andare in bicicletta. La bambina mentre va a scuola vede una bicicletta verde e decide che deve riuscire a comprarla. Parla con il venditore e gli fa promettere che gliela terrà da parte fino a quando potrà acquistarla.

La bambina inizia così a darsi da fare vendendo braccialetti da lei creati, facendo favori alle compagne di scuole. Sia le insegnanti che la mamma sono contrarie a questa idea, ma la mamma è distratta dai problemi con il marito. Infatti la donna dopo aver partorito con molta difficoltà la figlia non può più avere figli e il papà della piccola ha deciso di prendere in considerazione l'idea di avere un altra moglie da cui avere il maschio tanto desiderato.

A scuola inizia la competizione che coinvolge le alunne in una gara sulla conoscenza del Corano, Wadjda si mette d'impegno per vincere e con i soldi in palio comprarsi la bicicletta. Quando è il momento della premiazione e la vincitrice è la bambina, la piccola dichiara in pubblico che il denaro sarà utilizzato per tale scopo e così la preside indignata si oppone dando i soldi in beneficenza.

Nel finale però la speranza non soccombe: la madre lasciata dal marito per raggiungere l'obiettivo del figlio maschio, rompe il sistema e compra la bicicletta alla bambina che finalmente si diverte per le strade del suo paese insieme all'amichetto maschio in sella alle loro biciclette.

La storia è inventata ma risulta nella sua semplicità talmente possibile vista la situazione della donna nei paesi mussulmani da stupire il pubblico. Alla regia c'è una donna che svolge un lavoro stupefacente, con grande delicatezza dedica primi piani a personaggi e alle strade della capitale saudita.

Le nuove generazioni rappresentate dalla piccola Wadjda fanno ben sperare nel futuro, domani i retaggi culturali come il dovere di avere una progenie maschile o la convinzione di una presunta sterilità se la donna utilizza la bicicletta saranno spazzate via. Al contrario la mamma di Wajda, anche se alla fine ci fa ricredere, è ancora legata al passato e ai suoi tabù culturali.

Gli attori alcuni non professionisti sono molto bravi e all'altezza del compito loro richiesto. Il film è elegante e anche emblematico dal punto di vista sociale.

Questo 13 marzo a Milano è stata promossa una biciclettata da varie associazioni islamiche per ribadire la libertà delle donne di pedalare ma non solo.

Wadjda; regia e sceneggiatura: Haifaa Al- Mansour; montaggio: Andreas Wodraschke; musica: Max Richter; costumi: Peter Pohl; trucco: Oliver Ziem-schwerdt, Dalyn Abdulilah; attori: Reem Abdullah (la madre), Abdullrahmad Al Gohani (Wadida), Ahd (signora Hussa); Arabia Saudita, 2012 92 min.

Haifaa Al-Mansour: La bicicletta verde

Chi è online

 189 visitatori online