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Formula 1, aspettando RUSH di Ron Howard

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James HuntTrento, 14 maggio 2013. - di Antonio Spilotro *

Rush, l' ultima fatica di Ron Howard, è un biopic del campione Niki Lauda e sulla sua leggendaria rivalità con l'inglese James Hunt. Si tratta solo dell'ultimo incrocio tra cinema e motori, già attraversato da Roger Corman, John Frankenheimer, Sylvester Stallone a Tony Scott, Asif Kapadia, i fratelli Wachowski, Bruno Corbucci e Lupin III...

Rush, l'imminente ultima fatica di Ron Howard, è un biopic del campione Niki Lauda, eroe della Formula 1. Sceneggiato da Peter Morgan (con Howard già per Frost/Nixon), il film è incentrato sul duello epico tra Lauda e l'inglese Hunt, culminato nel Gran Premio di Germania, sui circuito di Nurbugring il primo agosto del 1976. In quel Gp Lauda e la sua Ferrari non se la passarono tanto bene visto che il pilota austriaco rischiò di morire in un drammatico incidente in cui rimase intrappolato nella sua vettura in fiamme. Fu così costretto a 40 giorni di convalescenza, e il suo rivale riuscì a recuperare lo svantaggio in classifica, fino a vincere il Mondiale nell'ultima gara del circuito. Lauda viene interpretato da Daniel Bruhl, mentre Hunt sarà Chris Hemsworth. C'è anche un po' d'Italia nel nuovo film di Howard che ha deciso di chiamare, dopo la collaborazione in Angeli e Demoni, Pierfrancesco Favino che interpreta il pilota Clay Regazzoni. L'attore nostrano minimizza la sua partecipazione: "È stata una piccola parte: tre scene e un mese di lavoro. E nessuno l'avrebbe saputo fino all'uscita del film se Ron non avesse pubblicato la notizia su Twitter".

Si tratta solo dell'ultima sortita di un connubio, quello tra cinema e motori, che nel passato ci ha regalato perle come I diavoli del Gran Prix (Roger Corman, 1963), Giorni di tuono di Tony Scott (1990), l'avanguardistico Driven (Renny Harlin, 2001), e il dittico pixeriano di Cars (2006 e 2011), senza dimenticare la deriva sci-fi del mirabolante Speed Racer (Andy e Lana Wachowski, 2008), o delle varie versioni della Death Race di Paul Bartel. Un filone quasi sempre fortunato al botteghino, perché gli appassionati di questo adrenalinico sport sono milioni e lo si può notare dal volume d'affari che gira intorno ai diritti televisivi o alle scommesse sul mondo dei motori.

Gran Prix (1966), diretto da John Frankenheimer, fu capace di conquistare tre Oscar e due Golden Globe. In quel caso alla realizzazione del film parteciparono la Ferrari, la McLaren e la BRM oltre a piloti come Graham Hill e Jack Brabham. I fan hanno molto apprezzato il recente documentario di Asif Kapadia dedicato al campione brasiliano Ayrton Senna, tre volte vincitore del titolo iridato, scomparso tragicamente nel Gp di Imola l'1 maggio 1994. Omaggio al mondo della F1, oltre ad un memorabile Delitto in Formula 1 di Bruno Corbucci con Tomas Milian/Nico Giraldi (1984), è giunto anche dal mondo della musica ed in particolare da Robbie Williams che ha deciso di dedicare il video della sua canzone Supreme al connazionale Jackie Stewart, campione del mondo per ben tre volte. Addirittura un must dei cartoni animati come Lupin III ha ambientato un episodio sulle piste di Formula 1. Nella fattispecie il famoso ladro si reca a Montecarlo, nel weekend del Gran Premio, per mettere a segno uno dei suoi rocamboleschi furti.

 

* da Sentieri Selvaggi

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