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The Whale regia di Darren Aronofsky con Brendan Fraser e Hong Chau

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Trento, 28 febbraio 2023. – di Emma Borella

Presentato alla Mostra del Cinema di Venezia e candidato a tre premi Oscar, divide la critica ed il pubblico.Ben recensito, non ottiene al botteghino il successo sperato. Nell'ultimo Weekend è quarto nella classifica dei film più visti.

Tratto da una pièce teatrale del 2012, scritta da Samuel Hunter "è un film catartico in cui molti si possono identificare" secondo quanto Brendan Fraser ha dichiarato alla mostra del cinema di Venezia. Il regista autore di The Wrestler (Leone d'Oro nel 2008) e Il cigno nero, per citare i suoi film più famosi, ha fatto una ottima scelta nell'assegnare a Fraser la parte del protagonista. L'attore esce da un periodo buio, negli ultimi 15 anni è ingrassato, ha avuto problemi di depressione ed ha attraversato un periodo in cui le offerte di lavoro si sono molto diradate. E' magistrale nella interpretazione del personaggio di Charlie, sa rendere con empatia profonda il senso di sconfitta, disagio e abbandono.

Il film è girato tutto all'interno dell'abitazione del protagonista, obeso fino alla deformità, professore di inglese che vive recluso senza mai mostrarsi agli studenti del corso che tiene on line e alle persone della comunità che lo circonda. Solo una amica infermiera si prende cura di lui legata da profondo affetto.

La dipendenza compulsiva da cibo, ha minato seriamente la sua salute. Charlie si rifiuta di essere curato, accetta volontariamente che la strada della sua esistenza arrivi al termine senza ostacolare in alcun modo un destino che potrebbe essere ancora cambiato. In questi giorni in cui la morte è ormai annunciata, si riavvicina alla figlia che aveva abbandonata assieme alla madre molti anni prima, per vivere un amore omosessuale.

Lo spettatore nella prima parte del film è immerso in ambienti bui, asfittici, in cui il personaggio quasi non si muove, è infatti quasi sempre seduto, in quanto la mole del suo corpo non gli consente di camminare autonomamente e di avere una minima autonomia nelle normali mansioni quotidiane. Si nasconde ai suoi studenti ed al mondo, è consapevole di quanto il suo corpo causi ribrezzo. Che cosa è successo che lo ha portato ad una condizione così avvilente di se stesso? Perché non cambia la sua esistenza così abbruttita? Ci sarà redenzione?

Sono gli interrogativi che lo spettatore si può chiedere durante la prima parte della proiezione che è impegnativa per la chiusura psicologia che la caratterizza. La lentezza delle riprese e una sceneggiatura ben orchestrata ma in cui non ci sono eventi di sviluppo che ravvivano l'attenzione appesantiscono la visione e spiegano perché il film non abbia quel successo di pubblico che ci si aspettava, considerati i riconoscimenti della critica e delle nomination ottenute.

Nell'ultima mezz'ora l'intensità dei dialoghi cattura il pubblico e lo immerge in un universo umano profondo in cui tutti gli interrogativi trovano risposta.

(l a foto è tratta da Game Surf )

The Whale regia di Darren Aronofsky con Brendan Fraser e Hong Chau

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