Cultura al cinema e in televisione

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Come ti ammaestro il popolo

Ostinatamente in lingua inglese i titoli dei programmi televisivi della Radiotelevisione italiana – Nessun mistero avvolge l'affondamento del "Titanic" – Né quello della "Bismarck" – Nel 1940 l'Austria era già stata invasa da due anni – Agosto è il nome di un mese, non di una stagione – "Voi lo sapete o mamma" è l'aria di un'opera, non una canzone – Rassegna di perle grammaticali e ortografiche

Verona, 15 novembre 2017. - di Sergio Stancanelli

Continuiamo a subire l'invasione della lingua inglese. Ecco i titoli dei programmi televisivi annunciati di prossima programmazione in questi ultimi giorni, e dai quali confidiamo che i nostri lettori e tutti coloro che come noi vogliano difendere la lingua italiana si tengano lontani.

 

Rai 1: Celebration
Rai 2: Ncis 14
Rai 3: Take five – Speciale airc – Pechino express
Rai 4: Rush
Rai 5: Art of Scandinavia – Save the date – Nowhere boy
Paramount Ch.: Star Crek - Teagarden

Per la rubrica "Top secret", Retequattro ha mandato in onda un programma su i misteri dei grandi disastri navali. Quello che non avrebbe ancora trovato una spiegazione definitiva sarebbe l'affondamento del "Titanic". Il conduttore Claudio Brachino, agitando in continuazione il braccio destro: - Siamo qui per parlarvi dei misteri che si nascondono dietro ai disastri navali. Il 10 aprile 1912 (omissis) al timone della nave c'è il capitano Edward John Smith. I messaggi che avvertono della presenza di icebergs sulla sua rotta, vengono ignorati: perchè? A suon di «no?», di «ecco», di «diciamo», di «come dire?» e di «devo dire», e allineando frasi incomplete e interrotte – e non senza errori di grammatica: «del "Titanic" torneremo ancora a parlarne» – , il conduttore del programma intervista poi Alessandro Cecchi Paone, il quale con garbo dice che non c'è nessun mistero. Basta leggere il libro-cronaca di Marcus Geoffrey, che risale al 1969 (in Italia per i tipi di Mursia nel 1972), per constatarlo. Ma il conduttore non manca di glorificare quel polpettone di baggianate che è il film "Titanic" di James Cameron.

Si passa quindi a un altro «mistero», quello della "Bismarck": anche dietro la versione ufficiale dell'affondamento della corazzata tedesca nel 1941, si nasconderebbe un clamoroso colpo di scena, che consisterebbe nel fatto che la grande nave non fu affondata dagli inglesi, bensì autoaffondata dal suo equipaggio. Ciò che in effetti è vero, ed è noto sin dall'epoca dell'avvenimento: tutte le cronache riportano che la "Bismarck" resistette, oltre che ai 381, a ben diciassette siluri che la colpirono, e fu affondata dal suo stesso equipaggio perché, col timone immobilizzato, non poteva più essere governata. Ora esce fuori un Claudio Brachino il quale, recitando quanto approntatogli da tale Barbara Benedettelli, scopre che l'acqua è bagnata. Non c'è da dubitare che per le «rivelazioni» esternate in siffatti programmi, gli autori vengano lautamente compensati.

A titolo di cronaca, terzo ed ultimo naufragio trattato nel programma è quello dell'"Oceanos" nel 1991.

Per la nostra rubrica "Come ti ammaestro il popolo", menzioniamo anche il programma "Atlantide" dell'emittente La sette, dal quale il 24.2.'06 abbiamo ascoltato e registrato: – Nel 1940 Hitler invade la Norvegia, la Danimarca e l'Austria.

E dal programma "L'eredità", citiamo il conduttore Amadeus, che il 24.2.'06 dice: - No, non è Ischia, è il nome d'una stagione: agosto.

"Striscia" 19.10.'05, canta Al Bano. Ezio Greggio: - Poi canta una canzone - . Il cantante interpreta l'aria "Voi lo sapete o mamma" dall'opera "Cavalleria rusticana" di Mascagni. Franco Neri: - Hai visto che all'ultimo ci mancava la catena? Perché ce l'ho presa io.

Per un campionato di grammatica italiana, abbiamo effettuato una ricca raccolta, cui diamo inizio col saggio espletato da un rappresentante ufficiale dell'Italia all'estero: Tg 2 27.1.'06, il ministro Claudio Scaiola: - L'Ucraina non può prendere più gas di quanto i contratti gli assegnano - .
Proseguiamo con altre perle, fonti sempre le emittenti televisive.
"Padri e figli", della serie "Distretto di polizia 5", Canale 5 10.10.'05: - Ci parlo io col capitano – (Claudia Pandolfi). – Allora l'hai vista? Ci hai parlato?
"Striscia" 1.3.'06, Franco Nero: - Allora se è un cane da salvamento ci faccio prendere la patente.
"Forum" 6.3.'06. - In due non sono riusciti a fare il riassunto - . Rita Dalla Chiesa: - No, fallo te.
Tg 4 10.3.'06, Diletta Petronio: - Ci sono delle novità. Di molte di queste ne hai già parlato nel tuo servizio.
Canale 5 10.3.'06, "Zelig circus", Claudio Bisio: - Quando canti te...
Canale 5 12.3.'06, "Buona domenica", Maurizio Costanzo: - E a me mi ha sempre fatto, come dire, una grande tenerezza (applausi), come dire... cavolate (applausi), come dire... (compare la moglie di Alvaro Vitali con le tette in mostra).
"Striscia" 14.3.'06, il disubbidiente Caruso: - Ci devo rispondere a quel cretino - .
"Forum" 3.4.'06. Una del pubblico: - Non è come il gatto stasse da solo, come i gatti stassero da soli.
Un'altra: - Se il mio ex marito andrebbe a vivere con un'altra...
"Porta a porta" 11.4.'06, h11.45 giornalista Ettore Guastalla da Montecitorio: - Lo hai anticipato te.
h1.50 onorevole Gavino Angius: - Se con essa ci dovremmo misurare...
"Forum" 12.4.'06, Rita Dalla Chiesa: - Comunque c'è il numero di cellulare, vedi un po' te.
Tg 1 Economia 30.5.'06, h14: - Dell'impresa se ne può parlare in vari modi.
"Prima della prima", prove di "Norma" di Bellini nel teatro Massimo di Palermo. Dimitra Theodossiou:
- ... come l'ha fatta la Callas e come la fai te...
"La cuccagna": - Ce le ridaranno? beh, ci parlo io - . Poi: - Ci hai parlato?
"Effetto reale". La Maddalena, tutti a casa, di A. Sommajuolo. Il conduttore: - Ma che cosa ne pensa
della questione il sindaco della Maddalena?
TeleNuovo 19.10'05, Gaetano Passarini, responsabile Servizio veterinario Ulss20 Verona: - Di questo bisogna discuterne molto.
pubblicità d'un cellulare che costa «poco», 99 euro (quasi 200milalire!): - E' l'ultima occasione, se la perdi il matto sei te.

E per un campionato di ortografia, una rassegna di didascalie.
"Umbria jazz", Raitre 21.10.'05 : «Non posso neanche intervenire perché c'ho un'esclusiva». «Fracesco Cafiso sax alto».
Canale 5, "Striscia la notizia", 28.2.'06: «Lei c'ha un panino? Lei c'ha una castagna?».
"Striscia" 14.3.'06: «C' avemo (sic) fretta, c' avemo (sic) furia. »
" Striscia" 18.3.'06: - Eh, c' ho i figli malati.
giornale "L'arena" di Verona 11.4.'06, nel titolo su quattro colonne e nel testo: "Il rosè che nasce sugli altipiani africani".

Rassegna cinematografica.
"E' primavera" di Renato Castellani, 1949. - Ci hai parlato? [con lei].

"Siamo tutti inquilini" di Mario Mattoli, 1953.
- Io mi devo sedere dove stai seduto te.
- Senta, avvocato, non è meglio che ci parla lei? [con la signorina].
- Tu non lo sai chi è "chicchessia"? sei te.
- Se io mi tolgo i baffi, ci somiglio [a lui].
- Conosci la signorina Luisa? e ci hai parlato?
- Allora perché non glieli chiedi te?
- Ah, questo l'hai comprato te!
- Lei vuole il portiere? ce lo mando subito.

"Al di là di ogni ragionevole dubbio" di Sidney J. Furie, 1968. - Ci parlò suo fratello [con la signora].

"Confessione di un commissario di polizia" di Damiano Damiani, 1971.
- Lei aspettava Lomunno, lo so. Vorrei poterci parlare anch'io.
- Se io voglio farci credere bianco, sarà meglio che ci dico nero [al giudice].

"L'eroe della strada" di Walter Hill, 1975 . A parte le volgarità, - Il mio uomo? Ma quello neanche ci parla con me.

"Il braccio violento della legge 2" di John Frankenheimer, 1975. Dialoghi: - Io ce l'ho detto [a quelle due, di stare attente] - . Didascalia iniziale: «L'ideatore dell'impresa é ancora latitante... ».

Proseguiamo con le didascalie. "Tre straniere a Roma" di Claudio Gora, 1959. «Ispettore di prduzione Antonio Greco».
" L'ipotesi del quadro rubato" di Raoul Ruiz, 1978. A parte i refusi («Che cosa importa a noi semplici essere di questo mondo»), nelle didascalie in italiano «sole» e «luna» son sempre con le iniziali minuscole.

"Agata et les lectures illimitées" di Margherite Duras, 1981. Titolo sul film "Agata e le letture illimitate". Titolo sul Radiocorriere e nelle didascalie di Enrico Ghezzi "Agata o le letture infinite".
Didascalie a pie' dei fotogrammi: «On entend le bruit de la mer», traduzione italiana «Si sente il rumore del mere».

