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Stanley Kubrick: Barry Lyndon

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Barry LyndonTrento, 24 febbraio 2015. - di Elettra Taverna

Questo film di Kubrick è davvero incantevole, visto poi al cinema in lingua originale lo rende ancora più godibile. Nonostante la trama racconti una fase storica poco conosciuta e quindi forse noiosa, e i minuti di ripresa siano 187, il film è avvincente e tecnicamente un capolavoro.

La luce è stata ricreata come se ci si trovasse nel 1600, le candele sono l'unica fonte di illuminazione, i costumi sono magnifici e Ryan O'Neall interpreta benissimo il suo personaggio.

Come un colto sprofondamento allucinatorio nella pittura d'epoca: siamo in un salotto di Gainsborough, in un giardino di Watteau, seduti a una tavola di Hogarth. Vivono, questi tableaux, vivono ansiosamente di ambizioni fallaci, rovine annunciate, sentimenti corrotti, disillusioni, soprusi, umiliazioni: e l'impossibile ascesa dell'avventuriero Redmond Barry, che sposa l'aristocratica Lady Lyndon, "traccia una parabola che conduce al nulla" (Michel Ciment).

A Thackeray, grande scrittore inglese in quegli anni Settanta poco ricordato e poco tradotto (e pure oggi...), Kubrick si avvicina con semplicità e trasparenza: "Amavo la vicenda e i personaggi di Barry Lyndon, e mi parve possibile farne una trasposizione senza distruggerlo".

Inventa per Barry solo un diverso finale, restituendo però a Thackeray la battuta che chiude il film – capolavoro d'ironia tragica che potrebbe funzionare, in fondo, come exergo o nota in calce a tutto il cinema di Kubrick.

l film si divide in due parti, la prima parte racconta con quali mezzi Redmond Barry acquisì lo stile e il titolo di Barry Lyndon; la seconda parte è il Resoconto delle sventure e dei disastri che accaddero a Barry Lyndon.

Barry è ingenuo e diseducato. È spinto da un'insaziabile ambizione alla ricchezza e alla promozione sociale. È un'infelice combinazione di qualità, che porterà a lui e a quanti lo circondano grandi disgrazie e grandi infelicità. Verso di lui si provano dei sentimenti ambigui, però lui ha il fascino del coraggio, ed è impossibile non amarlo nonostante la sua vanità, la sua insensibilità e le sue debolezze. È un personaggio molto reale: non è né un eroe convenzionale né un malvagio convenzionale.

Barry Lyndon regia: Stanley Kubrick; sceneggiatura: William Makepeace Thackeray, Stanley Kubrick; attori: Ryan O'Neall (Barry Lyndon) , Fotografia: John Alcott. Montaggio: Tony Lawson Scenografia: Ken Adam Costumi: Ulla-Britt Söderlund, Milena Canonero GB durata 187 min 1975; tratto dal romanzo Le memorie di Barry Liyndon di William Makepeace Thackeray. Premi: Oscar per Migliore fotografia a John Alcott Migliore scenografia a Ken Adam, Roy Walker e Vernon Dixon Migliori costumi a Ulla-Britt Soderlund e Milena CanoneroMiglior colonna sonora a Leonard Rosenman.

Stanley Kubrick: Barry Lyndon

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