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Grazie ragazzi

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Regia di Riccardo Milani, tra gli interpreti Antonio Albanese, Sonia Bergamaschi, Fabrizio Bentivoglio. È nelle sale italiane dal 12 gennaio con Vision Distribution, registra il 4° posto tra i film più visti nello scorso weekend

Trento, 24 gennaio 2023. – di Emma Borella

Tratto da una storia vera di un attore svedese che nel 1985 mise in scena "Aspettando Godot" di Samuel Beckett con alcuni detenuti, liberamente ripresa dal recente film francese "Un Triomphe" di Emmanuel Courcol, Grazie ragazzi è il nuovo film di Riccardo Milani che riporta sul set Antonio Albanese. Del poliedrico regista sessantaquattrenne ricordiamo Un gatto in tangenziale (2017), Come un gatto in tangenziale - Ritorno a Coccia di morto (2021), Corro da te (2022).

Il film è una commedia anche se il regista dichiara di non assegnare al suo lavoro una definizione troppo rigida del genere. Milani con leggerezza tocca situazioni umane difficili e ci porta a riflettere su temi importanti della nostra società quali la carcerazione, il degrado di una vita delittuosa o colpevole, l'esigenza della pena certa, sensata e umana.

Trama

Antonio, (un bravissimo Antonio Albanese) ha vissuto, agli esordi della sua professione di attore, gli allori di palcoscenici e di testi di alto livello culturale. Nella maturità conosce la difficoltà di non avere offerte di lavoro appaganti e si adatta, per sopravvivere, a doppiare film hard. Gli giunge la proposta di condurre un laboratorio teatrale in un carcere. L'esperienza lo riporterà a rimettere in gioco le sue conoscenze di attore, a riscoprire la passione per il teatro e l'umanità dei detenuti attori che accettano di mettersi in gioco, per sfuggire alla monotonia della vita carceraria e per ritrovare in loro stessi una motivazione che dia senso ai loro giorni.

Il film parla di una sfida, portare il teatro, la cultura teatrale erudita, in genere fruizione della borghesia colta e raffinata, in una realtà di degrado quale il carcere. Un grandioso Albanese, che fa dimenticare le interpretazioni del personaggio Cettola Qualunque, si rivela attore di una grande fisicità, in grado di fare ridere gli spettatori nelle due ore di proiezione e di trasmettere le emozioni suscitate dal toccare la realtà di una umanità colpevole e dolente. Eppure anche nella sconfitta lieve o grave che tutti possono attraversare nella vita, (non solo Antonio riconoscere i suoi fallimenti ma pure la rigida direttrice del carcere ammette alcune cadute in gioventù), in ciascun uomo rimane umanità, la stessa condizione che si riflette nei testi letterari e teatrali in cui ognuno si può ritrovare. Antonio sceglie di dirigere i suoi allievi attori detenuti nella messa in scena di Aspettando Godot perché chi meglio di loro può capire la dimensione dell'attesa e dell'assurdo della vita. Maestro e allievi uniti in una esperienza di profonda empatia si riscoprono, insieme scalano metaforicamente l'Everest dando una grande prova di umiltà e fatica.

Il film ha un buon ritmo, sostenuto da una sapiente sceneggiatura che non fa mai allentare l'attenzione.

Antonio Albanese protagonista indiscusso delle scene, rivela tutta la sua passione per il teatro, attorniato dai 6 attori che interpretano egregiamente la parte dei detenuti, è in grado di immergere lo spettatore nella dimensione tragicomica della vita.

Dunque poter ridere e a volte sorridere riflettendo sulla condizione umana, sui limiti e sulla necessità di non abbattersi mai, per impegnarsi ogni giorno a diventare uomini migliori, non può che essere benefico.

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