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Godland, nella terra di Dio

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regia di Hlynur Palmason presentato a Cannes nella sezione Certain Regard

Trento, 5 gennaio 2023. di Emma Borella

Il regista danese è al suo terzo film dopo Winter Brothers (2017) e A white, white day , vincitore del TFF nel 2019.

Potenza visiva assoluta per questo film in costume, ambientato in Islanda nella fine dell'ottocento.

È la storia di un prete danese che, appassionato di fotografia, ottiene l'incarico di intraprendere un viaggio nell' isola selvaggia ed inospitale, all'epoca praticamente sconosciuta, per scoprire e fotografare il paesaggio e, in una località remota, costruire una chiesa dove officiare la Santa Messa.

L'impresa inizia con lo sbarco di una spedizione munita di muli e cavalli, composta dal religioso, un interprete e un manipolo di indigeni locali. La terra islandese mette a dura prova il viaggio del singolare gruppo che attraversa ghiacci, paludi, territori vulcanici. Le avversità di una natura brutale, meravigliosa ma terribile portano alla decimazione dei partecipanti, divisi anche dalla incomunicabilità linguistica che li mette uno contro l'altro, minando duramente la loro convivenza. Il regista Palmason sottolinea la difficoltà di questa impresa anche nella scelta del titolo che in originale sia in danese (Vanskabte Land) che in islandese (Volaða land) significa "terra malformata" e si discosta quindi dal titolo internazionale Godland. La terra di Dio. Dunque lo spirito religioso e l'entusiasmo di un viaggio conoscitivo si infrangono contro tutte le difficoltà di una terra "deformata".

L'attore danese Elliott Crosset Hove bene interpreta il personaggio Luca che via via diviene sempre più egoista, meschino e incapace di rispettare la raccomandazione fattagli prima della partenza dal sacerdote che gli dà l'incarico: "Devi adattarti alla gente del posto e alle loro usanze".
In realtà lo sforzo più grande compiuto da Luca è la sopravvivenza e non tanto il rispetto della popolazione locale. Egli sente di appartenere ai padroni danesi, a quella stessa popolazione che sottomette l'Islanda e crede di poterla dominare con un atto di superbia, così come è pura presunzione il suo viaggio di esplorazione che sottende un trionfo non solo sugli uomini ma anche sulla potenza di una natura estrema che merita tutto il nostro rispetto.

Il film è stato girato in 4 / 5 per riproporre la dimensione fotografica tipica dello stile di fine '800 con riprese di grande tecnica, tra tutte colpisce particolarmente la scena dell'eruzione di un vulcano. Paesaggi maestosi e spettacolari fanno da sfondo al percorso psicologico del personaggio e alla sua evoluzione che il regista ci propone attraverso immagini di straordinaria bellezza.

Godland, nella terra di Dio

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