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Libri e Letteratura

“Cibi reali” di Maurizio Braghiroli

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Verona, 18 aprile 2014. – recensione di Sergio Stancanelli

Libri ricevuti in occasione della 48ª edizione del Vinitaly nella Fiera di Verona. E' edito dalla consociazione Verlucca di Ivrea.

Con Cesare Verlucca – già compagno all'Università di Genova, poi collega di lavoro nell'Olivetti, infine – ma questo per suo conto – editore di libri e dischi, – non ci si vedeva – a parere suo e mio – da quando, nei primi anni '60, era venuto a trovarmi a Trieste, portandomi in dono dal Belgio il Concerto per pianoforte e orchestra di Paul Constantinescu (io gli feci omaggio d'un microsolco con tre Sinfonie di Beethoven, Mozart e Schubert). Ma Angela, la mamma dei miei figli veronesi, dice che lo conobbe in quanto venne a Verona nei primi anni Settanta. Angela ha vent'anni meno di noi e altrettanti chili di memoria più di noi.

Luca Bizzarri, grande Opinionista

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Trento, 14 aprile 2014. – di Massimo Sannelli

Chi crede a Luca Bizzarri come Opinionista? Io. Sì, proprio io, qui. Davvero ci credo, ma non è che faccia molta fatica. Semplicemente, se Luca Bizzarri dice cose giuste, io dico: Luca Bizzarri ha detto cose giuste. È un po' come trent'anni fa, quando gli italiani dicevano: io non sono mica di destra per carità ma Almirante parla bene. Sì, come parla bene Almirante, dicevano. Ed è vero, Almirante parlava bene. Non solo: parlava bene, e aveva il suo stile, è vero. Che cosa mi costa dire la verità? Niente, quindi la dico.

Appunti: come vivere alla grande

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Trento, 11 aprile 2014. – di Massimo Sannelli

L'obiettivo preciso ha quattro parti, forse cinque, sono come gli orti, sono i posti da occupare, quelli da visitare, e poi c'è la passione, la volontà di fare, la volontà e il bisogno di viaggiare, ma viaggiare molto, e la volontà di dire, la voglia passionale di apparire, e la solitudine e la linea sinuosa, la linea bizantina – mai dritta, mai facile –, e il contatto, la serie degli armonici e l'organizzazione, la liturgia, la vita NON filosofica, nessun programma se non fare le cose, la vita dedicata, la voce che ne parlava, la voce che ne parla, la vita delicata (che si moltiplica, e non è un flautino, non credeteci, gente, non lo è), l'assenza di compromessi con l'uomo e con la donna: tutto questo – TUTTO questo – arriva a risultati, che non sono volgari.

“Fortunato in amore”, romanzo attribuito a Luciano Zùccoli

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Verona, 10 aprile 2014. – recensione di Sergio Stancanelli

Libri rari. Palesemente scritto dopo il 1946, stampato in una edizione scadentissima priva di data, non figura nell'elenco dei titoli attribuiti allo scrittore ticinese, morto in Paris nel novembre 1929.

Questo libro non fa parte di quelli ereditati dalla biblioteca genitoriale, la quale include tutti i romanzi di Luciano von Ingenheim, che evidentemente piacevano a Papà e Mamma. Lo acquistai per pochi soldi su una bancarella dell'usato in Trieste il 15 gennaio 1963.

“Un grano di pazzia” di Nevil Shute

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Verona, 8 aprile 2014. - recensione di Sergio Stancanelli

Libri letti. Un autore di vaste e svariate competenze, ricco di fantasia inventiva, ed ottimo scrittore, che meriterebbe grande notorietà mentre è invece pressoché sconosciuto nella storia letteraria.

Gino Turello, prima che collega nella Olivetti di Genova, era un amico. Di lui avevo grande stima per l'intelligenza, la cultura e lo spirito ( - Non mi pestare i piedi, ché mi servono per pensare - ).Scrisse un sacco di libri - tra cui uno nel quale con mia moglie Maraki ero protagonista - , non so se ne abbia mai sottoposto uno ad un editore.

“La stanza del vescovo” di Piero Chiara

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Verona, 4 aprile 2014. – di Sergio Stancanelli

Libri. Monotono e ripetitivo, sconclusionato e contraddittorio, è un giallo di nessun interesse e dalla soluzione scontata.

Il nome dello scrittore varesotto, noto soprattutto per il romanzo "La spartizione", è legato ai miei ricordi per quando - nel 1970 mi pare, - l'avvocato Carlo Segala del foro di Verona (così amava presentarsi), bravo soprattutto quale disegnatore, realizzò per l'altro suo libro "L'uovo al cianuro" le illustrazioni, di cui detengo la cartella originale. Questo "La stanza del vescovo" è di sei anni dopo, e precede di dieci anni la scomparsa dell'autore, morto 73enne nell'86. Il maggior lustro venne a questo romanzo breve (ed. Mondadori, Scrittori italiani, febbraio 1976) dal film che l'anno appresso, prodotto da G. Bertolucci-Merope/Carlton/

Filippo V a Genova

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Trento, 4 aprile 2014.- Redazione

Abbiamo il piacere di proporre una pubblicazione di storia ligure (ma con molti riferimenti al presente). Per il nostro collaboratore Massimo Sannelli si tratta di "un omaggio alla Tradizione e alla Cortesia del passato, quando la Liguria era indipendente e sovrana (e sono discorsi che ora tornano con forza, anche da noi)". Il libro è fuori commercio, per questo proponiamo il testo in word, nella foto la copertina del libro.

Appunti con lo spirito profetico

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Trento, 2 aprile 2014. – di Massimo Sannelli

Adesso Arrau suona, suona perfettamente, suona lentamente il terzo tempo della Sonata 31 di Beethoven. Ho letto – e preso, per cancellarli sùbito – appunti sui progetti sinarchici, sulle magie, su Grillo e Casaleggio, su Monti e sull'Europa, perché la Rete parla di tutto; intanto Paolo Barnard soffre a causa di Warren Mosler (e l'Italia soffrirà di più); e il Veneto sogna l'indipendenza (sì, no, forse), ma Arrau suona e ora sono senza storia, qui, con altri progetti e senza storia, senza storia e con altri progetti, non pochi, tutti qui. Ieri è venuto un fotografo, Fabio Giovinazzo, a fotografare – documentare e testimoniare, anche – questa casa nella Città Barbara, e me che ci abito. Il risultato servirà ad operazioni non volgari: poi si saprà anche questo.

“Il fantasma nella baia” di Angelo Solmi

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Verona, 1 aprile 2014. – di Sergio Stancanelli

Libri letti. Dodici storie misteriose di avvenimenti inspiegati accaduti dal 1611 al 1963, cui sarebbe pertinente l'epigrafe dedicata nel 1833 a Kaspar Hauser, protagonista del quinto racconto: «Aenigma sui temporis, ignota nativitas, occulta mors» - Esploratori scomparsi nel nulla e rampolli regali morti due volte – Un tesoro colossale sepolto nelle viscere della Terra: che ci sia ciascun lo dice ma scovarlo nessun sa - Leggerezza e irresponsabilità nella fine del "Thresher" e dei suoi centoventinove uomini il 10 aprile 1963.

Frammento: Shakespeare, Testori, Gheddafi

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Trento, 29 marzo 2014. – di Massimo Sannelli

C'era una volta l'"eversione formalistica" (non era "eversione poetica e morale", non poteva esserlo), il mondo l'ha riconosciuta un po', vennero araldi e santi (laici) e fanti, e vedevano tutto loro, sapevano tutto loro, si facevano vedere e in effetti non erano molto asociali, frequentavano ambienti – pare – e la nostra favola si ferma sulla loro fortuna: durò poco, in fondo. Li si vedeva esaltati, o degradati, raffreddati, nelle interviste: erano eversori, ma parlavano bene, parlavano meglio, come i politici alle Tribune Politiche, come i chierici neri della Chiesa. Sembravano colombe e non erano falchi, erano umanisti, disumanisti, cose del genere, allora andava bene.

“I presocratici e la nascita della filosofia” di Emanuele Severino

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Verona, 29 marzo 2014. – recensione di Sergio Stancanelli

Libri. Primo volume di una collana in cui i filosofi contemporanei raccontano la storia della filosofia.

Preannunciata con un pieghevole illustrante il programma editoriale di sedici titoli in una collana titolata "Capire la filosofia", ha principiato ad uscire una serie di volumetti che, in vendita accoppiati ad un noto quotidiano, si propongono di raccontare l'evoluzione della filosofia affidandone l'esposizione a dodici filosofi contemporanei. I più allettanti sono, a mio avviso, i due firmati dal matematico Piergiorgio Odifreddi. Ma quello che ho fra le mani è il primo, in cui Emanuele Severino racconta "I presocratici e la nascita della filosofia".

Gli intellettuali fra Cristo e Belial

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Trento, 25 marzo 2014. - di Massimo Sannelli

Questa è una schedula, quasi una glossa, cioè un'azione minore. È come quando l'oggettino cade in acqua: un piccolo rumore, i soliti cerchi, poi si vedrà qualcosa, poi si lascia lì, se ne getta un altro, ecc. La Rete va usata così: bisogna colpire e andare, esserci per apparire, un po', e basta (ma soprattutto: apparire fuori, molto, e molto fuori di qui). E ogni atto è uno sberleffo, che segnala se stesso, no? Dove sono, che cosa sono, che cosa ho fatto, perché non c'è molto altro da dire; forse certi segni, particolari, purché se ne abbiano, e basta.

Diario del cronista

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Verona, 25 marzo 2014. – di Sergio Stancanelli

Se riconverti puoi inquinare – Fotografato un pianeta fuori dal sistema solare – In Bologna un festival degli errori linguistici – Gelato di pomodoro e il Futurismo in mostra a New York – Un settimanale altamente culturale: ma sono più le parole straniere che non quelle italiane – E non mancano quelle usate a sproposito.

