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Libri e Letteratura

Riviste ricevute

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Verona, 27 maggio 2014. – di Sergio Stancanelli

Lo spirito che Michele Serra dispiega sull'ultimo numero di "l'Espresso" (anno LX n.18) commentando nell'articolo d'apertura ("Fra' Tonsilla beato a 5 stelle") la concelebrazione d'una coppia di papi defunti da parte di una coppia di papi viventi, ed affrontando i gravi problemi che assillano la Chiesa su problemi di palpitante interesse come l'ora esatta dell'assunzione della Verginee e se san Giuseppe fosse in regola con la partita Iva, è esilarante in ogni riga dell'intera pagina occupata dallo scritto, e non può essere riferito se non si riporti l'intero articolo.

Alain de Benoist: “Ribelliamoci alla dittatura del sistema denaro!”

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Trento, 26 maggio 2014. Redazione

Il sito Idee in/oltre ha, nei giorni scorsi, pubblicato l' ottima intervista di Davide Gonzaga al prof. Alain De Benoist, esponente del "pensiero alternativo". La proponiamo ai nostri lettori invitandoli a riflettere sulla condizione politico-sociale italiana all'inizio del terzo millennio.

E' uscito da poco per Arianna Editrice il volume di Alain de Benoist "La fine della sovranità. Come la dittatura del denaro toglie il potere ai popoli".

I misteri di Cesare Pavese

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Trento, 25 maggio 2014. – di Massimo Sannelli

A proposito di re: c'è stato un autore che si è chiamato Cesare, di cognome Pavese. È un nome che pesa, soprattutto su uno che si considera adolescente per sempre. Ma il peso ha la sua logica. Cesare contiene un segno alla fine: Cesa-RE, allora diciamo che Cesare ha un re all'interno, in punta. In CesaRE si sporge un RE. Per questo CesaRE può dire: "Nel mio mestiere dunque sono re. In dieci anni ho fatto tutto" (Il mestiere di vivere, 17 agosto 1950). Per questo? E lo dice davvero? Il dato è lì, per tutti.

La via crucis dei “criminali”» di fra’ Ginepro ( 6 – continuazione)

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Verona, 22 maggio 2014. – di Sergio Stancanelli

Libri culto. Gennaio 1946: freddo, fame e sporcizia nel carcere genovese – Proseguono le condanne a morte – Nell'attesa, chi muore per gli stenti, chi si suicida, chi impazzisce – Mogli e figli nella miseria – Chi ha pietà per i poveri reietti, rischia la vita –

Una mattina, quando si svegliano, i detenuti trovano non solo lo spicchio visibile della rotonda ma anche le scale e i pianerottoli coperti di neve. Alla nevicata notturna ha fatto sèguito un vento gelido che soffia dalla gola di Creto e corre lungo il Bisagno investendo in pieno l'edificio delle carceri.

Il mestiere del re

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Trento, 22 maggio 2014. – di Massimo Sannelli

Il re può essere giovane e controverso, ma è il re. Può essere sul filo dell'illegittimità, ma non importa. Per esempio è il re Filippo V e quello che fa è sempre fatto bene: quando il re fa qualcosa nasce un FATTO. Tutto diventa una parabola o un modello: se il gesto del re è un fatto – anche se il re si è solo tolto il cappello –, il fatto è un segno e merita una "lettera di ragguaglio". Può essere un libro del 1703 su dati del 1702, e l'abbiamo ripubblicato per Tormena Editore, a cura di Vittorio Laura e mia: Lettera di ragguaglio del passaggio di Sua Maestà Cattolica. Il passaggio è quello per Genova e il Dominio ligure.

1914-2014: Centenario del Manifesto dell’architettura futurista di Sant’Elia

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Trento, 21 maggio 2014. - di Luigi Tallarico

L'opera di Giacomo Balla "Insidie della guerra" ha illustrato con l'atmosfera plastico-dinainica della pit-tura, lo stato d'animo che animava i futuristi di fronte alle "insidie" del neutralismo alla vigilia dell'en-trata in guerra dell'Italia. Era l'anno 1914, e mentre Giolitti, sotto la pressione degli interventisti -con alla testa D'Annunzio e Marinetti, Boccioni e Balla - era costretto a dimettersi per lo smacco subito, si andava completando l'attività creatrice e innovativa dei futuristi. Il giornalista d'eccezione e inviato di guerra F. T. Marinetti realizzava con "Zang tumb tumb" la simultanea compenetrazione lessicale e fonetica delle parolibere sul bombardamento di Adrianopoli, mentre il musicista senza pentagramma Luigi Russolo allestiva in omaggio all'interventismo il concerto degli intonarumori nel teatro Dal Verme di Milano, anticipando l'avvento della musica elettronica.