Segue il film "Il dialogo di Roma" annunciato sul Radiocorriere e nelle didascalie del Ghezzi come "Dialogo di Roma".

"Balla coi lupi" di Kevin Costner, 1990. Didascalie italiane: «Se ne sta da solo da un pò di giorni».
«... per le pancie dei nostri figli».

"Acquerello" di Otar Ioseliani: Iosseliani nelle didascalie italiane.

Quando i numeri sono un'opinione. "Tutto in ordine" ("Helpmates"), film del 1932 interpretato da Stan Laurel e Oliver Hardy. Stan Laurel: - Io ti dico che un uomo come te può essere definito con una parola soltanto: lurido verme.
Tg5, 11.4.'06, h20. Didascalia sullo schermo: «88.002 schede nulle», lo speaker: - 48.002 schede nulle.

"Forum" 27.10.'05, Rita Dalla Chiesa: - Deborah è una studentessa di Roma molto grintosa - . Al termine ribadisce che le augura di conservare quella grinta. «Grinta: faccia arcigna, truce, sinistra (Vocabolari Zingarelli 1923 e Rizzoli 1993)».

Da servire per un film comico. "Genius" 21.2.'06, Mike Bongiorno: - Come si chiama la particella che gira attorno all'atomo? - . – Elettrone - . – Eh, lo sapevo che sei bravo in matematica - .

Una scorsa sulla raccolta del "Radiocorriere tv".
3.7.'04 Su La7 il film "Dillinger è morto" interpretato da Michel Phillips (l'unico interprete di nome Michael è Piccoli).
31.7 Abbiamo su Raitre "Il pipistrello" di Johann Strauss senza precisare se sr. o jr.
25.7 Per il ciclo "All'opera" condotto da Antonio Lubrano abbiamo "Il ratto dal serraglio" di Wolfangang A. Mozart.
16.8 Su Rete4 è annunciato «Concerto. Dirige Alberto Veronesi». E' tutto. Viene invece trasmessa l'opera "Madama Butterfly" per la fondazione Festival pucciniano senza che le didascalie dicano da dove. In compenso ci sono i nomi di cinque impiegate che vendono i biglietti!!!
24.8. Su Raiuno è annunciato il film "Jess il bandito". Il titolo è invece "Jesse, il bandito".
26.8. E' annunciato il film "Scuole di spie" del 1964. Il film è invece del 1958.
21.9. Film "Trapezio", regia di Carl Reed. Il famoso regista di "Il terzo uomo" si chiamava Carol.
24.9 Film "Sacro e profano" di John Sturges, 1959; durata dichiarata 2h 04', inizio alle 16.55,
programma successivo alle 18.55!
26.9 Raitre film drammatico "Foglia su un cuscino" di Garin Nugromo (si intitola "La foglia sul cuscino"). Rete4 "Denti" di Gabriele Salvatores con Anouk Grinberg (anche sul Morandini. Si chiama Gringberg). Rete4 "Traffic": secondo il riassunto «scoprono la convivenza di un generale» anziché... la connivenza.
2.10. Negli annunci e nella presentazione, il film "La leggenda di Robin Hood" di Michael Curtiz sarebbe del 1946: è invece del 1938.
26.9.'05 Una colonna è dedicata al programma del concerto dal festival di Salisburgo previsto su Radiotre alle ore 20.30, in locandina indicato solo come "Il cartellone" senza altre precisazioni. Un richiamo sarebbe stato opportuno. In proposito, «Philharmoniker» vuole una seconda -h- dopo la -l- (Wiener Philharmoniker), «Nikolaj» va trascritto con -j- finale, a «Rimskij» manca la -j-, il principe non si chiama Kalandar ma Kalender, e i tempi di "Shéhérazade", che si scrive con due accenti acuti (oppure, in trascrizione letterale, "Šeherazada"), sono quattro, non sei ("Il mare" e "Naufragio" concludono il 4° movimento – che inizia con "Festa a Bagdad", non «Festa e Bagdad» come stampato su "I titoli e i personaggi" Utet, vol.III, pag.65).

Si legge su l'enciclopedia "Universo" dell'istituto De Agostini che Córdoba, città dell'Argentina, fu fondata, secondo il testo della voce, nel 1573, e secondo la didascalia della foto che le sta accanto nel 1574. Non basta: nella didascalia, «la città» diventa... la chiesa.

Rispondendo a un lettore che giustifica la distruzione di Dresden e di Hiroshima perché erano stati i tedeschi a cominciare (il lettore, tale E. Nenni di Bologna, scrive «i nazi-fascisti», ma i fascisti c'entrano come i cavoli a merenda), Eugenio Scalfari su "il Venerdì di Repubblica" condanna invece gli americani, che sterminarono le popolazioni di quelle città, come di altre, senza alcun vantaggio per la conclusione del conflitto. Tralascia di aggiungere, il direttore del quotidiano, a proposito di Hiroshima, che gli scienziati avevano proposto a Truman una esplosione dimostrativa nel deserto del New Mexico, e che il Presidente statunitense rifiutò la proposta.

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