Oggi, lunedì 17 marzo, son due settimane dal giorno in cui, il mattino di martedì 4 marzo, il gestore Tiscali mi sospese il servizio telefonico, privandomi della possibilità di effettuare telefonate e, contemporaneamente, sia di trasmettere che di ricevere posta elettronica tramite computer, imputandomi di morosità per il mancato pagamento dell'ultima fattura scaduta: regolarmente pagata invece, ahimé a mezzo conto corrente postale, sin da mercoledì 29 gennaio alle ore 13.25, come da ricevuta in mie mani rilasciata dall'ufficio postale di Verona 5 in via Arsenale.

Quando questo poeta canterà…

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Trento, 22 marzo 2014. – di Massimo Sannelli

I poeti moderni non cantano più. O meglio: il loro canto è diventato simbolico (a bocca chiusa, in mente, per iscritto) e non è dichiarato. Il canto dei poeti moderni è due cose: o un'intenzione, che non appare, o un titolo (di libro o di testo: Canti di Leopardi, Canti anonimi e Canti dell'infermità di Rebora, Canti di Castelvecchio di Pascoli, Canti orfici di Campana, Canti ultimi di Turoldo; oppure il Canto notturno per le ragazze fiorentine di Luzi, il Canto popolare di Pasolini). Canto è un titolo e uno statuto, ma non è una realtà. È ridotto a sinonimo di testo, ma è un sinonimo fuori luogo: dice una cosa e ne nasconde un'altra.

Chi ha paura della Donna Libera?

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Trento, 21 marzo 2014. – di Massimo Sannelli

Questo articolo si scrive quasi da solo, in fretta, e anche con furia. Si tratta di un confronto urticante, anche oggi, tra due pesi, uno massimo e uno no; uno padre e uno figlio; uno è il conte Monaldo Leopardi, l'altro è il conte Giacomo, suo figlio.

La donna-mostro e l’immortalità

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Trento, 16 marzo 2014. – di Massimo Sannelli

Chi legge questo articolo fino in fondo deve farne dieci copie e diffonderle a tutti i suoi contatti; poi troverà qualcosa, un tesoro, una caramella, un Pulcinella di plastica, una moneta di Carlomagno, quello che vuole (ma non l'amore: l'amore non si trova mai). Un lettore ideale ci vuole, ma dov'è? Bisogna invogliarlo con la catena di sant'Antonio? Macché, basta meno. In realtà c'è altro in ballo, da qualche giorno.

Il cerchio dell'odio

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Trento, 4 marzo 2014. - Redazione*

Rompicapo degno dei maestri del genere, l'esordio di Massimo Galluppi è un noir appassionante e sofisticato ambientato nel mondo accademico, tra i giorni nostri e le lotte studentesche degli anni Settanta, tra Italia, Francia e Cina.

Il pachiderma giudica Camus

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Trento, 2 marzo 2014. – di Massimo Sannelli

Anno 1957, Albert Camus ha 44 anni e vince il premio Nobel. Camus non l'abbiamo mai visto, ma era bello. Dico: sembra proprio bello, se le foto non mentono. Decidiamo che non mentono. Se si giudica dalle foto, Camus sembra un po' Bogart e un po' un legionario, ma carismatico, un mercante o un capitano di lungo corso, ma giovane, e anche bello.

“Sapori e saperi delle Dolomiti” di Serena Turrìn

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Verona, 27 febbraio 2014. - di Sergio Stancanelli

Libri ricevuti. Prodotti e ricette delle tradizioni bellunese e trevigiana proposti con fantasia innovativa.

Questa mattina ho ricevuto la telefonata di una voce femminile la quale, non senza essersi accertata di conferire con il dottor Sergio Stancanelli, parlava sullo sfondo di rumori e suoni che m'impedivano di capire cosa dicesse. A tale mia obiezione, la gentile interlocutrice ha risposto chiudendo la comunicazione. Pensavo avrebbe richiamato evitando il chiasso di fondo, ma così non è stato. D'altra parte, il mio apparecchio telefonico non fornisce il numero del chiamante.

Nell'intervallo tra l'amarti e l'amarti ancora scrivo d'amore e altro..

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Trento, 24 febbraio 2014. Redazione

E' uscito lo scorso dicembre il primo libro, sia in formato cartaceo che in E-book, di Pietro Tamajo, autore siciliano 38enne. Il titolo è "Nell'intervallo tra l'amarti e l'amarti ancora scrivo d'amore e altro...". Pagine: 164, ISBN: 9788891128096, casa editrice Youcanprint. "Scrivere, una passione senza fine e senza tempo - dice Tamajo - perché tutto rimane, il verbo nulla è del gioco di parole in prosa su un foglio dai mille scenari che trasmette nella nostra esausta mente".

A scuola dai Diversi

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Trento, 22 febbraio 2014.- di Massimo Sannelli

Questo è bello: la scuola parla di Federico II, Dante, Caterina da Siena, Leonardo, Tasso, Leopardi, Manzoni, Pascoli, D'Annunzio, e fa bene. Naturalmente si tratta di valori, è chiaro. Il più normale dei valori scolastici è Montale, diciamo: ma anche Montale credeva che Irma Brandeis portasse Cristo in terra; lo credeva e ha pubblicato per farlo credere, o almeno per farsi accreditare.

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