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Fatih Akin "La sposa turca"

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La sposa turcaTrento, 23 aprile 2015. - di Elettra Taverna

Tutto ha inizio ad Amburgo: Cahit Tomruk è un tedesco quarantenne di origini turche con grossi problemi di alcolismo dovuti al lutto per la morte della moglie. Sibel Guner ha vent'anni è figlia di emigrati turchi ed ha una gran voglia di liberarsi dall'opprimente famiglia conservatrice. I due dopo un tentativo di suicidio fallito si conoscono nell'ospedale psichiatrico in cui sono stati ricoverati.

Sibel convince Cahit a sposarla, in realtà i due convivono come inquilini dividendo affitto e spese. Sibel ha architettato il tutto per potersi liberare dalla opprimente famiglia.

I due si innamorano, ma quando se ne rendono conto, Cahit, provocato da uno spasimante di Sibel, inconsapevolmente lo uccide con un posacenere. Cahit viene incarcerato e Sibel disperata si trasferisce ad Istanbul. Dopo diversi anni, Cahit esce di prigione e tenta di rivedere Sibel, che dopo diverse vicissitudini ha trovato una sua stabilità.

Il film è diviso in due parti distinte, la prima ad Amburgo, la seconda ad Istanbul.

Fatih Akin racconta una storia molto legata alle sue origini turche. Attraverso lo sviluppo degli eventi percorre a ritroso il viaggio dei suoi predecessori, distrugge i loro valori. Sconta la pena di aver perso il senso delle cose per ritrovarlo nell'amore e nelle contraddizioni di Istanbul, luogo sacro ricco di fede e perdizione.
Nell'autodistruzione e nel bisogno di vita dei suoi protagonisti, il regista trova il bello della rinascita. Offre, a tutti i suoi personaggi, un'occasione per riscattare le proprie scelte, per cambiare idea su se stessi e sugli altri, per aprire una porta a chi vive sulla stessa terra. La loro interpretazione è drammaticamente coinvolgente. Le loro facce, estremamente espressive e sofferenti.

(Gegen die Wand) , regia: Fatih Akin; sceneggiatura:Fatih; interpreti: Birol Unel (Cahit Tomruk); Sibel Kekill (Sibel Guner) fotografia: Rainer Klausman; musiche: Alexander Hacke, Maceo Parker; Akin;scenografia Tamo Kunz; 2004; 121 min; Orso d'Oro al festival di Berlino 2004, Premio Goya 2005; European Film Awards 2004 miglio film.

Fatih Akin

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