La “rivoluzione” futurista al Guggenheim di New York

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Trento, 17 maggio 2014. - di Luigi Tallarico

Nello storico Guggenheim Museum di New York, progettato dall'architetto Frank Lloyd Wright, è in svolgimento una grande rassegna che documenta il linguaggio, la comunicazione e la rappresentazione dello «spirito rivoluzionario di Filippo Tommaso Marinetti, padre del Futurismo».

Libri ricevuti: “La Corona di Undecimilla” di Minnie Alzona

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Verona, 13 maggio 2014. – recensione di Sergio Stancanelli

Romanzo dalla leggenda di un martirio (ed. Paoline).

Della concittadina Minnie Alzona, con la quale sin dagli anni Sessanta intrattenevo un rapporto di viva cordialità, non ho più avuto notizie, e al ricercarne ho appreso la sua avvenuta scomparsa. Per questo libro, edito dalle Paoline di Alba (122 pagine, rilegato), ultimo da lei inviatomi, la scrittrice genovese scelse un soggetto sacro, quello della leggenda di sant'Orsola, che tuttavia ella tratta al di fuori d'una professione fideistica, di null'altro sembrando piuttosto preoccupata se non di fare opera letteraria.

8 settembre 1943: si cambiano le alleanze

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Verona, 13 maggio 2014. - di Sergio Stancanelli

Per una storia della seconda guerra mondiale riveduta e corretta. Gli avvenimenti che precedettero e accompagnarono l'armistizio.

I grandi avvenimenti che precedettero, e determinarono, la sconfitta finale dell'Italia nel secondo conflitto mondiale, furono, dopo lo sbarco degli Alleati nel nord-Africa francese, l'occupazione della Libia e della Tunisia, e poi l'invasione della Sicilia. Il 21 gennaio 1943 l'armata italo-tedesca d'Africa aveva sgomberato Tripoli e abbandonato la Tripolitania ritirandosi in Tunisia. Le possibilità di rifornirla erano ormai molto scarse. Il nostro naviglio mercantile era ridotto a 300mila tonnellate, comprese le navi catturate alla Francia, e doveva servire altresì a rifornire i fronti greco, albanese, jugoslavo, il Dodecanneso, non solo, ma anche le stesse isole della madrepatria.

“Storia della Luftwaffe” di John Killen

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Verona, 11 maggio 2014. – recensione di Sergio Stancanelli

Parte 1° dal 1914 al 1940. Libri letti. Scrivere «specializzato nei Zeppelin» è un po' come dire lavora nei zuccheri oppure fa parte dei zuzzurelloni. Epperò, tale è l'espressione che trovai nella biografia dello scrittore Nevil Shute, ingegnere aeronautico, consultata nell'enciclopedia libera Wikipedia quando lessi il suo romanzo "Un grano di pazzia". La citazione vale solo in quanto giustifica la presente recensione dell'opera "Storia della Luftwaffe", suggeritami appunto dall'evocazione destatami dalla parola Zeppelin, nome dell'ufficiale tedesco inventore d'un aerostato dotato di un motore per l'avanzamento, e cui un'intelaiatura interna in alluminio consentiva una forma ovoidale atta a vincere la resistenza dell'aria.

“Don Giovanni in Sicilia” di Vitaliano Brancati

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Verona, 8 maggio 2014. – recensione di Sergio Stancanelli

Libri letti.

"Paolo il caldo" è un film che manca nella mia cineteca, perché per renderlo visibile senza vergognarmene avrei dovuto mutilarlo, pezzetto per pezzetto, d'una buona metà della sua durata (oltre due ore).

“La via crucis dei criminali” di fra’ Ginepro

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Verona, 8 maggio 2014. - di Sergio Stancanelli

Gennaio 1946: altre esecuzioni.

Libri culto. Stralcio dal capitolo IX. «Nonostante che abbiamo atteso il nuovo anno inginocchiati sul pagliericcio in preghiera, il primo mese del 1946, dopo la sommossa, si è chiuso con altre esecuzioni. Il mattino del 30 gennaio, in ora antelucana, abbiamo udito gli automezzi che partivano per portare al poligono Benedetto Franchi e Nicola Criscuolo della Brigata nera di Sampierdarena. Dopo nove mesi i prelevamenti notturni non sono ancora finiti. In maggio e giugno dell'anno scorso venivano gli emissari di satana, prendevano quattro o cinque o dieci fascisti a casaccio e li incolonnavano per portarli al muro e alla sepoltura.

“La via crucis dei criminali” di fra’ Ginepro ( 4° – continuazione)

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Verona, 7 maggio 2014. – di Sergio Stancanelli

Libri culto. L'addio di Benedetto Franchi alla moglie e alla figlia. Migliaia di familiari accorsi in via del Piano la sera della rivolta, sentendo la sparatoria col finale del cannoncino e delle bombe a mano si erano allontanati col cuore in ansia. L'indomani i giornali danno il numero e i nomi dei morti, però sino a che non rivedranno i propri cari, i familiari non sono tranquilli. Ma lo sfollamento del carcere ha portato via, con i deportati, la possibilità per i familiari di recare loro visita.

"Religiosità e medicina alternativa", di don Giuseppe Mihelcic

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Trento, 5 maggio 2014.Redazione

Suggeriamo un interessante evento per mercoledì 7 maggio. Nell'aula magna del Seminario Maggiore di Trento, ad ore 20.30, Giuseppe Mihelcic presenterà il suo libro "Religiosità e medicina alternativa" (Dario Flaccovio Editore, 2014). Introdurrà monsignor Giulio Viviani, direttore dello STAT, Studio Teologico Accademico di Trento.

Come dire “Ti amo” in tre portate, di Traversa e Musella (Hever ed., Ivrea)

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Verona, 5 maggio 2014. – recensione di Sergio Stancanelli

Libri ricevuti. Centootto piatti semplici ma sopraffini per trentasei menu testimonianti affetto.

Nel corso della sua venuta a Verona, il dottore Cesare Verlucca, amico carissimo ed editore di libri e dischi, mi preannunciò che mi avrebbe inviato il volume COME DIRE "TI AMO" IN TRE PORTATE édito da sua figlia Helena, e me ne anticipò il contenuto. Ero in questi giorni intenzionato ad informarlo che il libro non mi era pervenuto, quando venerdì 2 maggio l'ho trovato nella cassetta della posta. Reca data di partenza da Ivrea 19 aprile: PosteItaliane non si smentiscono.

La Terza edizione del Premio “Krimisa Promontorium” assegnata ad Enzo Barca

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Cirò Marina (KR), 2 maggio 2014. - Redazione

 

In ricordo di un "maledetto" terrone del Trentino. "Chiedevi di volare, amico mio,/e alla fine, capatosta come sempre,/sei riuscito a raggiungere/nell'aere cilestrina del Bene e del Bello/la maestà delle aquile,/che più in alto volano e di più vedono./....E Piazza Rossa,/la 'ntinna,/'zu Michele 'e Francica,/ la magia delle capere,/i giochi infantili della ruga/ diventano, nel nido dei Re,/l'uzzolo rabbioso per andare Oltre,/tra i cieli incontaminati delle fresche trasparenze dell'Essere,/ dove incontrare la rossa Tosca dell'adolescenza,/ che la furia plachi di un futuro a misura di bambino./ Maledetto terrone,/amico carissimo che muto parli da un anonimo avello da cremare,/pur abitando nel Tempio del Musagete,/hai sempre virato a destra,/credendo e lottando per l'Aurora di un domani di speranze./... / Ci manchi./ Anche nelle distrazioni dell'essere come gli altri vogliono./Anche nelle lontananze astrali che ti hanno avvicinato a Dio./E a Lui, da buon comunista,/ rivolgo oggi preghiera/ perché la tua anima accolga nel giardino del Bene;/perché, anche dall'Eden dell'Oltre,/come nella Terra dei vivi,/ quando con il Belluti e il Taverna e me, si sognava di realizzare il sogno,/ti consenta di guidare lo stormo sperduto/verso i cieli tersi dell'Avvenire./Addio, amico mio./ Addio." La poesia di Luigi Ruggiero, pubblicata su "Aporia", la raccolta di liriche edita da Eliotip nel luglio 2010, recitata da una incantevole Virginia Marasco, insegnante di teatro per ragazzi, è stata il leitmotif della terza edizione del Premio "Krimisa Promontorium", conferito per il 2014 a Vincenzo Barca, trentino d'adozione dal lontano 1966. Gli inni suonati secondo il cerimoniale Fidapa (quello italiano, europeo e fidapino) , hanno dato il via libera alla performance, con i ringraziamenti, per la considerevole partecipazione, di Giusy Nisticò, presidente della FIDAPA, poetessa di elevato spessore culturale (ha pubblicato l'apprezzata silloge "Animo Poetico").

«La via crucis dei “criminali”» di fra’ Ginepro (2 – continuazione)

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Verona, 29 aprile 2014. – di Sergio Stancanelli e fra' Ginepro

Libri culto. Nel terzo capitolo di questo suo libro, fra' Ginepro narra "La rivolta dei galeotti". L'Epifania, con tutte le feste, porta via anche il presepio. Dove metterne le figurine? Conservarle per il prossimo Natale? Ma già a Pasqua non saremo più qui: o ci avranno ammazzati, o saremo in libertà. I detenuti della terza sezione optano per quest'ultima ipotesi, strappano le chiavi dalle mani dei secondini, a loro si uniscono quelli della seconda: ma prima di varcare il cancello della libertà, vanno ad aprire le celle dei condannati a morte, quelle dei malati, e arrivano alla quarta sezione e a quella femminile.

City Lights, clinamen

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Trento, 28 aprile 2014. – di Massimo Sannelli

Questa serie di Fabio Giovinazzo rompe un'abitudine: fotografare la città per quello che è, rappresentarla come abbondanza e volume, ambiente e paesaggio. In questo caso la città sarebbe Genova. Ma nessuno può immaginare che dietro queste luci esista una città, e che la città sia Genova. Non solo. Non è immaginabile neanche la dimensione domestica – due volte domestica – dell'esperimento.

L’artista non è libero

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Trento, 26 aprile 2014. – di Massimo Sannelli

Roberto Gervaso va ad intervistare Giacomo Manzù. È tutto molto chiaro e semplice, come in una favola. Gervaso chiede, semplicemente: "Si sente libero?". Manzù risponde, semplicemente: "No, e non voglio esserlo". Gervaso chiede, semplicemente: "Come, non vuol esserlo?". Manzù risponde, semplicemente: "Voglio esser impegnato".

«La via crucis dei “criminali”» di fra’ Ginepro

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Verona, 26 aprile 2014. - recensione di Sergio Stancanelli

Libri culto. Sei mesi del cappellano cappuccino nel carcere di Marassi a Genova. Era nato il 7 aprile 1903 in Pompeiana (Imperia) e si chiamava Antonio Conio. Durante il corso di laurea entrò nell'ordine dei Cappuccini e assunse il nome d'uno dei primi seguaci di san Francesco, Ginepro, ch'era anche il soprannome del pilota dannunziano Gino Allegri. Oltre che giornalista in ambito religioso, fu poeta, scrittore ed oratore, stimato da colleghi illustri quali Francesco Pastonchi, Giovanni Semerìa, Angiolo Silvio Novaro, Filippo Tommaso Marinetti, Flavia Steno, e dal poeta Carlo Borsani, cieco di guerra, che verrà assassinato a Dongo assieme con tutta una schiera di gerarchi della gloriosa Repubblica sociale.

“L’attacco a Pearl Harbor”

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Verona, 18 aprile 2014. - di Sergio Stancanelli

Libri che fanno la storia. Quando affondare una corazzata costituiva un mito, il Giappone, con la sua fama d'essere invincibile, come entrò in guerra ne colò a picco sette: cinque statunitensi in cinque minuti, e due britanniche due giorni dopo – Fu una ventata d'entusiasmo per l'Asse: in due anni i nostri alleati tedeschi erano riusciti ad affondarne una, e noi italiani nessuna, mentre ne avevamo perduto tre nell'attacco inglese a Taranto, che costituì il modello per i nipponici nel progettare l'operazione contro la base della flotta nordamericana nelle isole Hawaii

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