Nadine Labaki: "Caramel"

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Trento, 19 maggio 2016. - di Elettra Taverna

Siamo a Beirut e la maggior parte del film è girato in un centro estetico. Donne di diverse età si trovano e parlano di se stesse raccontandosi le proprie confidenze. Layala, innamorata di un uomo sposato, Nisrine di religione mussulmana e la prima notte di nozze, Rima e l'accettazione della sua omosessualità, Rosa che ha sacrificato la vita per la sorella autistica.

Il titolo fa riferimento alla tipica ceretta per la depilazione che si usa in Medio Oriente, una miscela di zucchero, limone e acqua, che portata da ebollizione si trasforma in caramello. Un impasto allo stesso tempo dolce ma che può anche bruciare e far male... E' proprio su questo dualismo che ruota un corale affresco tutto al femminile, Nadine Labaki è la protagonista e anche la regista del film.

Questo è il suo primo film, la sua esperienza prima del cinema si è concentrata sugli spot pubblicitari e video musicali per cantanti arabi. Con grande delicatezza e garbo ci racconta attraverso i suoi personaggi la guerra, la convivenza tra cristiani e musulmani, il mischiarsi di abitudini ed etnie differenti; ma i problemi delle donne sono gli stessi a Beirut come a Roma.

La novità è proprio che un film libanese non racconti la guerra ma la semplice quotidianità dell'universo femminile e torna alla mente Almodovar anche se in versione molto meno allusiva.
I principi e le tradizioni secolari rimangono anche se la modernità avanza e lo ricorda l'ossessione alla ricostruzione fisica tramite la chirurgia plastica.

La colonna sonora firmata da Khaled Mouzanar delizia gli spettatori e aggiunge fascino al film che è presentato a Cannes nel 2007.

La dedica finale della regista " Alla mia Beirut ", racchiude il grande significato che l'intero lavoro cela alle sue origini. Il film è stato girato nell'estate del 2006, e pochissimi giorni dopo, si è scatenato l'ultimo sanguinoso attacco israeliano sulla antica terra dei cedri.

Sukkar banat, titolo originale; regia, soggetto e sceneggiatura: Nadine Labaki; fotografia: Yves Sehnaoui; scenografia: Cynthia Zahar; musiche: Khaled Mouzannar; interpreti: Nadine Labaki (Layale), Yasmine Al Masri (Nisrine), Johanna Moukarzel (Rima), Gisele Aouad (Jamale Trabay); Libano/Francia 95 min 2007.

Nadine Labaki: